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Cinespresso | October 17, 2017

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Al Teatro Vascello “La Tempesta” secondo Binasco

Al Teatro Vascello “La Tempesta” secondo Binasco
Redazione
  • On 27 febbraio 2014
  • http://www.cinespresso.com

Review Overview

Interpretazione
7
Regia
7
Drammaturgia
9

Rating

Binasco centra il terzo adattamento con la Popular Shakespeare Kompany grazie ad un Ariel supereroe con le movenze di Dustin Hoffman in Rain Man e un Calibano in stile Prodigy. Scene semplici e accenti di modernità sul testamento artistico e spirituale del bardo.

Il perdono e il tempo che scorre: La Tempesta per Valerio Binasco. In scena a Roma al Teatro Vascello

Importante appuntamento per la capitale che ospita, dal 25 Febbraio al 16 Marzo, La Tempesta di William Shakespeare con la regia di Valerio Binasco. Per la prima volta la Popular Shakespeare Kompany calca le scene del Teatro Vascello con una delle più note commedie del drammaturgo inglese, tradizionalmente ritenuta la penultima da lui scritta e considerato da molti il lavoro che segnò il suo addio alle scene.

Due grandi ceppi di legno e pannelli delle quinte colorati di rosso ruggine costituiscono la scenografia essenziale che fa da sfondo alle azioni di interpreti validi ed espressivi. Il giovane attore triestino, Gianmaria Martini ci rende un Calibano mostruosamente perfetto nell’uso delle mani costrette in gesti abortiti e della voce scaturita da unʹatavica violenza subita. La capacità di usare il corpo, forse rimandando fin troppo alle movenze tipiche della commedia dell’arte, fanno di Deniz Ozdogan unʹamabile Miranda. L’irriconoscibile Fabrizio Contri è un Ariel da cui non riusciamo a staccare gli occhi soprattutto quando, con una soave musica di un violino immaginario, crea l’atmosfera perfetta perché scaturisca l’amore.

Questo e molto altro La Tempesta vista dal pluripremiato regista e attore Valerio Binasco che, nel duplice ruolo di regista e interprete di Prospero, ci rende un testo classico in maniera popolare ammiccando, a volte, persino con gesti familiari e riconoscibili come un selfie.

Binasco mette in scena i testi che più hanno motivato la sua professionalità teatrale e lo fa con una libertà narrativa che rende tutto molto più pop, più fruibile. È giusto mettere in scena i classici perché contemporanei, in una recente intervista, rivela che più che l’aspetto magico della tempesta, ciò che lo colpisce è il perdono e il tempo che scorre; questa visione trapela soprattutto nella parte finale, quando Prospero rinuncia ai suoi poteri e depone la bacchetta magica.

Il testo dunque, è rivisitato in maniera moderna, i costumi contemporanei e l’uso di vari dialetti rende tutto più confidenziale. Non a caso, la Psk nasce proprio con l’obiettivo di mettere in scena ogni anno un classico per offrire al pubblico i grandi testi in un momento in cui lo stallo culturale ed economico impone spesso di realizzare solo spettacoli di piccole dimensioni.

Il pubblico della prima, composto come spesso accade da occhialuti e incappellati addetti ai lavori, risponde bene. Non ci resta che gustare questo spettacolo nell’attesa del prossimo, Il Mercante di Venezia con Silvio Orlando nel ruolo di Shylock.

Miriam Larocca

Comments

  1. Maria

    Libera, confidenziale, originale e moderna questa interpretazione della Tempesta, quasi tre ore di recitazione mai noiosa. Gli attori sono bravi, questo modo di avvicinare il pubblico a teatro è a mio parere condivisibile e a tratti addirittura divertente nonostante la serietà del messaggio. Mi piace questo coraggioso tentativo di far capire ed apprezzare questo fantastico mondo del teatro anche ai non addetti ai lavori .
    Complimenti, una bella serata

    Maria

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