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Cinespresso | November 14, 2019

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“Ce lo chiede l’Europa” al Teatro Belli di Roma, incontro con Fabio Avaro

“Ce lo chiede l’Europa” al Teatro Belli di Roma, incontro con Fabio Avaro
Annalisa Masi

Una banda di squinternati alla conquista dell’Europa. Vizi e bassezze dell’italiota medio secondo Fabio Avaro. Il racconto dello spettacolo in scena al Teatro Belli e i prossimi progetti dell’attore e showman romano

Cosa vuol dire programmare uno spettacolo teatrale per accedere a un finanziamento pubblico? E cosa accede se, all’improvviso, i piani di una promettente regista vengono totalmente ribaltati? Ce lo racconta “Ce lo chiede l’Europa”, oggi al Teatro Belli di Roma.

Primo attore di questa brillante commedia è Fabio Avaro, qui accompagnato da Vanina Marini, a cui è affidata anche la regia. E poi, un originale terzetto, la Banda dell’UKU, composta dai tre musicisti Fabrizio Sartini, Luca Sgamas ed Emiliano Giuliano.

Al centro della scena un cabarettista di dubbio talento, Gianni, che senza alcun preavviso si trova a dover fronteggiare un compito quasi impossibile: sostituire un attore di fama internazionale in una rappresentazione molto impegnativa. In palio una cospicua somma di denaro offerta dall’Unione Europea.

Ma la sfida viene raccolta senza esitazione. Ecco che Gianni e gli strampalati suonatori di ukulele si mettono subito all’opera. In fondo, la giovane regista ha un asso nella manica! Riusciranno i nostri eroi a portare a termine l’impresa?

Un racconto originale e dinamico dell’italianità, come spiega lo stesso Fabio Avaro“Si tratta di una satira di costume rivolta all’italiota, con i suoi vizi e le sue bassezze, non certo all’italiano. Ed è proprio di questo che narra la storia, di un gruppo di squinternati che fanno di tutto per aggiudicarsi una grande quantità di soldi pubblici, andando ben oltre le proprie possibilità”.

Permeata dalle note della Banda dell’UKU, l’opera pone la musica al centro dell’attenzione, e la rende una vera e propria comprimaria:

“La musica è un personaggio essenziale della commedia, e si presenta attraverso le note e le voci dei tre musicisti in scena. L’80 per cento delle sue battute – spiega Avaro – sono cantate, e trasferiscono lo spettatore nella dimensione del varietà”

Attore e showman romano, Fabio Avaro da anni calca i principali teatri italiani con commedie di grande successo, come quelle portate avanti con Gabriele Pignotta: “Se dovessi immaginare di ritrovarmi nella stessa situazione qui proposta, sicuramente candiderei per un finanziamento Scusa sono in riunione, ti posso richiamare?, per l’universalità del tema e per la capacità di lanciare un messaggio positivo”.

Uno spettacolo piacevole, sicuramente in grado di far divertire il pubblico in sala, ma non privo di una nota sarcastica. “Ce lo chiede l’Europa” sarà in scena fino al 22 gennaio. Fabio Avaro sarà impegnato nuovamente a febbraio con “Il contrario di tutto”, già visto al suo pre-debutto al S. Paolo di Rivoli.

“Una commedia comica e brillante, ma decisamente più onirica della precedente. La formazione è la stessa – ha spiegato Avaroad eccezione della regia che sarà affidata a Siddhartha Prestinari”. Dal 12 febbraio l’allegra brigata sarà al Teatro Ambra alla Garbatella di Roma per questa nuova avventura.

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