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Cinespresso | November 17, 2018

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Trash: una fiaba tra le favelas

Trash: una fiaba tra le favelas
Lorenzo Colapietro

Review Overview

Cast
6.5
Regia
6
Script
6

Rating

Stephen Daldry ci porta nelle favelas brasiliane a raccontare la storia di tre piccoli orfani che tra recambolesche fughe e poliziotti corrotti dovranno tentare di risolvere un intricato rebus. Un Thriller-fiabesco che però non convince appieno proprio per l'eccessivo buonismo.

Trionfatore della sezione Gala del Festival del Film Internazionale di Roma è il nuovo film di Stephen Daldry: Trash

Se Danny Boyle ci ha portato in India, nelle baraccopoli di Mumbai, Stephen Daldry ci fa atterrare nelle favelas brasiliane e al posto di raccontare una storia d’amore la sceneggiatura ha come punto centrale il senso di giustizia. Tratto dall’omonimo romanzo di Andy Mulligan, Trash è uno di quei film che fa leva sul lato emotivo dello spettatore e riesce nell’intento grazie ai tre piccoli protagonisti, poveri orfani cresciuti nelle discariche e che si ritrovano catapultati in una storia più grande di loro, tra politici corrotti, poliziotti violenti e il dramma di un Brasile ormai allo stremo e più povero che mai dopo i mondiali di calcio e le prossime olimpiadi.

Così Daldry trascina i giovanissimi Rafael, Gardo e Rado in una fuga sena respiro per salvare un innocente e fermare l’ascesa del corrotto sindaco di Rio. Un thriller a tratti fiabesco che forza un po’ le “fortune” dei ragazzi ma che comunque “empatizza” lo spettatore tra rocambolesche corse e scene dalla lacrima facile.

Un ottimo montaggio e una sceneggiatura ben scritta che, però tende a perdersi nell’eccessivo buonismo e in una finale molto stiracchiato. Gli stessi personaggi, per quanto spinti da un alto senso di giustizia, tendono ad essere troppo melensi e a volte palesemente e forzatamente “buoni”. Al cast dei giovani attori, molto bravi e davvero convincenti, si uniscono Martin Sheen nel ruolo di Padre Julliard, un missionario che si occupa dei ragazzi, un bel personaggio ma poco sviluppato e Rooney Mara che interpreta la giovane Olivia, sinceramente inutile che poteva benissimo essere non presente senza calcolare la scarsa prova attoriale dell’attrice che per il momento rimane una delle più sopravvalutate di Hollywood.

Menzione a parte va alla spettacolare colonna sonora, ricca di ritmi trascinanti che è impossibile ignorare. Un valore aggiunto ad una pellicola che è un buon film ma che non convince del tutto, forse proprio per il lato eccessivamente fiabesco. In conclusione Trash è un bel titolo sicuramente da vedere ma, sinceramente, poco adatto a vincere un premio importante come quello del Festival di Roma.

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