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Cinespresso | March 25, 2019

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Kurosawa sbarca in Russia per The seventh code

Kurosawa sbarca in Russia per The seventh code
Lorenzo Colapietro

Review Overview

Cast
6
Regia
6.5
Script
6

Rating

Un dramma/action, questo è The Seventh Code, film del regista Kiyoshi Kurosawa. Una pellicola ben girata che rivela sorprese con una trama interessante e godibile. Un film consigliato a chi ama il cinema asiatico.

Anno: 2013 Durata: 60′ Distribuzione: Unknown Genere: Azione Nazionalità: Giappone, Russia Produzione: Aks Company, Django Film, Nikkatsu Regia: Kiyoshi Kurosawa Uscita: Unknown

Kiyoshi Kurosawa porta sul red carpet di Roma due opere interessanti a cavallo fra il drammatico e l’action-movie

Akiko alla disperata ricerca di un giovane conosciuto qualche giorno prima in Giappone, arriva fino alla città russa di Vladivostok, dove spera che il suo adorato Matsunaga sia ancora interessato a lei. Quando però finalmente riesce a trovarlo, lui le dice di non ricordarsi assolutamente di lei e le consiglia di non fidarsi di nessuno nella piccola città russa. Akiko senza arrendersi prova a seguirlo ma si ritrova sequestrata dalla mafia russa e poi abbandonata senza soldi in una desolata zona periferica. Inizia da qui un viaggio alla ricerca del bel Matsunaga.

The Seventh code è un mediometraggio, il primo in terra straniera, del regista Kiyoshi Kurosawa. Una sceneggiatura senza pretese ma che si rivela un film godibile e interessante. Una trama lineare che forse all’inizio può non avere senso ma che, col passare dei minuti, rivelerà tutti i suoi segreti.

A metà strada tra il drammatico e l’action-movie il film si presenta bene con una regia attenta e con un cast su cui spicca la vera protagonista: l’idol Atsuko Maeda (nota cantante giapponese) capace di interpretare una ragazza fragile ma caparbia che non si arrenderà nemmeno quando le circostanze si faranno drammatiche e pericolose.

Il film per quanto non spicchi per originalità riesce comunque nell’impresa di tenere gli occhi sullo schermo e se anche solo per un secondo credete di trovarvi davanti ad un dramma giapponese (per quanto non manchino temi come la solitudine e l’impossibilità di un contatto umano), preparatevi perché la sorpresa è dietro l’angolo e la trama si trasformerà radicalmente in qualcosa di diverso, specie nei minuti finali, dove il regista si scatena in una sequenza davvero divertente.

Abbinato al film è stato proposto il corto Beautiful New Bay Area Project. Un ragazzo immaturo e viziato si innamora di una donna che lavora in un cantiere, ansioso di conoscerla l’uomo la “perseguiterà” fino a rubarle qualcosa. Il furto scatenerà l’ira della ragazza e la sua vendetta. Un corto, che per certi versi, può essere visto come un prequel. Dopotutto i temi trattati sono gli stessi: solitudine, impossibilità di essere amati e molta azione.

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