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Cinespresso | December 12, 2018

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Romeo and Juliet post scriptum

Romeo and Juliet post scriptum
Valeria Brucoli

Review Overview

Interpretazione
7.5
Regia
7.5
Drammaturgia
8

Rating

Romeo e Giulietta trovano una nuova umanità tra le mani di Georgia Lepore, che dà corpo e sangue al testo serrato di Annika Nyman in cui per la prima volta vengono alla luce i mostri interiori dei giovani amanti.

Il Teatro dell’Orologio porta in scena dal 20 maggio al 1 giugno Romeo and Juliet post scriptum, un dramma di Annika Nyman, tradotto e messo in scena da Georgia Lepore

Cosa sarebbe accaduto se Romeo e Giulietta non si fossero tolti la vita all’alba del loro amore, se fossero fuggiti insieme lontano dalle controversie cittadine, dall’oppressione dei genitori dispotici e da una Verona troppo arcaica per comprendere il loro gesto disperato? Sarebbero ancora vivi, liberi di vivere la loro passione su un’isola deserta, senza alcun nutrimento se non quello del loro amore, o si starebbero divorando a vicenda, pieni di rabbia e di rimpianti come una coppia sfibrata dalla quotidianità, sin troppo simile al modello patriarcale che hanno combattuto fino alla morte?

Romeo ha ancora indosso i vestiti intrisi del sangue di Paride, il marito promesso della sua Giulietta, che lo tiene legato per i polsi e mitiga il suo rimorso con una lucidità da fare invidia a Lady Macbeth. Giulietta è forte, determinata a fuggire dall’odio profondo che prova per i suoi genitori e per l’ipocrisia dei fasti della sua casa, ma Romeo è debole e tentenna nelle sue intenzioni a pochi minuti dalla partenza verso l’isola della salvezza. Lui vuole restare a Verona, nel suo mondo sicuro e delimitato da certezze, e trema all’idea di una vita intera al fianco di Giulietta, una donna che conosce appena e che lo stordisce con la sua parlantina molesta fino a fargli perdere la ragione. Il tempo scorre, va presa una decisione, partire verso l’idillio o restare e affrontare le conseguenze delle menzogne e degli omicidi? Giulietta incalza, Romeo fa un passo indietro, ma nessuno dei due può separarsi dall’altro perché un filo indissolubile li unisce. La giovane Giulietta capricciosa si ostina a trattenere il passerotto prigioniero, stringe la presa, lo ferisce, lo allontana e lo attira di nuovo a sé con le curve perfette del suo corpo, mai stanca di giocare con la sua preda. Ma l’ora della partenza è sempre più vicina e i due innamorati devono fare la loro scelta, insieme.

Il dramma shakespeariano di Romeo e Giulietta è integro, immobile nel suo passato, perché la scena si svolge tutta nell’attimo che precede la morte degli amanti, nel limbo dell’indecisione e della paura di assumersi la responsabilità di una vita insieme basandosi solo su poche ore d’amore. Nel testo di Annika Nyman, Romeo e Giulietta sono due perfetti estranei che iniziano a conoscersi nel breve tempo che li separa dalla fuga, sono due adolescenti che hanno mandato a monte le loro vite sulla scia di un impeto passionale e una volta insieme temono di trasformarsi in mostri sanguinari o, ancora peggio, nei loro genitori. Il testo shakespeariano non trova una nuova forma nelle mani della Nyman, che lo sfiora in poche effimere citazioni, ma rimane sullo sfondo di un testo completamente nuovo, fresco e appassionato, che mette in discussione il finale che tutti avrebbero sperato per i due innamorati segnati dalle stelle, mettendoli davanti agli occhi degli spettatori con tutte le loro indecisioni e con la colpa di aver versato il sangue di un innocente.

Messo in scena per la prima volta in lingua originale nel 2013 durante il Festival dei due Mondi di Spoleto, il testo di Annika Nyman è stato tradotto in italiano e adattato per la scena dalla regista Georgia Lepore, che con gli interpreti Selene Gandini e Giovanni Anzaldo ha reso tangibili ed estremamente umani i sentimenti di Romeo e Giulietta che, ben lontani dall’amore eterno celebrato dalla tragedia shakespeariana, si feriscono a vicenda a colpi di citazioni cinematografiche e si rinfacciano l’odio per le loro famiglie e per il mondo degli anziani che li ha sovrastati fino a quel momento. I giovani si scontrano contro i vecchi, i figli contro i genitori, e il baratro tra le due generazioni è calcato dalla distanza linguistica e culturale che le separa in un dramma a posteriori che non ha paura di mostrare il punto di crisi di un amore senza tempo.

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