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Cinespresso | April 25, 2018

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La Tartaruga Rossa, l’uomo e la natura

Andrea Di Cosmo

Review Overview

Animazione
7.5
Regia
7.5
Script
7

Da Vedere

La suggestiva animazione del disegno a mano regala un film sul rapporto tra uomo e natura attraverso le simboliche tappe della vita. In un film evento a cura dello Studio Ghibli che ha ricevuto la candidatura all'Oscar nella categoria del Miglior Film d'Animazione.

Anno: 2017 Distribuzione: BiM Distribuzione Durata: 80’ Genere: Animazione Nazionalità: Francia, Belgio  Produzione: Why Not Productions, Wild Bunch, Studio Ghibli, CN4 Productions, Arte Francia Cinéma, Belvision Regia: Michael Dudok de Wit Uscita:  27-28-29 Marzo 2017

Il nuovo film dello Studio Ghibli candidato all’Oscar come Miglior Film d’Animazione

Un naufrago su un’isola deserta prova a scappare su una barca che si costruisce ma una gigantesca tartaruga rossa glielo impedisce, finché l’incontro con una donna gli fa cogliere e vivere la sua comunione con la natura.

Salta subito all’occhio come presso lo Studio Ghibli, attraverso la regia dell’olandese Michael Dudok de Wit, si possa ancora ammirare un film disegnato a mano, dove i personaggi contemplano lo scenario e li vediamo riflettere su se stessi, attraverso inquadrature o piccoli movimenti. La tecnica e l’approccio registico rendono continuamente lo smarrimento contemplativo del protagonista in rapporto con la natura circostante. Questo avviene senza la presenza di dialoghi umani, fatta eccezione per piccole esclamazioni e grida senza articolazione verbale.  Il paesaggio sonoro del film è ricco di versi e suoni naturali che consentono di ascoltare e vedere le onde dell’oceano, il vento tra i rami, un gabbiano che vola libero mentre il naufrago cade in un crepaccio. Oltre al lirismo artistico l’animazione si concede tratti leggermente più ironici come dei piccoli granchi che seguono l’uomo sulla spiaggia, come curiosi spettatori della sua estraneità al contesto dell’isola deserta.

La lotta dell’uomo e i suoi tentativi di tornare alla civiltà hanno un cambio di atmosfera nelle scene in cui compare la misteriosa tartaruga rossa. Un elemento che crea una sospensione magica e deviante del corso della situazione. Dopo un incontro con la tartaruga, egli incontra una donna da cui ha un figlio. Nasce una famiglia che vive nella natura dell’isola.

La presenza della tartaruga rossa, narrativamente mai chiara, può essere vista come una metafora di quello che la vita dà e toglie: la distruzione di una zattera di salvataggio o l’arrivo della donna con cui formare una famiglia. Il ciclo della vita, a contatto con la natura, è mostrato in simboliche tappe che vedono il figlio crescere e desiderare la sua strada, l’invecchiamento e il ritorno alla natura.

Lo Studio Ghibli regala ancora opere fuori dall’ordinario, citando, per esempio: Si alza il Vento o Quando c’era Marnie. Con la candidatura agli Oscar dell’opera come Miglior Film d’Animazione è stato reso noto al Mondo che è possibile fare film d’animazione lontani dalle sicurezze dei canoni commerciali che spesso livellano i risultati dei film e le aspettative del pubblico. Ci si riprende finalmente il gusto di lasciare al pubblico la possibilità di ammirare personaggi e ambientazioni con ritmi e stili più artistici e con la tecnica del disegno animato a matita.

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