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Cinespresso | August 20, 2017

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Al Teatro dell’Orologio“Edipus”

Al Teatro dell’Orologio“Edipus”
Miriam Larocca

Review Overview

Interpretazione
8
Regia
8
Drammaturgia
8

Rating

Un tributo d'amore attraverso la riscrittura di un classico attenta e originale, una messa in scena creativa e singolare e un'interpretazione coinvolgente. Un'occasione per scoprire la ritualità e sacralità ancestrale del teatro. Edipus di Giovanni Testori, regia di Leo Muscato con Eugenio Allegri. Per chi non l'avesse visto al Teatro dell'Orologio, nell'ambito della stagione congiunta Dominio Pubblico, è in tour, con altre nuove date: 10 Marzo, Legnano (MI), Sala Ratti; 21 Marzo, Verbania, Auditorium S.Anna; 27/28 Marzo Teatro del Lido, Ostia.

La magia del teatro nel testo di Giovanni Testori con l’interpretazione di Eugenio Allegri diretto da Leo Muscato

Esistono degli spettacoli che sembrano dedicati a chi entra a teatro per la prima volta. Un attore magnifico, una scenografia colorata, dei costumi bizzarri, un linguaggio originale, una regia materna e un testo compatto che rielabora il mito e quindi apre ai grandi temi della vita.

Edipus di Leo Muscato con Eugenio Allegri su testo di Giovanni Testori è un invito al teatro e una meravigliosa trappola per chi non ne potrà più fare a meno; la magia del metateatro e del gioco di specchi infinito tra attore personaggi e regista, costruiscono la cornice all’interno della quale il testo sviluppa tutto il suo incanto.

Un clown capocomico, unico superstite di quella che potrebbe sembrare una compagnia della commedia dell’arte fuori dal tempo, compare seduto su di una sedia con la scritta “fragile”, dando le spalle al pubblico per raccontare e recitare, in “italicano”, la vicenda di sé e di Edipo. Si gira, si alza, toglie il naso rosso e ha inizio la magia.

Interpreterà tutti i personaggi, protagonisti e di contorno, con l’aiuto di manichini, vestendo ora i panni dell’attore, ora del regista e poi del burattinaio, e conducendo lo spettatore attraverso gli universi apparentemente paralleli ma sempre convergenti nel mondo di un clown, del comico e del tragico. Comico e tragico che arrivano al pubblico grazie ad un’interpretazione superba di Allegri, strappando risate e applausi a scena aperta ma, facendo anche trattenere il fiato e correre brividi lungo la pelle.

Dopo “L’Ambleto” e il “Macbetto”, “Edipus” conclude la “Trilogia degli Scarrozzanti” in cui Giovanni Testori inventa una compagnia di saltimbanchi che, pur frequentando solo teatri piccoli e decadenti, non demordono, continuando a recitare le grandi opere del passato. La regia del pugliese Leo Muscato, già Premio della Critica come Migliore Regista di Prosa e Premio Abbiati come Miglior Regista d’Opera, rende merito alle infinite possibilità creative che possono nascere dall’estrema pulizia e semplicità. Sappiamo che da qualche anno Muscato, è impegnato in una ricerca mirata all’esplorazione delle differenti sfaccettature dei quattro principali registri interpretativi: il Tragico, il Drammatico, la Commedia e la Comicità.

La conoscenza, la cura e il rispetto per tali elementi è il presupposto per costruire una dichiarazione d’amore per il teatro.

Tra la nebbia densa delle emozioni che questo spettacolo ci regala resiste, in trasparenza, la suggestione della simbiosi che Muscato e Allegri hanno stabilito, forse anche per trovare una risposta al costante interrogativo sul rapporto tra regista e attore, tra attore e spettatore, e tra spettatore, anzi “spectaculante”, e teatro; quella scritta sulla sedia è per il teatro di Muscato quello che il regista interpretato da Mastroianni in 8 e ½  è stato per il cinema di Fellini.

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