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Cinespresso | May 23, 2019

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I premi del MedFilm Festival 2014

I premi del MedFilm Festival 2014
Redazione
  • On 13 luglio 2014
  • http://www.cinespresso.com

Il MedFilm Festival ha festeggiato i suoi 20 anni di attività dando testimonianza diretta del variegato contesto culturale e politico che rende unica l’area Euro-Mediterranea

Condensato in 8 giorni di proiezioni, il festival si è tenuto presso le sedi del Museo MAXXI e della Casa del Cinema, una grande festa delle culture che ha riunito i protagonisti storici del MedFilm, la più antica manifestazione internazionale di cinema di Roma, la prima in Italia dedicata alle cinematografie del Mediterraneo e al dialogo tra i paesi delle due sponde attraverso il cinema.

Il premio Koine è andato a Padre Giovanni La Manna, presidente del Centro Astalli, da sempre impegnato per i diritti dei migranti e l’accoglienza dei rifugiati. Il valore simbolico del Premio, sintetizzato nel suo nome, vuole sostenere i principi ispiratori delle più moderne politiche culturali, votati al sostegno di strumenti efficaci per la costruzione di una cultura di conoscenza e di cooperazione, credibile e durevole, tra i paesi della sponda Nord e della sponda Sud del Mediterraneo, in un cammino di dialogo, comprensione, cooperazione e sviluppo. “Le crisi economiche si possono superare, al contrario le povertà diffuse, di contenuti umani, le povertà culturali, sono ben più gravi, profonde e di difficile soluzione”, ha dichiarato Padre la Manna ritirando il riconoscimento.

Anche quest’anno l’artista Francesco Cuomo ha impreziosito il festival con la sua Arte e la sua passione realizzando cinque opere originali dall’emblematico titolo “Cuore e Sudore”, i prestigiosi premi sono stati conferiti ai vincitori delle principali categorie competitive del MedFilm Festival. La Giuria del Concorso Ufficiale composta da Dacia Maraini, Iaia Forte, Steve della Casa, Antonio Fasanella e Marco Simon Puccioni si è così espressa:

  • Premio AMORE E PSICHE 2014 a STRATOS di Yannis Economides (Grecia)

Un film che ricorda Camus per la capacità di raccontare un uomo che vorrebbe la pace ma finisce sempre in guerra, che non guida gli eventi ma se ne fa guidare, ribellandosi solo alla fine. La faccia ferma, nobile, dolorosa e drammatica del protagonista è la dote maggiore di un film che coinvolge e rimane nella memoria.

  • ESPRESSIONE ARTISTICA a IN GRAZIA DI DIO di Edoardo Winspeare (Italia)

Un film che racconta con passione e partecipazione un esperimento di comunità quasi francescana. Una storia che coinvolge grazie soprattutto all’interpretazione delle protagoniste, che valorizza il lavoro degli altri che le circondano.

  • MENZIONE SPECIALE a LE CHALLAT DE TUNIS di Kaouther Ben Hania (Tunisia)

Allegoria e osservazione dei costumi, in un film ironico e graffiante che racconta come il maschilismo sia una componente importante di una vita quotidiana che è stata poi messa in discussione dai recenti sommovimenti sociali.

La Giuria del Concorso Documentari, composta da Valentina Carnelutti, Antonio Pettinelli e Franco Arminio, ha assegnato il Premio OPEN EYES a MY LOVE AWAITS ME BY THE SEA di Mais Darwazah (Giordania/Palestina)

My Love Awaits Me By the Sea ha la capacità di mettere a fuoco con intelligenza e leggerezza una vicenda controversa e troppo spesso vittima di pregiudizi. Lascia lo spettatore libero di fruire della narrazione, del viaggio, dell’incontro con i personaggi avvicinandolo con sensibilità alle loro emozioni.

I RICONOSCIMENTI SPECIALI sono andati a KARPOTROTTER di Matjaz Ivanisin (Slovenia) Karpotrotter è bagnato in un gusto etnografico, ma l’adesione alla realtà lascia spazio a una pacatissima dimensione onirica. La prolungata attenzione ai luoghi e alle persone produce nello spettatore una felice riattivazione dello sguardo.

  • SOBRE LA MARXA di Jordi Moratò (Spagna)

La scoperta di un uomo, un artista involontario, l’espressione della follia che si trasforma in arte e confronto dialettico con la realtà. Tutto questo in un linguaggio formale che coniuga materiali d’archivio, riprese originali, testo, in un approccio rispettoso verso un mondo parallelo al confine tra follia e arte.

La Giuria Consorso Cortometraggi, composta dagli studenti diplomandi delle scuole di cinema ha assegnato:

  • Il Premio PREMIO METHEXIS a SELMA di Mohamed Ben Attia (Tunisia)

Con pochi e minimali cenni della regia e della scrittura, il film descrive la lotta di tre generazioni di donne in una società patriarcale. Dopo la morte del marito, Selma prende il controllo della proria vita, non permettendo di essere messa in disparte dalle norme della sua società.

Il PREMIO CERVANTES ROMA è andato a CHRISTINE di Mounia Akl (Libano) per la sua delicata narrazione, e per la forza delle immagini cinematografiche. “Che cosa significa essere una suora? Amare e soffrire più di qualsiasi altra donna”. Attraverso la storia di due suore in Libano, questo film mostra il rapporto sottile e complesso tra l’affetto, l’accettazione e la femminilità.

I PREMI DELLE GIURIE POPOLARI

La Giuria PIÙCULTURE, composta da Aleksandra Mirkovic (Serbia), Hind Rajil (Marocco), Emery Enego Bavogui (Guinea), Saghar Setareh (Iran), Alina Barbulescu (Romania), Benjamin Vasquez Barcellano Jr (Filippine) Cristina Liuzzo, (Etiopia), si è così espressa:

  • MIGLIOR LUNGOMETRAGGIO al film IN GRAZIA DI DIO di Edoardo Winspeare (Italia)

Per aver coinvolto ed emozionato i giurati attraverso i temi trattati: quello dell’amore, per la propria terra e i suoi frutti, per i propri figli, per la propria dignità, e poi l’amore in tutte le sue sfumature, sensuale, tenero, giovane, maturo; per la visione magica della religione, vista come retaggio culturale più che come culto vero e proprio; per la scenografia naturale e il modo in cui è fotografato il paesaggio e la terra, il ritorno e l’attaccamento alle origini.

  • RICONOSCIMENTO SPECIALE a FACTORY GIRL di Mohamed Khan (Egitto)

Il film ha riscontrato un giudizio positivo presso tutti i giurati, per la sensibilità verso le donne, e per la lievità di un racconto di emancipazione che riguarda ogni essere umano. Particolare riconoscimento va alla bravura della protagonista e alla scelta della colonna sonora.

La Giuria degli STUDENTI UNIVERSITARI della Facoltà di Arabo del Dipartimento di Studi Orientali dell’Università La Sapienza, del Dipartimento di Arti e Scienze dello Spettacolo della Sapienza e di RomaTre, dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” e della Scuola Provinciale d’Arte Cinematografica “Gian Maria Volonté”, si è così espressa:

  • miglior film LE CHALLAT DE TUNIS di Kaouther Ben Hania
  • miglior documentario IN THE NAME OF GOD di Mashti Esmail
  • miglior cortometraggio WOODEN HAND/PEAU DE COLLE di Kaouther Ben Hania

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