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Cinespresso | November 21, 2017

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L’altra Heimat – Cronaca di un sogno

Valentina Zaccagnini

Review Overview

Cast
8
Regia
9
Script
7.5

Rating

La prima parte della saga Heimat è uscita nel 1984 ed è ambientata durante il nazismo. La seconda parte, del 1992, descrive le (dis)illusioni degli anni 60-70. Nel 2004 esce la terza parte che riguarda la caduta del muro di Berlino. "Cronaca di un sogno", la chiusura del cerchio, è uscito nel 2013.

Anno: 2013 Distribuzione: Ripley’s Film, Viggo, Nexo Digital Durata: 230′ Genere: Drammatico, Storico Nazionalità: Germania Produzione: Erf Edgar Reitz Filmproduktions GMBH, Les Films Du Losange Regia: Edgar Reitz Uscita: 31 Marzo e 1 Aprile 2015

Finalmente sugli schermi l’antefatto della “Trilogia Heimat”, epopea cinematografica monumentale della famiglia Simon che, nella Germania del 1842, si dibatte per essere artefice del proprio destino

Nel 1842 le campagne tedesche sono consumate da carestia e povertà e decine di migliaia di tedeschi, ormai allo stremo, prendono coraggio e decidono di espatriare in America del Sud, che rappresenta per loro il paradiso, il sole, l’abbondanza e una vita dignitosa fuori dal grigiore e dalla miseria che ammorba le loro vite.

“Una sorte migliore della morte si può trovare ovunque”

dicono i saggi del villaggio e dello stesso avviso è il giovane Jakob. Ultimo di tre figli e adoratissimo dalla madre, il ragazzo non vuole saperne di fare la stessa vita dei genitori per lasciarsi consumare dalla terra. Lui vorrebbe studiare, conoscere, capire, sapere ed è questo che fa, quando il padre non lo vede: legge tutti i libri che riesce a procurarsi, studia tutte le lingue delle tribù dell’Amazzonia e questo gli basta per chiudere gli occhi ed essere altrove. Ma due fatti sconvolgono di colpo la vita del giovane: il ritorno a casa dal militare di suo fratello Gustav e l’arrivo in città dei funzionari del governo brasiliano per reclutare tedeschi in salute ed incoraggiarli ad emigrare in America. Raramente ci si trova di fronte a quello che è il vero cinema e quest’ultimo atto di una saga storica ne è una vera prova.

Il Maestro Reitz, rimasto sempre fuori da tutte le logiche commerciali, si prende tutto il tempo possibile per raccontare una storia nel modo più certosino e completo che possa esistere. Nulla è lasciato al caso. A partire da una scrittura estremamente curata ma mai noiosa e in grado di tenere vivo l’animo dello spettatore in quasi quattro ore di proiezione. L’attenzione ai dettagli storici, ai costumi e alle ambientazioni è ovviamente visibile ma quello che stupisce è la capacità di mettere questa accuratezza al servizio della storia e dei personaggi per ben rendere la loro emotività e i loro sentimenti.

Applausi per la scelta del B/N che letteralmente “scolpisce” le immagini e della fotografia “naturale”, senza contrasti artificiali o filtri vari che ne avrebbero altrimenti inficiato le veridicità e che permettono al regista di raccontare con la luce. Da vedere assolutamente. Quantomeno per dare una lezione alla distribuzione che fa uscire in sala questo capolavoro per soli due miseri giorni.

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