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Cinespresso | August 17, 2018

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Alba Rohrwacher è “una cosa grande” in Hungry Hearts

Alba Rohrwacher è “una cosa grande” in Hungry Hearts
Margherita Bordino

Review Overview

Cast
8
Regia
8
Script
8

Rating

Secondo film italiano in Concorso a Venezia. Saverio Costanzo è volato oltre oceano per realizzare un piccolo capolavoro, Hungry Hearts, tratto dal romanzo Il bambino indaco. Protagonista una meravigliosa ed eccellente Alba Rohrwacher e una vera rivelazione Adam Driver che presto vedremo in Silence di Scorsese.

Anno: 2014 Durata: 109′ Genere: Drammatico Distribuzione: 01 Distribution, Radiant Films International Produzione: Wildside, Rai Cinema Paese: Usa Regia: Saverio Costanzo

Un’attrice eccellente in ogni sua interpretazione, la Rohrwacher interpreta una donna stravolta ed impazzita per il troppo amore

Alba Rohrwacher, meravigliosa ed eccellente, è “una cosa grande”, in Hungry Hearts, secondo film italiano in Concorso a Venezia, diretto da Saverio Costanzo e prodotto da Rai Cinema e da Wildeside.

Hungry Hearts narra la storia di un amore malato. Di una donna, moglie e madre che per proteggere il figlioletto dalla crudeltà del mondo e dall’inquinamento di una città come New York perde il lume della ragione.

Mina, donna italiana che lavora in ambasciata a New York, è interpretata dalla Rohrwacher, mentre Jude, ingegnere e marito premuroso, da Adam Driver che in questa pellicola appare molto più affascinante del solito. Impossibile non innamorarsi di lui mentre intona, durante il ricevimento del suo matrimonio Tu si ‘na cosa grande. I due si incontrano per caso nel bagno di un ristorante cinese e in questo luogo insolito avviene il colpo di fulmine. È subito amore!

Dopo il matrimonio nasce il loro bambino, ma già durante la gravidanza Mina manifesta una leggera pazzia. Lei vuole “purificare” il suo bambino e per questo, oltre a tenerlo sempre in casa con sè, non lo nutre come dovrebbe, Il bambino non cresce ed è mal nutrito. Jude preoccupato lo porta dal dottore e capisce che la vita della sua piccola creatura è in serio pericolo, proprio come quella di Mina e della sua famiglia.

Due interpretazioni meravigliose e rese ancor più belle dalle musiche del maestro Nicola Piovani. Saverio Costanzo è volato a New York per realizzare un piccolo capolavoro e per portare sul grande schermo un film tratto da Il bambino indaco, romanzo struggente di Marco Franzoso.

Avevo letto il libro un anno e mezzo prima di scrivere Hungry Hearts. Mi aveva colpito ma allo stesso tempo respinto, forse perché la storia, da qualche parte, mi riguardava. Il tempo è passato e un giorno ho iniziato a lavorare alla sceneggiatura seguendo solo quello che ricordavo, senza rileggere. La storia di Franzoso mi ha accompagnato in questo modo nella ricerca di quello che poi si è trasformato in un racconto molto personale.

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