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Cinespresso | December 16, 2017

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“La Mummia” che avanza e il Dark Universe

Ireneo Alessi

Review Overview

Cast
6
Regia
5.5
Script
4.5

Avanti il prossimo!

Un polpettone di carne riscaldata vecchia di 5000 anni. Per giovani palati che amano provare di tutto. Un fumettone dove l'ottimo cast non sopperisce ai buchi della sceneggiatura e in generale alla direzione di Kurtzman. Fa rimpiangere persino il film di Sommers, quello del '99 con protagonista Brendan Fraser. Da vedere sì, ma con aspettative basse, peccato! L'inaugurazione del tanto atteso Dark Universe della Universal comincia con un antipasto alquanto insipido.

Anno: 2017 Distribuzione: Universal Pictures Durata: 110’ Genere: Azione, Avventura, Fantasy, Horror Nazionalità: Usa Produzione: Universal Pictures, Secret Hideout Regia: Alex Kurtzman Uscita: 8 Giugno 2017

Tom Cruise protagonista della nuova avventura ispirata alla leggenda de La Mummia. Una saga rifondata tra copia e incolla cinematografici che funge da trampolino di lancio per il tanto atteso “Dark Universe”. Grande cast, ma anche tanti sassolini nella scarpa o meglio nella benda…

In anni di intrecci cinematografici, ‘revival’ di ogni genere e saghe ben orchestrate non poteva, di certo, mancare un universo dedicato ai classici della cultura ‘horror’ targati Universal Studios, vale a dire il Dark Universe.

Ecco tornare in vita i mostri basati sui celebri personaggi di romanzi e fumetti che hanno arricchito a più riprese la nostra giovinezza. Una nuova stagione di opere volutamente più action e meno horror, secondo l’intento degli stessi Studios, ambientata nel presente per avvicinare in particolare il pubblico contemporaneo.

Dietro al progetto ritroviamo Alex Kurtzman (Una famiglia all’improvviso), ingaggiato insieme a Chris Morgan nel 2014 per sviluppare i reboot di film quali il mostro di Frankenstein e la moglie, il Conte Dracula, l’Uomo Lupo, il Mostro della Laguna Nera, l’Uomo Invisibile, Van Helsing e la Mummia che ne costituisce il primo tassello.

Il passato non può rimanere sepolto per sempre!

Nell’antico Egitto la principessa Ahmanet, interpretata dalla splendida Sofia Boutella (Kingsman, Star Trek Beyond), viene sepolta viva nelle profondità del deserto per aver ucciso suo padre. Scoperta duemila anni dopo e dissotterrata la tomba, risorgerà con tutta la forza vendicativa covata nei secoli, foriera di maledizione e morte che riverserà nei confronti dell’umanità a partire da Londra, una città ahinoi sempre più nell’occhio del ciclone, anche nella vita reale. Sarà naturalmente Tom Cruise, qui affiancato da Annabelle Wallis (King Arthur, Peaky Blinders), Jake Johnson (Jurassic World) Courtney B. Vance (American Crime Story: The People V. O.J. Simpson) e il premio Oscar Russell Crowe, a doversela vedere con il risveglio dell’essere insieme a una serie di ‘effetti collaterali’ che non vi diremo.

Le riprese sono state effettuate tra la stessa Londra, la contea di Surrey e in Namibia per assecondare un plot che si sposta dalle vaste sabbie del Medio Oriente fino ai labirinti nascosti della capitale inglese. Come accennato prima, il team creativo di questa nuova avventura è guidato da Kurtzman e Morgan, due nomi legati alla crescita di alcune delle saghe di successo degli ultimi anni come Transformers, Star Trek, Mission: Impossible e Fast & Furious. Tuttavia, la sensazione avuta in sala è lampante e fa rimpiangere persino il film di Sommers, quello del ’99 con protagonista Brendan Fraser. Il danno non è imputabile alla produzione o alla credibilità del cast, per quanto discutibile l’ultimo Cruise riesce sempre a portare a casa il risultato e anche la faccia. L’errore più grave è nella sceneggiatura che riversa nello stampo tutti gli ingredienti senza passarli finemente al setaccio. Troppi accostamenti grossolani e buchi narrativi che funzionano solo nella mente di Kurtzman. Giustificarsi asserendo che si tratta di un prodotto giovanile non basta. Il risultato è un titolo dall’alchimia pari a quella di un polpettone di carne riscaldata vecchia di 5000 anni. Da vedersi dopo una giornata pesante e soprattutto con basse aspettative. L’inaugurazione del tanto atteso Dark Universe della Universal comincia con un antipasto alquanto insipido. Occasione sprecata, peccato!

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