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Cinespresso | December 10, 2019

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Bilancio SIAE. Da Zalone a Springsteen… lasciateci divertire

Bilancio SIAE. Da Zalone a Springsteen… lasciateci divertire
Antonella Palladino

2013 anno di ripresa. Dal cinema alla musica l’annuario della Società Editori e Autori osserva i rialzi della produzione e della fruizione spettacolistica nazionale

Corsi e ricorsi storici ci insegnano come in un contesto generale di crisi la gente si concede qualche svago per la necessità  stessa di distrarsi. È quanto testimonia l’Annuario dello Spettacolo 2013 della SIAE, reso noto il 16 luglio da Gaetano Blandini, direttore generale. La Società Italiana Editori e Autori, presidio di libertà per quanti vogliono rendere pubblica la propria creatività, in collaborazione con l’Ufficio Statistica ha comunicato con soddisfazione dati positivi di un anno di ripresa; felice coincidenza con l’ottantesimo anniversario della pubblicazione stessa. È datata, infatti, 1934 la presentazione all’Accademia dei Lincei, dall’allora presidente Dino Alfieri, della prima relazione sulla situazione nazionale dello spettacolo, prezioso volume, oggi a disposizione on line per addetti ai lavori e curiosi, particolarmente apprezzato nelle immagini a corredo delle tabelle che monitoravano La vita dello spettacolo in Italia nel decennio 1924-1933.

“Questo importante osservatorio – ha dichiarato il dott. Blandini presso la Biblioteca del Burcardo aiuta con un’analisi profonda a comprendere lo stato dell’arte, a offrire indicazioni su cui lavorare, a strutturare progetti che non siano solo sogni”. Un referente di rilievo dunque per enti e associazioni, una base solida per sostenere gli “attori” del futuro. Tenacemente guidata da Gino Paoli, la società che festeggia 132 anni si rileva  impegnata in attività che portino biblioteche nelle carceri, sostengano con fondi  progetti orchestrali della periferia romana, contribuiscano alla ricerca nei tre ospedali pediatrici di eccellenza d’Italia. A comunicare i dati più significativi sull’andamento  dell’ attività spettacolistica, Marina Landi, direttrice della Divisione Servizi in Convenzione. Analizzando trasversalmente voci come numero di spettacoli, ingressi, presenze, spesa al botteghino, spesa del pubblico e volume d’affari, per paragonarle poi ai risultati dell’anno precedente, si è notato che le frecce positive non sono in maggioranza rispetto a quelle negative,  ma identiche per numero, eppure la crescita (ad esempio il + 2,14% del numero di spettacoli totale) è rilevante rispetto alle meno influenti flessioni (come il – 0,21% della spesa del pubblico).

Con il passare in rassegna le varie tipologie di offerta , poi, si riscontra che il cinema, che da solo occupa il 71, 88% dell’intera proposta,  sembra aver invertito la tendenza negativa degli ultimi due anni con un aumento del valore di tutti gli indicatori;  il teatro, invece, conferma una parabola discendente che si protrae dal 2011. Nel primo caso allora sarà stata efficace una politica di contenimento dei prezzi, nel secondo svantaggiosa un’offerta ancora elitaria. Eppure un dato pare accomunare la settima arte a quella sul palcoscenico, e riguarda rispettivamente i contenuti  di film e rappresentazioni in vetta alle classifiche. Si fa qui riferimento ai primi posti di  Sole a catinelle per la regia di Checco Zalone, e Ammutta muddica del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, in una tendenza che trova conferma prendendo in esame un punto qualsiasi della top ten degli incassi,  al quarto posto troviamo da una parte Il principe abusivo di  Alessandro Siani, dall’altra Tutto suo padre con Enrico Brignano. Strappando quel biglietto allora uno spettatore vuole che gli si strappi un sorriso.

Dando uno sguardo ai concerti, essi compongono il comparto con i maggiori risultati dell’anno passato, sulla musica leggera in particolare. Curioso è notare come nella classifica dei live dal miglior incasso, Bruce Springsteen occupi ben due posizioni con le date estive di Milano e Padova, confermandosi il “Boss”, mentre delle opere liriche i dieci posti  sono tutti occupati da opere di Giuseppe Verdi (con l’unica eccezione, ma in coda, del Gotterdammerung del Wagner), confermandosi il Maestro. Se lo sport, settore che genera il volume d’affari più elevato, si presenta pressoché stazionario, attività di ballo e concertini sono al top i termini di presenze, mostre ed esposizioni in leggero rialzo, totalmente in rosso le attrazioni dello spettacolo viaggiante con un -10,04%.

Presi a campione i sei maggiori comuni di Italia, si evince infine, come Roma sia la regina del cinema e Milano la capitale delle mostre, e quanto l’area settentrionale primeggi nell’offerta e le isole non siano più fanalini di coda. Da Nord a Sud, dal grande schermo ai live, allora gli italiani hanno bisogno dello spettacolo, e di divertirsi.

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