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Cinespresso | July 6, 2020

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Molto rumore per nulla: quando Shakespeare incontra il Salento

Molto rumore per nulla: quando Shakespeare incontra il Salento
Ireneo Alessi

Review Overview

Interpretazione
8.5
Regia
8
Drammaturgia
9

Rating

Una versione fresca e godibile che diviene occasione giocosa di riflessione sulla vita e sul tema del cambiamento; sani stimoli per abbandonare abitudini e convinzioni ormai inadatte con coraggio e un po’ di sano umorismo. Uno spettacolo delizioso da non perdere.

Sul palco del Globe Theatre fino al 7 settembre Loredana Scaramella dirige un nuovo allestimento di “Molto rumore per nulla” musicato dal vivo dal Trio William Kemp

Dalla Sicilia al Salento passando per i suoni e le movenze della tradizionale danza del luogo: la pizzica. È questa l’idea alla base dell’originale allestimento della Scaramella che vira la celebre tragicommedia del poeta inglese, scritta tra il 1598 e il 1599 ed ambientata a Messina, verso sfumature marcatamente tarantine.

Al cospetto del pubblico un set di panni stesi d’un candido bianco, chiaro vessillo di pace in procinto d’esser scalzato come quell’idilliaca quiete ‘prima’ della tempesta, drappi allegorici che di lì a poco verranno ritirati e messi via per far posto ad armature e lame, presagio di uno status quo che viene finemente meno. Così mentre il mondo fronteggia la minaccia dell’Isis, un’altra lotta s’alterna sul palco di Villa Borghese, quell’atavica contesa tra uomo e donna chiamata amore. Ed è un’allegra guerra a suon di tamburi, affronti e “parole raffinate come ricette di chef francesi” quella che va in scena al Silvano Toti.

-“Quale è stato il primo dei miei difetti per il quale ti sei innamorata di me?”

– “Per tutti quanti insieme. Perché hanno organizzato una compagine così perfetta da impedire anche ad una sola qualità di insinuarsi tra loro”

La storia, ben nota, narra di un gruppo di soldati di ritorno dalla guerra. Da un lato il gentil sesso che anima il palazzo, dall’altro gli uomini con i loro altisonanti titoli e i curricula sprezzanti. Benedetto e Beatrice sono i playmaker dei rispettivi schieramenti, e sebbene si conoscano ormai da tempo continuano ad affrontarsi a colpi di ironia sotto gli occhi di tutti difendendo strenuamente le loro identità, come due caparbi adolescenti. Ma il destino è assai capriccioso e riserverà loro un piacevole rovesciamento. Come gatto e topo, infatti, i due si rincorreranno fino a quando non sarà ristabilito un nuovo equilibrio, una tregua faticosa che rivela come anche la crisi non sia altro che una semplice crisalide, un’occasione di crescita per uscire dal bozzolo delle certezze che abbiamo tessuto con tanta cura al punto da forgiare una corazza, un’armatura che a volte è bene appendere al ‘muro’. E la commedia di Shakespeare racconta proprio ciò che sta nel mezzo, quell’inter-regno che solo la parola può avvicinare, con la complicità di qualche buon amico, creando un varco nella barriera che divide i due mondi: l’uomo dalla donna, la giovinezza dalla maturità, il baco dalla farfalla.

“Molto rumore per nulla è una favola illuminante sul potere della parola, una commedia invasa da una gioia luminosa resa ancora più accecante da una lama d’ombra che per alcuni istanti l’attraversa” – Loredana Scaramella

Una giocosa riflessione sulla vita e sul tema del cambiamento visti naturalmente con gli occhi dell’amore. E sorprende sempre come dal medesimo testo col tempo, opportunamente cambiato e rinnovato al pari degli attori che lo interpretano, possiamo trovare anche noi la forza e gli stimoli per abbandonare abitudini e convinzioni ormai inadatte con coraggio e un po’ di sano umorismo come suggerito dal poeta. Testi dunque rivisitati che la regia costruisce abilmente grazie a richiami e canti che ne irrobustiscono l’impianto musicale già suggerito dall’opera con veri stornelli salentini quali “Son ricci e son belli, m’han fatto innamorare…”. Non per nulla, a tenere banco durante il consueto intermezzo è soprattutto il Trio William Kemp che fa letteralmente danzare ‘sotto le stelle’ il pubblico dalle balconate fino alle scale esterne. A brillare, nell’adattamento di Loredana Scaramella e Mauro Santopietro, in particolare sono Claudio ed Ero degli attori Fausto Cabra e Mimosa Campironi, Barbara Moselli nel ruolo di Beatrice ed il già citato Santopietro, anima e corpo di Benedetto, insieme alla sempre impeccabile interpretazione di Carlo Ragone. Le musiche sono di Stefano Fresi mentre i costumi di Susanna Proietti.

Per un ‘nulla’ siamo sospinti ad amare, sperare, a giocare e pur tuttavia a combattere. Per un nulla a volte si rischia di perdere il treno per uno spettacolo che merita d’esser visto. Il consiglio è di non lasciarselo scappare. E poi c’è la pizzica, chi non la ama? Per tutti gli altri, invece, non rimane che attendere “Pene d’amor perdute” in scena dall’11 al 18 settembre e lo Shakespeare Fest, la festa di fine stagione prevista per il 19, 20 e 21.

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