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Cinespresso | March 24, 2019

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Ferretti resta “Fedele alla linea” in DVD

Ferretti resta “Fedele alla linea” in DVD
Francesco Di Brigida

Review Overview

Film
6.5
Qualità
7
Extra
7

Rating

La ricerca visiva di Maccioni colpisce nel segno. "Fedele alla linea" restituisce un Ferretti serafico, avvolto in una pace naturalistica ma con gli occhi ancora non paghi di energia da prendere e restituire al mondo.

Anno: 2013 Durata: 74’ Distribuzione: CG Home Video Genere: Documentario Nazionalità: Italia Produzione: ArtiColture, Apapaja, Regione Emilia Romagna Film Commission, Toscana Film Commission, Cineteca Bologna, Retro Film Festival, Bottega Bologna Regia: Germano Maccioni Dischi: 1 Sottotitoli: Inglese, Francese Extra: Live in Punkov, Il fumo, Intervista/monologo di Tatti Sanguineti con Germano Maccioni, Trailer, Pillole 1 e 2 Formato: DVD

In homevideo l’inedita versione di uno dei musicisti che hanno portato il punk nell’Italia degli anni ottanta. Il racconto di vita di Giovanni Lindo Ferretti

Si racconta davanti alla camera del giovane film-maker Germano Maccioni l’ex-voce dei CCCP, poi dei CSI e infine dei PRG.  Tra una sigaretta e una passata di rasoio elettrico ai capelli, dalla panca di una chiesetta di montagna, ma soprattutto dalla sua magione incontaminata tra gli Appennini dell’Emilia, Giovanni Lindo Ferretti ripensa a sé stesso alla maniera di un uomo maturo e pacato che si è fermato un poco dall’andare avanti, quel tanto che basta, per voltarsi indietro ad accarezzare i suoi ricordi. Dall’infanzia vissuta nell’umiltà essenziale e lavoratrice di campi e bestiami al collegio, dalle malattie scampate che lo hanno segnato alla passione politica, dal successo vertiginoso dei dischi e dei live al ritorno a casa, il regista ci mostra clip e foto che scavano nell’esistenza di un rocker alternativo tra i più controversi del panorama italiano.

“In terza, o quarta elementare suor Aurelia Strozzi decise che io avevo una bella voce. E quindi dovevamo andare allo Zecchino D’Oro”

Se nelle parole di Ferretti il provino dal Mago Zurlì svolto per volontà di maestro e superiora diventa spassosa sorpresa, le immagini panoramiche dell’Appennino sono contemplative insieme ai primi piani sui cavalli. Quelle roboanti dei live su pezzi come La prima volta fa sempre male, Morire, Forma e sostanza, A tratti e Io sto bene contrastano invece con le immagini della Mongolia e della Transiberiana vissuta in un lungo viaggio con Massimo Zamboni – da amico, coautore e fondatore del gruppo, qui ridotto a muta comparsa.

La ricerca visiva di Maccioni colpisce nel segno. Rende forte ogni sfumatura sulle parole limpide di un Ferretti serafico, avvolto in una pace naturalistica ma con gli occhi ancora non paghi di energia da prendere e restituire al mondo. Gli animali, con la storicità del cavallo teorizzata dal musicista, la vita montana, l’abbandono dei piccoli comuni e la nuova avventura di un circo equestre a recuperare antichi sentieri tra uomo, animali e cultura popolare sono elementi che ne rendono ancora più piacevolmente complessa la figura.

“Noi vogliamo fare un teatro arcaico e barbarico. Un teatro di sudore, di polvere, sangue, di carne, di azioni”

Il progetto teatrale della Corte Transumante di Nassena è ambizioso quanto  suggestivo in questo doc biografico che si rivolge a vecchi e nuovi estimatori delle sonorità di CSI e CCCP quanto a spettatori in cerca di documentari diversi dal solito. Nella versione su disco, Fedele alla linea è un buon tassello per una videoteca. Molto chiaro il suo Dolby 5.1, sottotitolato in due lingue, trova negli extra piccoli contributi che lo impreziosiscono. Compresa l’inedita intervista al regista del critico Tatti Sanguineti, ma soprattutto l’irriverente, vagamente macabro e politicamente scorretto quanto spassoso mini pamphlet sul fumo.

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