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Cinespresso | November 20, 2019

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“Pagamento alla consegna”, il sottile piacere dell’inganno

“Pagamento alla consegna”, il sottile piacere dell’inganno
Annalisa Masi

Review Overview

Interpretazione
7
Regia
7
Drammaturgia
8

Rating

L’ironia britannica si affida all’estro puramente italiano per regalare agli spettatori una serata all’insegna del divertimento. Al limite del surreale, mantiene la leggerezza del testo originale strizzando l’occhio al sociale.

Brillante commedia degli equivoci dal sapore anglosassone. Scritta da Michael Cooney negli anni Ottanta e qui adattata e diretta da Emilia Miscio, raccoglie ancora consensi grazie a un forte legame con l’attualità

Un tema all’ordine del giorno, con casi di truffa segnalati su tutto il territorio nazionale.

Gli italiani, si sa, sono maestri nell’ordire trame complesse nei confronti dello Stato. La ‘cosa pubblica’ non è comunemente percepita come di interesse collettivo, ma spesso utilizzata come fonte di profitto personale. E allora, ecco che i falsi invalidi occupano le pagine delle principali testate nazionali, creando un clima di generale sfiducia.

Ma c’è un particolare che sfugge ai più. Probabilmente, non siamo gli unici a far fronte alle difficoltà con sotterfugi più o meno gravi. Proprio come ci testimonia Pagamento alla consegna, la brillante pièce  teatrale oggi in scena al Teatro San Genesio di Roma. Lo spettacolo, curato da Emilia Miscio nell’adattamento e nella regia, è una trasposizione dell’inglese Cash on Delivery di Michael Cooney.

Al centro dell’attenzione Eric, disoccupato da due anni. Linda, sua moglie, ne è all’oscuro, così come Norman, amico e vicino di casa prossimo alle nozze. Un segreto che si accompagna a quello ben più grave di raggirare da anni il sistema sanitario nazionale, incassando gli assegni indirizzati all’ex inquilino di casa, oramai trasferitosi in Canada.

Un’attività iniziata quasi per gioco, ma poi diventata un vero e proprio business. Il sistema rischia di cadere una mattina, con l’arrivo dell’ispettore della previdenza sociale. La giornata trascorre così, tra falsi invalidi, morti improvvise e insoliti incidenti, in cui vengono coinvolti tutti gli abitanti del palazzo. Più o meno consapevolmente, ciascuno assume un ruolo in questo complesso disegno. Ma riuscirà Eric a sostenerne le fila fino alla fine?

Una spiritosa commedia degli equivoci, con una solida base nell’attualità. Ecco cos’è Pagamento alla consegna, qui proposta dalla Compagnia Teatrale Sogni di Scena. Famosa in patria, conserva il sapore anglosassone della versione originale e trasferisce lo spettatore in un’atmosfera surreale che amplifica i riferimenti alla realtà.

Sul palco una troupe di ben dieci attori, ben amalgamati tra loro e guidati da un energico Simone Giulietti, nei panni del protagonista. Sempre sostenuto il ritmo, anche grazie a frequenti colpi di scena in grado di modificare completamente lo scenario.

Un’opera fortemente legata al contesto di origine, che riesce tuttavia a regalare momenti di divertimento e riflessione anche nel nostro paese. Adatta a un pubblico variegato, è a Roma fino al 20 marzo.

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