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Cinespresso | December 12, 2019

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Sapore di te, sapore di Vanzina

Sapore di te, sapore di Vanzina
Ireneo Alessi

Review Overview

Cast
6.5
Regia
6
Script
6

Rating

Una commedia giocata sui cliché che scorre con leggerezza e senza volgarità. Che piaccia o meno, questa è la natura dei Vanzina, "this is the sound of my soul", per dirla insieme agli Spandau Ballet. Buon viaggio 'nel tempo' Italia.

Anno: 2014 Durata: 90′ Distribuzione: Medusa Film Genere: Commedia Nazionalità: Italia Produzione: Medusa, International Video 80 Regia: Carlo Vanzina Uscita: 9 Gennaio 2014

A trentanni da “Sapore di mare” i Vanzina tornano al cinema con una storia ambientata nuovamente a Forte dei Marmi. Uno spaccato della nostra società degli anni ’80 oltre che un viaggio in musica

1984. Anno di grandi amori e tradimenti. Vizi e virtù di un panorama che non è solo italiano, come quello austriaco intravisto dal finestrino della Mini dei due giovani protagonisti, Luca e Chicco (Eugenio Franceschini e Matteo Leoni), che muovono ‘i primi passi del film’ sulle note di True degli Spandau Ballet, forse più che una mera casualità, una dichiarazione ed insieme un inno alla sincerità.

Tanti i volti dei protagonisti di questa pellicola corale, oltre ai due inseparabili amici che s’innamoreranno della stessa ragazza, troviamo Anna (Martina Stella), che sta per laurearsi e che incontra Armando (Giorgio Pasotti), uno Steve McQueen di provincia che le rapisce il cuore. Vi è poi la famiglia Proietti, con Alberto (Maurizio Mattioli), tifoso romanista, sua moglie Elena (Nancy Brilli) e Rossella (Katy Louise Saunders), la loro figlia di diciassette anni. Un collaudato Vincenzo Salemme veste i panni del Ministro De Marco, simpatico socialista travolto dalla passione per Daniela (Serena Autieri), una soubrette di “Drive In”. Intorno a loro un mosaico di caratteri tipici di quell’epoca. La stagione dell’amore viene e va, ma il lido Costanza, teatro di sospiri e cuori infranti, nel finale tornerà ad essere protagonista per una nuova carrellata dei protagonisti ai giorni nostri per scoprire ciò che la vita ha riservato loro…

“Il matrimonio è l’arte del compromesso come in politica”

S’intuisce bene da questo ‘romanzo’ sentimentale che impugna gli anni ‘80 per parlare di amicizia, amore e destino alla ricerca di una “spensieratezza che non c’è più”. E mentre la tivù trasmette il “Maurizio Costanzo Show” e “Sing Sing” con Montesano, nel film, oltre agli iniziali rimandi in latino, tra un piatto a base di würstel ed una spigola, c’è spazio anche per citazioni en passant di Jerry Calà e Pozzetto, film del periodo come “La chiave” con la Sandrelli e “Mezzo destro e mezzo sinistro” di Sergio Martino.

Il bilancio è positivo per una commedia giocata sui cliché che scorre con leggerezza e senza volgarità, regalando l’ottima interpretazione di Mattioli, cuore della pellicola insieme a SalemmeCarlo ed Enrico Vanzina fanno autoironia scimmiottando il cinema e la loro produzione con “un set nel set”, fino a mettere in bocca ad uno dei personaggi la frase: “com’è caduto in basso il nostro cinema”. Degna di nota la soundtrack dai toni nostalgici che spazia da Cindy Lauper a Stevie Wonder, passando per Tropicana fino a Gino Paoli e i Ricchi e Poveri.

Il film, distribuito in 400 copie, è un ritratto cattivo come le prigioni che la vita a volte sa dispensare. Il lieto fine? È dietro la curva, pardon, l’angolo, ma non sarà proprio quello tanto atteso dai protagonisti. Per il pubblico navigato, invece, l’epilogo sarà di gran lunga più intuitivo. Che piaccia o meno, questa è la natura dei Vanzina, “this is the sound of my soul”, per dirla insieme agli Spandau Ballet. Buon viaggio ‘nel tempo’ Italia.

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