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Cinespresso | December 11, 2019

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Apes Revolution: Il pianeta delle scimmie

Lorenzo Colapietro

Review Overview

Cast
7.5
Regia
7.5
Script
7

Rating

Apes Revolution: Il pianeta delle scimmie del classico blockbuster ha solo gli straordinari effetti visivi, il resto è una sceneggiatura lineare e ben costruita che purtroppo, però in alcuni momenti, è eccessivamente lenta. Ciononostante Reeves dirige un buon film che si lascia vedere e apprezzare.

Anno: 2014 Durata: 130′ Distribuzione: 20th Century Fox Genere: Fantascienza Nazionalità: USA Produzione: Chernin Entertainment, Ingenious Media, TSG Entertainment Regia: Matt Revees Uscita: 30 Luglio 2014

Torna “l’esercito delle scimmie”, questa volta diretto da Matt Reeves

Ben “dieci inverni” sono passati dai fatti de L’alba del pianeta delle scimmie, Cesare e i suoi discepoli si sono ormai trasferiti nelle foreste intorno a San Francisco e non vi è traccia di esseri umani, ormai decimati dal virus. I pochi sopravvissuti sono rinchiusi all’interno della città, spaventati e nel disperato tentativo di trovare una normalità pressoché inesistente. Sarà la ricerca di energia a far incontrare i due gruppi, con conseguenze inaspettate; per entrambi inizierà una guerra più basata sulla paura che su un reale pericolo.

Apes revolution: Il pianeta delle scimmie è un film graficamente eccelso, le scimmie in CGI sono spettacolari e la ricostruzione di San Francisco distrutta e assediata da una natura incontaminata lascia letteralmente a bocca aperta. Poco entusiasmo invece per la trama che sinceramente è vista e rivista, naturalmente, come il primo lungometraggio della saga, la pellicola più che sulla spettacolarità dell’azione è incentrata sulla “politica”, presentandoci i primati organizzati in una società pacifica e utopica ma che verrà destabilizzata dall’arrivo degli uomini in cerca di una diga distrutta. Integrazione, razzismo, paura sono alla base del film e l’odio è il vero virus capace di propagarsi velocemente e, come Reeves ci racconta, prescinde anche dalla specie.

Si deve aspettare parecchio prima di vedere una vera scena di azione, Matt Reeves punta tutto sull’assedio della cittadella, dimostrando la sua incredibile maestria in una delle sequenze più belle e visivamente geniali degli ultimi tempi, potendo attingere da un barile ampio il regista ha elaborato un passaggio incredibile che a tratti ricorda un videogame, il motion capture tocca vette immense realizzando sguardi ed espressioni che sorprendono, merito anche di Andy Serkis volto di Gollum che qui presta la sua mimica a Cesare, dando vita ad un condottiero (il nome è ben scelto) capace di emozionare ed intenerire, indubbiamente il personaggio più riuscito del  film. Apes Revolution non è il classico blockbuster, in certi momenti è lento e macchinoso ma sicuramente non deluderà i fan della saga.

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