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Cinespresso | October 18, 2019

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“Index Zero”, l’esordio sci-fi di Sportiello

“Index Zero”, l’esordio sci-fi di Sportiello
Valentina Zaccagnini

Review Overview

Cast
8.5
Regia
8.5
Script
8

Rating

È il primo lungometraggio di Lorenzo Sportiello. In un’epoca distopica e post-atomica l’umanità delle persone è stata spazzata via per cedere il posto all’Index Zero: unico codice da seguire per poter risultare sostenibili e quindi inclusi nella società. Due giovani vogliono dare un futuro al proprio figlio in arrivo ma, secondo l’Indice, devono essere invece necessariamente separati. Da vedere.

Anno: 2014 Durata: 84′ Genere: Fantascienza Nazionalità: Italia Produzione: Cine Video Corporation Regia: Lorenzo Sportiello

Un film di fantascienza “made in Italy” realizzato da un giovane regista del Centro Sperimentale, Lorenzo Sportiello, all’esordio con una storia ambientata in un futuro prossimo

Nel 2035 l’Umanità sembra imprigionata in un’era post-atomica. Una giovane coppia in attesa di un figlio tenta di sopravvivere camminando nel deserto alla ricerca disperata di qualcosa e alla fine, dopo molte claustrofobiche peripezie, la trova: il passaggio per entrare illegalmente negli Stati Uniti d’Europa. Non appena mettono piede nella terra promessa vengono immediatamente arrestati dalla polizia dell’immigrazione e rinchiusi in un centro di detenzione, dove mettono entrambi al corrente delle “nuove regole per una corretta vivibilità sociale”.

Il Mondo, così come lo abbiamo conosciuto, non è più accettabile. Si è tutti costretti a sacrificare qualcosa per permettere alla società di progredire al meglio e raggiungere l’Index Zero, ovvero l’indice di sostenibilità che stato assegnato a ciascuno in base allo stato di salute e alle proprie capacità produttive e che è l’unico modo per poter essere integrati. Durante le visite mediche i due vengono subito separati. A lui viene detto che è un soggetto sostenibile e che verrà inserito subito nel programma di riabilitazione. Lei, che è incinta, deve essere invece necessariamente espulsa perché chi non ha un punteggio adeguato non può permettersi figli che di fatto non può anche mantenere. Da qui parte un’emozionante partita a scacchi contro tutti per recuperare e difendere quel briciolo di umanità che ancora resta in mezzo a quell’inferno computerizzato e senz’anima.

Lorenzo Sportiello, classe 1978, porta in dono al 9° Festival Internazionale del Cinema di Roma un vero gioiellino che si spera riesca a trovare un posto adeguato nella distribuzione italiana. Partendo da uno scenario post-apocalittico che diventa metafora dei giorni nostri, il regista vuole invece esaltare l’umanesimo attraverso gli occhi di due immigrati che cercano un posto nel mondo e apre una discussione importante sull’attuale concetto di “sostenibilità” nell’economia europea e che in genere è percepita e concepita positivamente, mentre qui viene invece raccontata come strumento di alienazione ed esclusione. Nel ricco e curato bagaglio di effetti visivi, particolare menzione merita la fotografia ad opera di Ferran Paredes Rubio, che riesce a rendere in modo magistrale le ambientazioni aliene e prive di vita in cui si snoda tutta la storia. Da vedere.

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