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Cinespresso | December 12, 2018

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Conclusa la 2° edizione del Festival Internazionale TeatroLab2.0-Chièdiscena

Conclusa la 2° edizione del Festival Internazionale TeatroLab2.0-Chièdiscena
Miriam Larocca

Un Tour in Puglia fra teatro, paesaggi, cibo e cultura

Cosa c’è di meglio che unire il lavoro alla scoperta delle bellezze paesaggistiche, culturali ed enogastronomiche di posti incantevoli e ospitali?

Bere vini di altissima qualità, assaporare cibi gustosi, scoprire il territorio con la gente che vive e lavora e, soprattutto, osservare giovani ragazzi che affrontano esperienze formative intense?
Probabilmente poche altre cose al mondo!
Chi scrive ha avuto, per qualche giorno, la fortuna di vivere tutto questo.

Grazie infatti al bando promosso dalla Regione Puglia “MARI DI PIETRA – Paesaggi, sapori e tradizioni della Murgia, dal 22 al 26 Aprile 2018”. Tour educational nell’ambito del Festival Internazionale TeatroLab2.0-Chièdiscena 2° edizione. POR PUGLIA FESR-FSE 2014/2020-AZIONE 6.8, è stato possibile essere ospitati in qualità di giornalisti, blogger, opinion leaders per effettuare un tour alla scoperta del territorio oltre che come testimoni dello stesso Festival Internazionale TeatroLab2.0-Chièdiscena 2° edizione.

Quest’ultimo nasce dall’incontro tra l’associazione culturale Sic!ProgettAzioni Culturali ed Etoile – Centro Teatrale Europeo che da nove anni realizza nel territorio di Reggio Emilia il “Festival Internazionale TeatroLab”, ovvero grazie alle menti creative di Daniele Franci e Angelo Maurizio Vacca e, al braccio operativo e sensibile di Anna Maria Stasi.
Condividendo intenti e obiettivi si è realizzato, infatti, un gemellaggio fra le due realtà, trasportando la medesima esperienza in Puglia, regione che vive da alcuni anni un periodo di straordinario fermento artistico ed imprenditoriale e che ha fatto dell’investimento in cultura, creatività ed innovazione, un elemento distintivo e un fattore di sviluppo locale e territoriale.

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Il Festival si rivolge a scuole superiori (pubbliche e private) ed associazioni culturali italiane e straniere, con l’intento di non essere una competizione ma un laboratorio delle arti dello spettacolo, tant’è vero che, al termine di ogni rappresentazione è stato letto e consegnato il giudizio a caldo della direzione artistica, costantemente meditato con cura ed attenzione.
Il palcoscenico di tutte le esibizioni svoltesi dal 22 aprile al 1 maggio 2018, è stato il Teatro Rossini di Gioia del Colle, uno spazio vivo e collaborativo che ha offerto la possibilità a tutti i ragazzi, di intraprendere un’esperienza realmente formativa sul campo.
In linea con le ultime indicazioni strategiche del MIUR che decretano l’ingresso del teatro nell’offerta formativa didattica delle scuole, il Festival Teatro Lab 2.0 Chièdiscena, infatti,  ha inteso sensibilizzare i ragazzi ai valori educativi e culturali del teatro, favorendo  l’incontro tra ragazzi provenienti da diverse realtà nazionali, stimolando la collaborazione tra istituzioni, agenzie formative e realtà associative operanti in ambito culturale, valorizzando le specificità e l’identità del territorio di riferimento e formando il pubblico giovane ai linguaggi dello spettacolo al fine di creare innanzitutto spettatori consapevoli.

Quest’ultimo punto, particolarmente importante per noi ospiti rappresentanti di Casa dello Spettatore, l’associazione culturale che da anni indica fra i punti principali del suo operato proprio  l’educazione dello spettatore di tutte le età con particolare attenzione alle giovani generazioni e al rapporto con la scuola.

Dunque, 16 spettacoli in 10 giorni, più di 4.000 presenze e 300 ragazzi sul palco, tutto egregiamente testimoniato dal reportage fotografico a cura dell’Università della Terza Età e del Tempo Libero.
Oltre al teatro c’è stata anche una celebrazione per la Giornata internazionale della danza ed una giornata dedicata ai più piccoli Chièdiscena kids, inoltre, durante la permanenza a Gioia del Colle i ragazzi hanno partecipano a laboratori di teatro e di improvvisazione (spesso presentati dalla madrina,  l’attrice Anna Terio) ed a incontri con attori: un’occasione di arricchimento reciproco, di educazione alla creatività e all’immaginazione, di confronto e scambio di esperienze, conoscenze e competenze.
Gli spettacoli a cui abbiamo assistito durante i giorni della nostra permanenza, ognuno dei quali meritevole di attenzione e riflessione, sono stati:
“ἡ παρ’ ἡμῖν θάλασσα, IL MARE VICINO A NOI”, IISS Canudo di Gioia del Colle.
20180425_102717Gli stessi alunni che nell’ambito del progetto alternanza scuola lavoro, si sono occupati dell’accoglienza in sala, della parte tecnica e del laboratorio redazione/critica, ragazzi che abbiamo conosciuto durante un incontro appositamente organizzato per noi: menti creative e sensibili, con sguardi lucidi e già maturi, in grado certamente di realizzare i propri obiettivi.
Peccato non aver potuto conoscere tutti gli altri…
“Sciarada”, Associazione di Promozione Sociale “ARETE” A.P.S. Grottaglie (TA);
“Ecuba”, Liceo Ginnasio “Ugo Foscolo” Albano Laziale (RM);
“Miles Gloriosus”, I.T.T. “Enrico Fermi” Frascati (RM);
“Nella sua rapina, il tempo ci ha già portato via”, I.I.S.S. “Galileo Ferraris” Acireale (CT);
“Il carro di Alice”, I.I.S. Leonardo da Vinci Maccarese Fiumicino (RM);
“Fahrenheit 451″, Associazione Culturale Margot Theatre Cerveteri (RM);
e ospite del serale “In fondo agli occhi”, Compagnia Berardi-Casolari.

Questa dunque la situazione: piacevolmente costretti a spostarci  tra uno spettacolo, un incontro con gli studenti, un 9f270ac6-0f6a-472a-b4dd-8d782e848cb2.c10laboratorio critico, una performance di improvvisazione teatrale per dedicarci poi, di colpo, a una piacevole full immersion tra i seducenti richiami delle attrattive pugliesi.
Si sa, il “tacco” dello stivale italiano è noto per regalare scenari collinari di un bianco puro grazie al caratteristico intonaco bianco, una campagna dal sapore antico e centinaia di chilometri di costa mediterranea. In questo meridione profondo e sanguigno, città dalle diverse anime si susseguono e si mostrano nel pieno delle loro caratteristiche: Bari, il capoluogo portuale dall’anima vivace; Lecce, con la sua architettura barocca si impone alla vista lasciando tutti senza fiato; la Valle d’Itria resta indimenticabile con i suoi Trulli circondati da vigneti e uliveti a perdita d’occhio.
Un delitto non visitare tali posti e non sconfinare, a questo punto, in Basilicata, per visitare almeno Matera, la Città dei Sassi, Capitale della Cultura 2019.

Nel nostro tour della Murgia, doveroso iniziare dal Castello Normanno-Svevo, situato nel centro storico di Gioia del Colle, di IMG-20180423-WA0028origine normanna e ricostruito da Federico II intorno al 1230, oggi sede del Museo Archeologico Nazionale. Fu regalato dall’Imperatore a Bianca Lancia, l’unica donna che sembra abbia amato (interpretata per noi dalla simpatica e competente guida turistica Raffaella Bianco, della Società Cooperativa Sociale Iris).

La città di Mottola, invece, mostra, attraverso un suggestivo percorso botanico, Le Grotte di Dio tra le sue Gravine,  le famose incisioni erosive profonde scavate dalle acque meteoriche nella roccia calcare e le Chiese Rupestri: La Chiesa di Santa Margherita, dalla planimetria irregolare; la Chiesa di San Nicola definita la Cappella Sistina della civiltà rupestre per l’eccezionale stato di conservazione degli affreschi e la Chiesa rupestre di San Gregorio con il suo maestoso dipinto del Cristo Pantocratore, realizzato nella calotta centrale dell’abside, paragonato al Cristo del Duomo di Monreale, in Sicilia.

Continuando, ci spostiamo a Gravina per visitare la suggestiva Gravina sotterranea, un mondo  parallelo, scoperto di recente grazie ad un appassionato speleologo. Sopra la città, sotto anche. Infatti sotto ogni abitazione ci sono dei grandi ipogei, scavati interamente dalla mano dell’uomo. Grazie all’estrazione della pietra (la calcarenite) furono costruiti gli edifici in superficie.

Tornando dalle parti di Gioia del Colle, facciamo visita al Parco archeologico Monte Sannace con la sua estesa area insediativa,  rappresenta il più importante centro dell’antica Peucezia, sulla collina sorge l’acropoli con edifici pubblici, residenze aristocratiche e grandi tombe decorate in stile greco-orientale.

IMG-20180425-WA0044A Putignano, invece, scopriamo attraverso un’impervia scala a chiocciola, la Grotta del trullo, forse la grotta carsica più suggestiva del territorio per le sue dimensioni e l’incredibile quantità di stalattiti e stalagmiti in calcite: un vero e proprio gioiello. Sempre a Putignano, famosa per il suo Carnevale, difficile da dimenticare la visita ai capannoni dei carri e la possibilità di vedere all’opera nel proprio laboratorio, Gesi Bianco, un Maestro Cartapestaio mentre con eleganza, ci racconta di Farinella, la Maschera tipica del luogo.

Altrettanto interessante osservare il lavoro caseario durante la visita a  “La Latteria” di Sammichele di Bari, mentre con abilità e destrezza, ci venivano offerte mozzarelle appena fatte e ancora tiepide burrate.

Sempre dalle parti di Sammichele di Bari, grazie alla guida esperta del driver Filippo Netti (altro fiore all’occhiello della Società Cooperativa Sociale IRIS), ci addentriamo nella Masseria Procida, incastonata in una macchia di fragni secolari (crescono solo in Basilicata e in Puglia), per scoprire l’Azienda Agricola Natale Francesco Tateo, Cantina dei Fragni.

20180424_135057Accolti con grande cordialità dal proprietario, un avvocato semi-pentito, in grado di far scoprire con sommo piacere, le papille gustative laterali anche alla più convinta delle astemie.

A lettere cubitali sulla parete di una stanza recita la frase: La tradizione non è il conservare la cenere, bensì il tramandare la fiamma viva”. (T. More)
Da qui, scopriamo che far rivivere un’antica masseria pugliese nel solco della tradizione vitivinicola di famiglia, coniugandola con le più moderne tecniche di vinificazione e nel pieno rispetto dell’ambiente e del consumatore, è il progetto ambizioso alla base di questo luogo.
Con una degustazione di formaggi, salumi tipici e bruschette, veniamo accompagnati alla scoperta dei vini autoctoni: il Rosato vino biologico, Macchianuova; il Traccia un Rosso IGT Puglia; il Parietone, sempre Rosso Vino Biologico, IGT Puglia e il 60&40, anch’esso Rosso IGT Puglia.
Tutti vini provenienti esclusivamente da uve coltivate in terreni di famiglia curati dal 1800.

Una no20180425_223216ta va certamente a tutti gli esercenti commerciali che nel corso del nostro soggiorno abbiamo incontrato, in particolare, a Vittoria Santoiemma per l’accoglienza gentile e professionale nella Trattoria pugliese di Gioia del Colle, dov’è possibile gustare in un’atmosfera familiare, le pietanze abilmente preparate dallo chef Giuseppe Conti.

Da visitare, non fosse altro che per la location, anche l'”Osteria Radici” di Gravina di Puglia e, a Sammichele di Bari “Il Casale” per la bontà dei cibi e la discrezione e la riservatezza dei proprietari.

Infine, sempre a Sammichele, una doverosa tappa “Al borgo antico” per assaporare, in particolare, la rinomata “zampina” una salsiccia di carni miste, insaporita da basilico o prezzemolo, pomodoro, sale e pepe e cotta alla brace, servita dalla simpatia del proprietario Rocco.
E, se il tema dell’edizione 2018 del Festival Internazionale TeatroLab2.0-Chièdiscena 2° edizione è stato “Cosa sarà?“, ironicamente ci permettiamo di rispondere che… “saranno almeno dieci chili in più… !”.
20180423_105302Con un’apparente bizzarra associazione, osiamo concludere ponendo lo sguardo a due simboli che, in qualche modo, abbiamo incontrato durante il nostro soggiorno: la gru e il numero 8.
Mille gru di origami multicolori e di varie dimensioni, create appositamente, hanno adornato tutto il Teatro Comunale Rossini perché quest’anno proprio la gru, legata ad una antica leggenda giapponese, è stata presa come immagine del Festival, simbolo di immortalità.

La visita al Castello di Gioia del Colle, la città che ospita il Festival, ci ha fatto scoprire che il numero 8, era il numero guida di Federico II di Svevia poiché, se posto in orizzontale, rimanda al simbolo e all’idea di infinito…

Forse non è un caso che questa simbologia si sia posta nello stesso luogo dinnanzi ai nostri occhi durante il Festival Internazionale TeatroLab2.0-Chièdiscena 2° edizione, ci piace pensare che sia un augurio di lunga vita anzi, infinita vita… a una realtà meritevole di “immortalità”.

Prossima edizione, dal 2 al 12 maggio 2019!
https://it-it.facebook.com/FestivalChiediscena/

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