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Cinespresso | November 21, 2017

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“La ragazza nella nebbia”, un dipinto della banalità del male

Annalisa Masi

Review Overview

Cast
7
Regia
6.5
Script
6.5

Rating

Il regista ci accompagna passo dopo passo in un percorso alla scoperta della banalità del male. Lo affianca un cast compatto, guidato da un sempre efficace Toni Servillo. Sul grande schermo, i personaggi perdono parzialmente la profondità data dalla versione letteraria dell’opera. La storia mantiene però la sua innata capacità di coinvolgere lo spettatore, lasciando spazio a un intreccio ricco di suspense e colpi di scena.

Anno: 2017 Durata: 127’ Distribuzione: Medusa Film Genere: Thriller Nazionalità: Italia Produzione: Colorado Film, Medusa Film Regia: Donato Carrisi Uscita: 26 ottobre 2017

L’esordio alla regia di Donato Carrisi conferma l’abilità narrativa dello scrittore. Il testo, edito nel 2015, si rispecchia oggi in un film affascinante e dai toni volutamente oscuri

Un viaggio solitario negli angoli più bui dell’animo umano. Ecco cosa si prepara a vivere lo spettatore di “La ragazza nella nebbia”, l’opera prima da regista di Donato Carrisi, autore di gialli amati in tutto il mondo.

L’omonimo libro, che precede il film in uscita in 400 copie, ha conquistato una vasta platea di lettori, riportando alla mente il successo internazionale di “Il Suggeritore”. Rifiutato dal mondo del grande schermo, ma poi distribuito in oltre 1 milione di copie in 26 Paesi, era nella sua fase embrionale una sceneggiatura. Proprio come “La ragazza nella nebbia”.

Oggi il testo si fa immagine in movimento e si appresta a raggiungere le sale italiane. Qui gli spettatori avranno la possibilità di conoscere l’Agente Vogel, interpretato magistralmente da Toni Servillo, Augusto Flores, lo psichiatra imperturbabile affidato a Jean Reno, e il Prof. Loris Martini, irrequieta figura con le sembianze di Alessio Boni. Ma soprattutto, Anna Lou, vittima sacrificale di un gioco in cui nessuno è ciò che appare.

Si, perché ad Avechot, nulla è ciò che sembra, e nessuno dice tutta la verità. È la vigilia di Natale, e la piccola Anna Lou, 16 anni e una lunga chioma rossa, esce di casa senza mai fare ritorno. Il silenzio lasciato dalla ragazza viene colmato solo dal dolore della famiglia e dal frastuono dei media, accorsi alla ricerca del mostro. Ma nessuno, tra quei monti, ha la forza di scardinare consuetudini e apparenze. E di guardare in faccia la verità.

Una trama in cui non sarà difficile scorgere temi di grande attualità. A partire dallo strapotere dei media, in grado di orientare l’opinione pubblica: “È qualcosa che mi ha coinvolto in prima persona. La verità – ha commentato Donato Carrisiè che il crimine è un business, con costi più bassi di una fiction e rendite molto più alte. Ecco che ‘mostro’ non è solo chi compie crimini efferati, ma anche chi se ne nutre”.

La banalità del male è il punto centrale del film anche per Alessio Boni: “Un male scatenato da una crepa, da una disillusione che può farlo defluire al di fuori di ciascuno di noi. Nessuno ne è immune”. Posizione confermata da Jean Reno, che a proposito del suo personaggio, afferma: “Con la sua professione, ci cammina accanto, giorno dopo giorno”.

Il confine sottile tra bene e male è trasposto in chiave visiva attraverso i codici più tipici del cinema di genere, attingendo alla tradizione più classica. Ecco che l’aria si fa pesante e cupa,  la grana antica e vissuta, come racconta lo stesso Carrisi: “Il film ha un’atmosfera  vintage che non è presente nel libro. Per fare il regista, ho dovuto ammazzare l’autore del romanzo”, ha dichiarato ironicamente.

Nel cast, tra gli altri, anche Galatea Ranzi, nei panni della cronista d’assalto Stella Honer, Michela Cescon, nelle vesti della scettica Agente Mayer. E poi, tra gli altri, Lorenzo Richelmy, Lucrezia Guidone e Antonio Gerardi. La giovane Anna Lou ha invece il volto di di Ekaterina Buscemi.

Il film accompagnerà domani la preapertura della dodicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, accompagnando l’arrivo nelle sale italiane.

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