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Cinespresso | March 25, 2019

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I ‘messaggi’ del Primo Maggio

I ‘messaggi’ del Primo Maggio
Redazione
  • On 2 maggio 2015
  • http://www.cinespresso.com

Fra musica e attivismo, ecco le dichiarazioni di alcuni degli artisti che hanno solcato il palco della 25esima edizione del concerto del Primo Maggio

Grande festa in piazza San Giovanni (Roma) per il Concertone del Primo Maggio, promosso da CGIL, CISL e UIL. Il tema per quest’anno la solidarietà, un filo rosso trasversale, che attraversa forse troppe tematiche calde dell’ultimo periodo. Differenza, integrazione, lavoro, sviluppo, diritti. Espressione di un malcontento diffuso che però deve essere abbattuto, e come hanno ribadito diversi artisti sul palco la cultura e in particolare la musica può essere la strada per affrontare i divari che oramai imperversano nel nostro paese. È stata conduttrice la Camila Raznovich ad accompagnare per l’intera giornata gli artisti sul palco. Particolare anche il supporto di J-Ax, che dopo la sua esibizione occupa il palco affermando “non bisogna avere paura di fare cose di sinistra”.  Forte soprattutto la manifestazione de Lo Stato Sociale che ha preparato un’esibizione mascherata, per dare uno scossone forte al pubblico, riservando spazio anche per altre problematiche, tra cui l’omofobia.

Ma qual è il significato di questa giornata e il vero ruolo che gli artisti possono e devono avere oggi?

Lo stesso cantautore Enrico Ruggeri ha affermato: “Bisogna divertire dicendo cose intelligenti, cercando di dire a questi ragazzi che non sono solo un numero. Le cose si cambiano da dentro, cercando di suggerire un altro punto di vista”. Sono stati diversi, nel corso della giornata, i messaggi, le manifestazioni di protesta evocative, parole per dare sostegno a un popolo, che orami appare sempre più invaso dall’apatia. Un’apatia causata dalla perdita della speranza che un giorno le cose possano cambiare. Per cui un palco per unire, un placo per scuotere, un palco per condividere, uno per amare. A confermarlo gli artisti stessi che hanno ripetuto a più riprese il vero significato di questa giornata.

Per Irene Grandi si tratta di “una festa in cui ci si sente solidali”, e aggiunge “siamo qua anche per ascoltare le esigenze delle persone. Il mio messaggio di solidarietà va soprattutto agli immigrati, ai lavoratori e alle donne”.

Per il musicista e cantautore, nonché bassista degli Afterhours, Dellera, l’esperienza di questo concerto serve soprattutto “per respirare vibrazioni positive in questi tempi cupi. Sì perché il Primo maggio è la festa del lavoro, ma è una contraddizione in questo paese. Non credo che qui ci sia la possibilità di una rivoluzione culturale e non vedo leader politici o movimenti”. Sulla stessa linea Alessandro Quarta che ammette “all’estero c’è più meritocrazia culturale”, il violinista e compositore, reduce da diversi successi all’estero, non ha ancora avuto i riconoscimenti desiderati nel bel Paese, anche se per questa occasione ha avuto l’onore di aprire questa edizione del concerto.

“È un momento di riflessione per i lavoratori – sottolinea la cantante Ilenia Lucisano la solidarietà va a chi ancora non è riuscito a trovare la propria strada, con l’augurio che possa farlo”. Si perché in questo giorno si festeggia il lavoro, che come ha affermato Nesli sul palco “è un diritto, un dovere, ma anche un’identità”. E sono quindi le esibizioni il vero strumento comunicativo degli artisti, che attraverso la scelta dei brani compongono il loro messaggio. Come quello di Daniele Ronda, che portando un brano ibrido di due dialetti ci tiene a evidenziare “le diversità sono una ricchezza se il diverso ci fa paura è solo colpa nostra”.

Marianna Russo

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