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Cinespresso | July 20, 2019

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Le Week-End: destinazione Parigi

Le Week-End: destinazione Parigi
Francesco Di Brigida

Review Overview

Cast
8.5
Regia
6
Script
7

Rating

Un piccolo film quasi d’artigianato: produzione contenuta ma molto curata, unico e con interpreti magnifici.

Anno: 2013 Durata: 93’ Distribuzione: Lucky Red Genere: Commedia Paese: Gran Bretagna Produzione: Film4, Free Range Films Regia: Roger Michell Uscita: 12 Giugno 2014

Una coppia inglese matura e brontolona attraversa in treno la Manica per un fine settimana tutto parigino. Ma scontri e incontri li faranno stringere o allontanare?

Buona idea quella di festeggiare i trent’anni di matrimonio replicando il viaggio di nozze a Parigi con un weekend nella città “de l’amour”. Però si devono fare i conti con le scaramucce sedimentate e quelle sempre nuove tra i protagonisti Nick e Meg.

Il primo è un medio professore universitario, un po’ ingessato da una vita non proprio come l’aveva sognata e con il volto di Jim Broadbent, Premio Oscar come Attore non protagonista nel 2002, per Iris – Un amore vero. Protagonista con lui di Le Week-End è Linsday Duncan, che impersona sua moglie, un’ insegnante di liceo senza pretese, ma soprattutto una donna che per certi versi vorrebbe ancora conquistare il mondo, o quantomeno Parigi, con il compagno di una vita.

“Non puoi fare a meno di amare e odiare la stessa persona. E lo fai in cinque minuti, secondo me”

Gli scambi dolci e piccanti tra le due anime legate da figli e sentimenti di forte e sottile complessità si alternano a quelli corrosivi in fulminanti freddure, dando vita un pastiche molto realistico, a parte qualche piccola forzatura nelle parti più, per così dire, “action”. (Ma se non si sogna al cinema, dove altrimenti?) La direzione di Roger Michell è tutta ritagliata intorno al duo per uno script che potrebbe essere trasposto anche in teatro, dove forse avrebbe ancora più forza. «Non volevamo che fossero solo due persone che a Parigi passano il tempo a litigare». È stata la dichiarazione del regista. «Volevamo parlare delle alchimie del matrimonio». Infatti sarà proprio la chimica dei sentimenti a venire fuori. E come in ogni buona formula che si rispetti, l’elemento reattivo, l’outsider inaspettato e un po’ guascone è un Jeff Goldblum nei panni del realizzato e americano Morgan, vecchio amico universitario di Nick, parte coperta con elegante gigioneria, perfetta per il suo personaggio un po’ borioso ma pieno di sfaccettature, quasi da meritare un film tutto suo.

“Tu scegli il pranzo, io la cena. Come sempre”

Il film è costellato di riferimenti cinematografici, letterari e artistici. Le location di musei, viottoli, bistrot e panorami parigini aiutano non poco la sezione registica che respira già perfettamente utilizzando come polmoni la Cité e il cast. Di scrittura acuta e disincantata, a guardarne soltanto trailer e locandina farebbe pensare subito a un Woody Allen: ci sono raffinatezza dei dialoghi, quanto ricercatezza di interiors e set naturali parigini ad hoc per lo sviluppo di una storia adulta che mai si rivolge al pubblico più giovane e di massa – quello che occupa un’importante fetta di mercato, per intendersi. Un piccolo film quasi d’artigianato: produzione contenuta ma molto curata, unico e con interpreti magnifici.

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