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Cinespresso | August 20, 2017

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“Monologhe” di teatro e cabaret

“Monologhe” di teatro e cabaret
Andrea Di Cosmo

Review Overview

Interpretazione
8.5
Regia
7.5
Drammaturgia
8.5

Rating

Angela Calefato dimostra ancora freschezza e originalità coniugandosi come scrittrice, regista e interprete. Porta i suoi riusciti ingredienti di divertimento e riflessione spingendosi sul trasformismo e affrontando a modo suo il cabaret e la questione dello show business.

Angela Calefato torna, trasformista, a far ridere e riflettere sullo show business, al Teatro Agorà

Angela Calefato, abile penna e regia di lavori quali: “Io sono Wonder Woman… ma anche no” e “Il tempo di una lavatrice”, torna come autrice, regista e interprete di: “Le Monologhe”, al Teatro Agorà di Roma, dal 20 al 25 maggio alle ore 21, con Erika Barresi alle luci.

La scelta questa volta è quella di portare tre monologhi che danno vita a “celebrità” un po’ dimenticate che vorrebbero tornare alla ribalta, ai tempi del successo facile di trasmissioni televisive popolari e talent show.

Trudy, era un personaggio reale, immortalata in un romanzo divenuto uno dei più famosi testi scolastici della letteratura italiana. Lei cerca di riattualizzarsi vedendo una sua “collega”, Suor Cristina, spopolare a “The Voice of Italy”. Concetta, è la musa ispiratrice di una famosissima canzone d’autore e al centro, da oltre cinquanta anni, di contrastanti opinioni sulla presunta identità. Identità che lei vorrebbe rivelare per acquisire finalmente la notorietà che si sente negata.

Lory, era balzata sulle pagine della cronaca mondiale tanti anni fa per un bizzarro e crudele atto di follia femminista e ora vorrebbe tornare a portare il suo “credo” in un contesto più rassicurante e seguito da milioni di casalinghe.

Di interessante si intravede subito l’approccio all’idea di prendere personaggi più o meno storici e farli riflettere e interagire nel contesto “culturale e popolare” di oggi dove la tanto bistrattata TV non può essere ottusamente ignorata, bensì osservata, capita e poi criticata. Questa scrittura si riversa nell’approccio registico e interpretativo di Angela Calefato che diventa trasformista, veste e ricrea personalità completamente diverse, complete d’accenti che vanno dal brianzolo, al barese, all’anglo-americano. A questa prova si aggiunge quella, altrettanto riuscita, di canto, dove l’autrice si diverte pure a cambiare i testi di alcune canzoni note, con particolare attenzione, e riuscita arguzia, ai testi di Madonna, non a caso, che occhieggiano ai temi di verginità, preghiera e castità.

Costumi semplici e un disegno luci sobrio e accurato bastano a far credere di vedere tre personaggi completamente diversi e forse l’immedesimazione, visivamente, più sorprendente è quella che ci ricorda la nota Antonella Clerici a “La prova del Cuoco”. Le gag, le canzoni, la recitazione mista di teatro e cabaret fanno tanto ridere ma suggeriscono riflessioni sulla società, etica del lavoro, arrivismo, mercificazione del corpo e della personalità, definizione di compromesso tra spettacolo e cultura, tra opportuno e buono. Altrettanto semplice è la regia, all’apparenza di quel che vede lo spettatore, che si serve di pochi cambi scenici e pochi oggetti, laddove comunque si avverte, senza farlo pesare, uno sforzo lavorativo che vede studiare e condurre, scrittura, regia e interpretazione.

Questo è lo stile di Angela Calefato che qui si rinnova, allargando la sua scrittura al dipinto di ritratti e portando oltre il suo impegno di attrice. Lei affronta, a modo suo, una tradizione di caratterizzazione che va da Bice Valori a Franca Valeri, ad Anna Marchesini fino a Paola Cortellesi, ma si distingue andando, non solo, oltre un tentativo di fare imitazioni e parodie, bensì costruendo personaggi nuovi e inoculandovi spunti di riflessione critica sulla società, com’è nella sua anima. Qui ci fa pensare alle sue idee sullo show business e sul mondo dello spettacolo in cui essa stessa vive, come tanti, meno famosi ma bravi che cercano di far conoscere e apprezzare il loro contributo.

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