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Cinespresso | January 24, 2019

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“Sergente Romano” in anteprima

“Sergente Romano” in anteprima
Andrea Di Cosmo

Uno sguardo sull’altro versante della storia del “brigantaggio” nell’Italia meridionale

Giovedì 7 aprile 2016 alle ore 19,30 presso la Libreria Assaggi in Via degli Etruschi, 4 a Roma, Marco Cardetta ha presentato in anteprima il libro “Sergente Romano” che uscirà in libreria il 14 aprile 2016 per LiberAria editore con l’introduzione di Luciano Funetta e gli interventi di Lorenzo Iervolino e Benedetta Sonqua Torchia del collettivo di scrittori TerraNullius.

È un romanzo storico, che tratta in maniera originale e innovativa il tema del banditismo post-unitario, il cosiddetto “brigantaggio”. La presentazione fa parte di un tour di presentazioni in anteprima negli stessi giorni tra Milano, Torino, Firenze, Roma e Narni.

L’autore è anche in tour con lo spettacolo collegato al libro “Voci di sbandati – recital concerto per orecchi fini sulla controrivoluzione all’Unità d’Italia”, di e con Marco Cardetta con le musiche dal vivo di Roberto Salahaddin Re David.

“Sergente Romano” viene definito come uno spaghetti western alla Sergio Leone, comico e crudele come un film di Sam Peckinpah, ma ambientato nella Murgia pugliese. L’autore lo definisce un Pugliern, anzi un cicoriella pugliern, un cicoriella murgiern. Grande attenzione infatti viene rivolta al mondo contadino e alle sue voci, ai suoi riti, alle sue superstizioni alla sua religiosità, alla sua nobiltà e alle sue facce. Non manca un approfondimento sul cibo, povero e genuino delle classi povere e contadine dell’ottocento: lungo tutto il libro si citano, mangiate anzi, masticate, di cibi poveri e tradizionali della murgia, come la ricotta forte, la tipica crema di scarti di formaggio ammuffiti e piccante, che è la leccornia ancora oggi delle popolazioni del luogo, assieme ai piatti più semplici della tradizione estiva (tra giugno e luglio del 1861 è ambientato il romanzo), con una precisione e una puntualità che sono dell’autore che ha origini contadine: ecco quindi le zucchine alla poverella, zuppa di zucchine lesse con patate e odori, e così via. Così come si cita in alcuni passi del testo:

“Montanarelli e Vito Domenico Romano si leccavano le labbra: menarono le mani in mezzo alla tavola e strapparono i pezzi del coniglio, dei polletti minuscoli e del pane nero; pigliavano le patate alla cenere condite con l’olio e il sale dalla coppa.

E finirono, spazzolarono pure il piatto di melanzane sott’olio che Nicola Giannico appoggiò sulla tavola, si passarono tra loro la provola, tagliandola col coltello contro il petto.

[…] Donantonio Bosco passava agli altri dei pezzi di pane abbrustoliti, intinti con l’olio o con la ricotta forte che spalmava sopra con l’unghia lunga del mignolo, e nei piatti di latta cuciti sul fondo, la brodaglia di zucchine e pomodori.”

Dalla quarta di copertina:

1861: l’Italia (quasi) unita è il caos di una nascente nazione, un guazzabuglio di fazioni in contrasto, tra borbonici, mazziniani, liberali, clero e i Savoia che smantellano il passato regime, introducono tasse e coscrizione.

Sergente Romano è la storia vera e sgangherata di un manipolo di sbandati che il 28 luglio 1861 assaltò Gioia del Colle, in Puglia, quale primo atto di un’insurrezione popolare che avrebbe incendiato il Sud Italia negli anni a venire.

A capo di quel manipolo di grotteschi, lirici rivoltosi dalla parte sbagliata della storia, Pasquale Domenico Romano, ex sergente dell’esercito borbonico, che per casualità, amore e vendetta, finirà per essere ricordato come uno dei più importanti protagonisti del banditismo post-unitario: il più romantico, il più sconosciuto.

Tra numerosi documenti storici e una prosa scattante, asciutta, scorre crudo e selvaggio questo romanzo che vuol dare voce ai vinti, quei contadini incapaci di reggere un fucile in mano, che spesso finivano fuori legge quasi senza accorgersene.

Il ritratto di un’epoca di transizione che sembra non voler ancora finire.

BIO

Marco Cardetta (1983), laureato in filosofia a Siena, con lavori di ricerca su Bene, Stirner, Michelstaedter, Deleuze, Zolla e Panikkar.

Produce film con Murex production: l’ultimo, “Anapeson”, scritto con Francesco Dongiovanni, ha debuttato al 33° Torino film festival (2015).

Si esibisce in spettacoli di alternative comedy e con il recital-concerto “Voci di sbandati”.

Nel 2008 ha vinto il premio “Esor-dire” con il poema in prosa Prime giovani suites. Con Sergente Romano ha vinto come esordiente il premio Vittorio Bodini-La luna dei Borboni 2014.

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