Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Cinespresso | July 10, 2020

Scroll to top

Top

No Comments

La commedia multietnica di De Chauveron: Non sposate le mie figlie!

Valentina Zaccagnini

Review Overview

Cast
7.5
Regia
7
Script
6.5

Rating

Philippe De Chauveron è nato nel 1965 in Francia. Regista e sceneggiatore, "Non sposate le mie figlie!" (Uscito col titolo originale di "Qu'est-ce qu'on a fait au Bon Dieu?") è il suo sesto film ed è stato il fenomeno cinematografico dell'anno che ha incassato in Europa 130 milioni di euro.

Anno: 2014 Distribuzione: 01 Distribution Durata: 97′ Genere: Commedia Nazionalità: Francia Produzione: UGC Regia: Philippe De Chauveron Uscita: 5 Febbraio 2015

Leggera e divertente la commedia di De Chauveron che parla della difficoltà dell’accettare le diversità in una Francia ormai – per fortuna – completamente multietnica

Claude e Marie Verneuil sono una coppia borghese che vive nella tranquilla campagna francese. Hanno vissuto sempre nei valori conservatori del cattolicesimo e hanno allevato così anche le loro quattro figlie, che però sono molto meno rigorose dei loro genitori.

Infatti il caso vuole che la prima figlia sposi un algerino, la seconda scelga un ebreo e la terza convoli a nozze addirittura con un cinese. Per i due anziani signori sono una serie di duri colpi da tollerare, soprattutto nelle situazioni ufficiali dove si palesa molta tensione.

Tutte le speranze vengono riposte nella quarta figlia che, sorpresa sorpresa, rivela loro che ha incontrato un bravissimo ragazzo cattolico timoroso di Dio che intende sposarsi in chiesa con tutti i crismi, ma dimentica di rivelare a loro un “piccolissimo” particolare. Dopo i tragici fatti di Charlie Hebdo, questa commedia sembra essere davvero quello che ci vuole per ristabilire i giusti contorni alla necessità di accettare il diverso, che ormai nell’era della globalizzazione è diventato il nostro vicino di casa.

È molto furbo lo sguardo di De Chauveron, sia nella scrittura che nella regia. Le gag sono tante e molto ben congeniate e viaggiano un po’ sui tantissimi pregiudizi dell’immaginario razzista: i cinesi sono infidi, i musulmani rissosi e gli ebrei sono umoristi e provocatori. Gli immigrati vengono a rubare il lavoro e i francesi (o gli inglesi o i tedeschi o gli italiani) sono costretti a fuggire dalle grandi città per ritirarsi nei sobborghi e a morire tristi e soli mentre gli invasori si sollazzano con le figlie della patria che ha offerto loro una possibilità. Queste cose le abbiamo sentite tutti, con dispiacere.

De Chauveron ne parla facendo ridere la platea ma glissando un po’ sull’altro tema importante che è quello dell’integrazione, perché è molto più semplice – e meno ‘amaro’ da rendere – parlare di “immigrati” che non solo sono già completamente integrati ma svolgono anche dei ruoli rispettabilissimi nella società. La trama e il finale sono scontati, ma ce n’è bisogno. Non si fa un approfondimento sul tema, ci sarebbero troppe altre cose da dire. Si riflette un poco ma facendosi quattro risate in allegria; perché, a quanto pare, l’amore alla fine vince sempre sull’invidia e sull’odio.

Submit a Comment

UA-40058008-1