Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Cinespresso | July 20, 2018

Scroll to top

Top

No Comments

Raffaello, il principe delle arti va al cinema

Ireneo Alessi

Review Overview

Cast
8
Regia
8
Script
8

Da vedere

Raffaello incanta anche a distanza di anni, persino al cinema, lì dove la grande arte si dà appuntamento, magari dopo aver bigiato la scuola. E proprio nella scuola, quella di Atene, è il suo manifesto, il tributo più alto alla cultura che nell'era delle innovazioni sembra ormai essere messa all'angolo. Grande plauso a Sky e Nexo per simili operazioni. Da vedere per riscoprire un'eccellenza che ci appartiene.

Anno: 2017 Distribuzione: Nexo Digital Durata: 90’ Genere: Arte, Documentario Nazionalità: Italia Produzione: Magnitudo Film, Sky Regia: Luca Viotto Uscita: 3-4-5 Aprile 2017

Il genio immortale di Raffaello al cinema soltanto il 3-4-5 aprile. Nei giorni che precedono l’anniversario, un appuntamento con l’artista che ha affascinato il mondo intero con i suoi colori. Un evento in 3D da non perdere

L’arte si fa in quattro, dopo il successo dei primi tre progetti evento, arriva il nuovo film d’arte per il cinema: “Raffaello – il Principe delle Arti”, la prima trasposizione cinematografica mai realizzata su Raffaello Sanzio, uno degli artisti più celebri al mondo.

Una luce fende l’oscurità, un richiamo che si fa presenza per ciò che vuole essere uno spaccato sulla vita del pittore nativo di Urbino. Comincia così lo straordinario viaggio in 3D realizzato da Sky, in collaborazione con Magnitudo Film, nella breve quanto intensa vita dell’artista che va dal 1483 al 1520.

Fondamentale l’influsso paterno di Giovanni Santi, pittore e intellettuale. È fra le mura domestiche che apprende giovanissimo l’importanza della scrittura e della pittura. Quanta bellezza ha nutrito ‘quegli’ occhi! Il respiro eterno dell’arte che da sempre ha avvolto la sua vita si diffonde anche nella sala. Non per nulla il film è stato riconosciuto di interesse culturale dal MiBACT stesso. Dopo il distacco, a soli 11 anni, l’enfant prodige si sposta nelle città d’arte mettendosi continuamente alla prova. Apprendere, interpretare e migliorare diventano il suo paradigma.

Questo film prova a ripercorrerne le orme, dai primi e significativi passi nella casa paterna di Urbino, dove realizza i suoi primi capolavori, tra cui il celebre Sposalizio della Vergine, passando per Firenze, in quegli anni irripetibili in cui era possibile incontrare menti brillanti quali Michelangelo e Leonardo e dove Raffaello produce una serie di Madonne celeberrime, dalla Madonna del Cardellino alla Belle Jardinière.

Per finire, Roma, la città che lo consacra e lo consegna eternamente al mito. In Vaticano, il film celebra le opere più note appartenenti al percorso dei Musei Vaticani quali le Stanze di Raffaello, la Madonna di Foligno, l’Incoronazione della Vergine, gli Arazzi e la celebre Trasfigurazione. Ma anche luoghi esclusivi all’interno del Palazzo Apostolico, ambienti privati e non aperti al pubblico, stupefacenti per impatto visivo. In particolare, le Logge e la Loggetta e la Stufetta all’interno dell’Appartamento del Cardinal Bibbiena.

Il capitolo romano è l’apice nonché l’epilogo del suo percorso umano e artistico. Un dialogo intimo tra vita e opere che si snoda attraverso appassionate digressioni artistiche, affidate a celebri storici dell’arte e raffinate ricostruzioni storiche. Veri e propri tableaux vivants che ritraggono Raffaello nei momenti più rappresentativi. Grazie anche all’ottimo cast, tra cui Flavio Parenti (To Rome With Love, Io sono l’amore, Un Matrimonio) nei panni di Raffaello, Enrico Lo Verso (Il ladro di bambini, Lamerica, Così ridevano, Mosè, I Miserabili) nel ruolo di Giovanni Santi, e Angela Curri (Braccialetti Rossi, La mafia uccide solo d’estate) in quello della Fornarina. Non ultimo anche Marco Cocci (Ovosodo) volto e voce di Pietro Bembo.

In un inedito e innovativo dialogo tra il mondo dell’arte e il mondo del cinema, la vita del grande artista s’interseca con momenti di accurata digressione artistica affidata agli interventi appassionati di prestigiosi storici dell’arte: Antonio Paolucci (ex direttore dei Musei Vaticani, è la guida appassionata e autorevole alla scoperta delle opere che Raffaello realizzò durante il suo periodo in Vaticano), Vincenzo Farinella (professore associato di Storia dell’Arte Moderna alla Scuola Normale di Pisa nonché consulente scientifico del film che racconta il periodo di formazione ad Urbino), e Antonio Natali (storico dell’arte ed ex direttore della Galleria degli Uffizi che racconta il periodo fiorentino dell’artista). Un percorso artistico che si snoda in 20 siti, di cui 15 luoghi museali, e analizza oltre 70 opere, di cui più di 40 tra le più note e rappresentative dell’artista di Urbino.

Un’altra grande esclusiva degna di nota è la ricostruzione della Cappella Sistina così come apparve la notte del 26 dicembre 1519, quando sotto la volta affrescata da Michelangelo furono esposti i primi 7 arazzi di Raffaello, oggi custoditi nella Pinacoteca Vaticana. Roma per Raffaello è anche Villa Farnesina, dove sono ospitati gli splendidi affreschi del Trionfo di Galatea e della Loggia di Psiche, e dove si consuma l’amore con la donna che gli fu accanto fino all’ultimo giorno, la Fornarina, con gli splendidi ritratti de La Velata e La Fornarina. Un percorso che si conclude al Pantheon, luogo che custodisce la tomba del pittore con il suggestivo epitaffio composto da Pietro Bembo:

“Qui giace Raffaello: da lui, quando visse, la natura temette d’essere vinta, ora che egli è morto, teme di morire”

Un progetto sviluppato dai creatori di “Firenze e gli Uffizi in 3D” e “Musei Vaticani 3D” e supportato dal contributo di grandi eccellenze del cinema italiano, lo scenografo Francesco Frigeri (noto al cinema italiano, pluripremiato ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento. Tra i suoi film più celebri “Non ci resta che piangere” di Troisi e Benigni e “La leggenda del pianista sull’oceano” di Giuseppe Tornatore) e il costumista Maurizio Millenotti (celebre costumista italiano, ha vinto il David di Donatello, Nastro d’Argento e Ciak d’Oro per “La leggenda del pianista sull’oceano” di Giuseppe Tornatore ed è stato nominato all’Oscar in due occasioni per i film “Otello” e “Amleto”, entrambi diretti da Franco Zeffirelli). A tutto questo si aggiunge la tecnologia cinematografica 3D e 4K più evoluta, con carrelli, bracci, elicotteri e droni. E le tecniche di dimensionalizzazione delle opere, che consentiranno una vera e propria immersione nelle opere di Raffaello.

Submit a Comment

UA-40058008-1