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Cinespresso | November 19, 2019

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Al Teatro Vittoria, ancora un must della commedia teatrale, “Rumori fuori scena”

Al Teatro Vittoria, ancora un must della commedia teatrale, “Rumori fuori scena”
Miriam Larocca

Nella stagione fuori abbonamento del Teatro Vittoria, “Rumori fuori scena”,  ad opera della compagnia Attori&Tecnici, sul palco fino al 3 novembre.

“Noises Off”, la commedia metateatrale firmata Michael Frayn, registra la sua prima rappresentazione nel 1982 al Lyric Theatre di Londra e, appena un anno dopo, proprio la compagnia Attori&Tecnici di Attilio Corsini, porta in scena la commedia al Teatro Flaiano, per la sua prima rappresentazione italiana.
Il giorno seguente, sul Corriere della Sera del 16 dicembre 1983, Pietro Favari,  scriverà: “Esplode al Flaiano una bomba comica”.

In effetti, “Rumori fuori scena” è davvero costruita come una bomba ad orologeria, ogni riga del copione è scritta per regolare la durata di un movimento in scena e per provocare, al momento voluto, l’esplosione dell’ordigno comico.
Un tempo non rispettato, una battuta dimenticata, un livello di energia basso, sono sufficienti a disinnescare il congegno.
Perché il risultato sia degno di nota, è chiaro quindi che gli attori in scena devono e dovranno essere all’altezza del testo.
L’opera è molto conosciuta e rappresentata, numerose compagnie amano mettersi alla prova, più o meno felicemente, con questo testo che, tra l’altro, vanta anche un adattamento cinematografico diretto nel 1992 da Peter Bogdanovich, con Michael Caine e Christopher Reeve, tra gli attori principali.

03b_rumori-19Segnandolo orgogliosamente con una coccorda in locandina, la compagnia Attori & Tecnici è arrivata ormai al suo 35° anno di repliche, mantenendo la regia dello scomparso Corsini, ideatore della stessa compagnia che trovò sede stabile nel teatro Vittoria da lui fondato; gli anni sono passati, richiedendo l’ingresso di new entry ma lasciando, a quanto pare inalterato l’interesse da parte di un gran numero di spettatrici e spettatori.

Negli scorsi giorni, sulle pagine dei principali social network curate dal Teatro Vittoria, si è registrata una polemica da parte di alcuni, relativa all’opportunità di rappresentare ancora una commedia ormai da decenni in scena.
E perché così non dovrebbe essere?
Gran parte del successo di Broadway non si basa anche sugli ever green in scena da sempre?
Forse non rivediamo volentieri grandi film ritenuti ormai dei cult?
Non è comunque un’opportunità poter osservare, da un punto di vista qualitativo, le diverse rese attoriali?
Le nuove generazioni non hanno diritto di vedere ciò che per loro è comunque una novità? E chi ha già visto una determinata opera non ha forse il diritto di poterla rivedere?

La commedia, divisa in tre atti e sostenuta da una scenografia movibile all’occorrenza, mette in scena la storia di una sconclusionata compagnia di attori alle prese con le prove prima, e la messa in scena poi, dello spettacolo “Niente addosso” di Robin Housemonger (uno spettacolo fittizio che ricalca la trama di una farsa americana).
Nel primo atto, si svolgono le prove dello spettacolo che vanno avanti a rilento, a causa dei continui intoppi dovuti a problemi tecnici e personali dei vari attori.
Nel secondo atto, fra dispetti e recriminazioni fra gli attori, si vede ciò che avviene dietro le quinte mentre lo spettacolo viene rappresentato.
Nel terzo atto, si vedrà finalmente lo spettacolo che, ovviamente, sarà il risultato del malcontento e dell’astio che serpeggiano tra gli attori.
Il testo metateatrale di Frayn disegna con un tratto sfumato di matita, un confine davvero leggerissimo tra momento rappresentato e momento vissuto.
Durante la prima, è accaduto un episodio realmente “fuori scena”. Forse… Un improvviso calo della luce.
Gli attori si fermano e lasciano lo spazio ai tecnici per rimediare velocemente.
Nel frattempo, l’attore Stefano Messina si preoccupa di intrattenere il pubblico raccontando una delle tante leggende circolanti sullo spettacolo: pare che un giorno, un attore svenne sul palcoscenico e, alla richiesta autentica di un medico in sala, scoppiarono risate fragorose e nessun dottore si palesò.
Giustamente, il pubblico di allora e quello di oggi, meditabondo, riflette sul confine labile tra realtà e finzione.
Il merito, senza dubbio, va all’acume di un testo che preferisce lasciare il dubbio rispetto a quanto sia vero e quanto sia recitato ciò che si osserva.
Ma non è forse così anche la vita?
Siamo certi che la penna di Michael Frayn, scrittore, drammaturgo, giornalista britannico, autore anche di  “Copenaghen” (il dramma teatrale che tratta in maniera “umana” dei fatti realmente svoltisi intorno allo sviluppo, mancato, della bomba atomica nazista), prenderà forma concreta ancora per tanti anni sulle assi di molti palcoscenici.

“RUMORI FUORI SCENA” – TEATRO VITTORIA
Dal 15 ottobre al 3 novembre 2019
di Michael Frayn
regia Attilio Corsini
con Viviana Toniolo, Stefano Messina, Carlo Lizzani, Roberto Della Casa, Marco Simeoli, Sebastiano Colla, Chiara Bonome, Chiara David,  Virginia Della Casa
produzione Attori&Tecnici

http://www.teatrovittoria.it/

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