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Cinespresso | August 17, 2018

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Ogni Maledetto Natale

Valentina Zaccagnini

Review Overview

Cast
7
Regia
6
Script
5

Rating

Il trio di sceneggiatori che nella serie “Boris” ha toccato altissime vette della comicità e della satira italiana, presenta al Torino Film Festival il suo secondo lungometraggio “Ogni maledetto Natale”, una commedia che parla dell’oggettiva difficoltà nel gestire le feste natalizie dove si mescola grottesco, satira e sentimentalismo in modo così raffazzonato che non convince lo spettatore.

Anno: 2014 Durata: 95′ Distribuzione: 01 Distribution Genere: Commedia Nazionalità: Italia Produzione: Wildside, Rai Cinema Regia: Mattia Torre, Luca Vendruscolo, Giacomo Ciarrapico Uscita: 27 Novembre 2014

Assolutamente distante dal concetto di cinepanettone, l’ultima fatica di Ciarrapico-Torre-Vendruscolo parte da un’idea divertente che però non riesce a soddisfare le aspettative

Massimo e Giulia si incontrano in modo quantomeno bizzarro e inaspettato ma si scoprono subito innamorati e pronti a stare insieme. Il primo vero ostacolo da superare nella loro storia è rappresentato dal Natale: i due ragazzi vengono da mondi molto distanti che affrontano le festività – il periodo emotivamente più difficile dell’anno – in modo del tutto diverso. Giulia deve passare la Vigilia con la sua rustica e bizzarra famiglia sita in uno sperduto paese della Tuscia, mentre Massimo è cooptato dalla sua ricchissima famiglia snob per il pranzo di Natale. Ognuno cercherà di trascinare l’altro nel proprio mondo con conseguenze tragicomiche.

L’idea di far interpretare due famiglie così opposte agli stessi attori è davvero geniale e coraggiosa per il cinema italiano, da tempo inquinato da una concezione di commedia un po’ trita e da svecchiare, ma con estremo dispiacere si deve ammettere che la resa non è riuscita granché. Da chi ha scritto una serie come “Boris”, di sicuro non ci si aspettava un film dove la sceneggiatura è carente, con un incipit pasticciato e una struttura dove gli snodi narrativi risultano abbastanza inverosimili e/o poco curati. Il tema del Provante Natale si presta davvero molto bene al registro satirico/grottesco, soprattutto nella seconda parte: in questo è memorabile la battuta di Pannofino:

“Si, va bene lo spirito… Ma alla fine che c’entra la religione col Natale?”

Purtroppo però la prima parte del film propone una caratterizzazione dei personaggi così forzata da renderli macchiette stereotipate che, ed è questo il difetto vero, non sono così divertenti.

Alcune battute strappano sorrisi, ma in generale non si ride molto. Un po’ poco per una commedia, anche se surreale. Il film si regge letteralmente sulla bravura del cast, composto dal gotha del cinema italiano, in grado di dare un po’ di spessore al film. In alcuni momenti si ha la sensazione che la regia abbia tirato i remi in barca e che gli attori, ormai collaudatissimi, vadano addirittura a braccio. Peccato, davvero. Sarà per la prossima.

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