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Cinespresso | August 21, 2019

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L’appartamento pisano di Fino a qui tutto bene

L’appartamento pisano di Fino a qui tutto bene
Lorenzo Colapietro

Review Overview

Cast
6
Regia
6
Script
6

Rating

Roan Johonson porta sullo schermo Fino a qui tutto bene, ultimi giorni di convivenza per cinque ragazzi universitari di Pisa. Tra feste, alcool, rimpianti e paura del futuro il film diverte e si lascia seguire. Non convince appieno per la regia eccessivamente amatoriale e alcune battute fin troppo terra terra.

Vince nella sezione Prospettive Italia del Festival Internazionale del Film di Roma 2014 il “piccolo” film di Roan Johonson

Un film girato con l’aiuto dei suoi amici, così Roan Johonson ha definito Fino a qui tutto bene pellicola che racconta l’ultimo weekend di 5 amici all’interno del loro appartamento universitario a Pisa. Così tra pasta con il niente (chi vive fuori sede la conosce molto bene), feste, litigi, risate e tanta paura per il futuro, conosciamo il loro microcosmo che è destinato a sfaldarsi per sempre. Un film divertente che ha il profumo de L’appartamento spagnolo di Cédric Klapisch, ma del piccolo gioiello francese manca però la sceneggiatura e una regia vera e propria.

Nonostante qualche “vizio di forma” Fino a qui tutto bene è un film godibile che ci presenta una realtà non caricata e parla di giovani “veri” che nonostante la crisi vivono la vita al massimo, anzi invece di ragionarci troppo sfidano l’attuale situazione italiana. Tra gag kitsch e momenti un po’ più seri la pellicola scorre e diverte, ed ha il sapore un po’ nostalgico della vita universitaria un po’ meno ovattata de I laureati e un po’ più reale.

Non male i giovani attori protagonisti: Paolo CioniPaolo GiommarelliAlessio VassalloGuglielmo Favilla e Silvia D’Amico che rispecchiano a pieno gli universitari di oggi che nonostante le piccole incomprensioni sono legati da un vincolo che è, per certi versi, molto simile a quello della famiglia di origine. Dopotutto il giovane cast ha vissuto nell’appartamento del film proprio per cercare di saldare la loro unione.

In finale Fino a qui tutto bene è un film che si lascia vedere, ma non convince appieno proprio per l’eccessiva immaturità della pellicola che è a tratti eccessivamente amatoriale e la presenza di alcune scene infarcite di un umorismo becero da “cinepanettone”.

 

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