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Cinespresso | August 26, 2019

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Peter Marcias racconta Piera Degli Esposti tra affetti, parole e tempo

Peter Marcias racconta Piera Degli Esposti tra affetti, parole e tempo
Margherita Bordino

Review Overview

Cast
8
Regia
8
Script
8

Rating

Tutto le storie di Piera è un documentario intimo, un viaggio che Peter Marcias ha compiuto nel mondo di Piera Degli Esposti accompagnato dalla sua mano. Un film in cui a fare da padrona è la parola, quella parola che per gli attori è il principale mezzo di comunicazione. Piera svela al regista e al pubblico i suoi ricordi e i suoi segreti, dall'infanzia al rapporto con i genitori e con gli amanti, ad aiutarla in questo percorso le dichiarazioni di grandi registi che hanno messo a nudo la sua personalità, le sue emozioni, il suo essere unica e irripetibile.

Anno: 2013 Durata: 80′ Distribuzione: Ultima Onda Genere: Documentario Nazionalità: Italia Produzione: Ultima Onda, La Nouvelle V@gue Regia: Peter Marcias Uscita: 26 Giugno 2014

L’attore svolge un lavoro artigianale sulle parole ed ha il compito di consolare lo spettatore. Con questo semplice concetto Piera Degli Esposti definisce il suo mestiere

Tutte le storie di Piera, presentato alla passata edizione del Torino Film Festival, è un docu-film diretto da Peter Marcias e sarà distribuito in diverse sale cinematografiche dal 26 giugno. Alcune proiezioni saranno precedute da una performance live della stessa Piera Degli Esposti.
Questa unione tra teatro e cinema avrà luogo anche a Bologna il 9 luglio, in occasione della manifestazione “Cinema sotto le stelle”, nella città in cui Piera è nata, è cresciuta e da dove si è allontanata per realizzare il suo sogno, quello di diventare attrice.

Di solito documentari celebrativi di questo genere vengono realizzati in seguito alla morte del protagonista, ma così non è per Piera perché il suo talento e la sua personalità lo meritano e perché lei è e sarà un’attrice immortale. Unica nel suo genere, forte e fragile allo stesso tempo. Un’attrice che non ha studiato, non è andata a scuola e nonostante ciò ha una padronanza della parola, a volte anche graffiante, e della cultura che va al di fuori da ogni tipo di schema accademico.

È una donna molto forte, molto fragile. È una ragazza speciale e un’attrice di talento vero. E poi naturalmente è dotata di grande personalità. Abbastanza unica. (Nanni Moretti)

Tutte le storie di Piera ha inizio dalla sua infanzia: svela il rapporto con la madre, una donna carismatica, affascinate, ma instabile, che da bambina doveva accompagnare a fare gli elettroshock; l’attrazione per il padre; i primi passi a teatro e al cinema. Un documentario che affronta e racconta non tanto la sua brillante carriera di attrice e artista, quanto la sua intimità, le sue amicizie e il suo amore con il regista Marco Ferreri. Un amore casto, intenso e ingombrante allo stesso tempo. Si tratta di un viaggio personale che Peter Marcias compie all’interno del mondo di Piera Degli Esposti senza mai essere invadente o banale. Un racconto ricco non tanto di immagini, quanto di parole. Un documentario che calza a pennello le vesti di un’attrice anticonvenzionale e amata dal pubblico di ogni età e generazione.

Il racconto è un crescendo che segue i ricordi di Piera Degli Esposti ed è intervallato da dichiarazioni ed interventi, anch’essi molto intimi e personali, di grandi personalità del cinema e della letteratura che hanno lavorato con lei e che hanno conquistato il suo affetto: Marco Bellocchio, Laura Delli Colli, Dacia Maraini, Riccardo Milani, Nanni Moretti, Paolo Sorrentino, Paolo e Vittorio Taviani, Giuseppe Tornatore e Lina Wertmuller.

Piera Degli Esposti la ricordiamo da sempre con lo stesso viso, la stessa espressione, la stessa bocca, la stessa voce divagante e quasi cinica. Un’attrice che ha fatto molto teatro d’avanguardia e tanto cinema, arrivando anche tv per farsi conoscere dal pubblico più vasto. Impensabile, ma vero: Piera il cinema non lo voleva fare. Da Bologna era arrivata a Roma per fare teatro ed è sul palcoscenico che lei voleva stare. Eppure all’inizio il teatro la respingeva, mentre il cinema le proponeva ruoli ricchi e interessanti. Piera ha fatto tanto cinema e non rinnega nulla, però afferma che esso “è troppo centimetrale”, non permette di muoversi. Inoltre, lei tutto desiderava fuorché donarsi alla macchina da presa, preferiva essere guardata da uno spettatore in ultima fila.

Due sono gli elementi che colpiscono nel profondo lo spettatore in sala alla fine della proiezione di questo documentario: l’affetto e il tempo. Piera Degli Esposti ha vissuto diversi drammi nella sua vita e per questo è alla continua ricerca dell’affetto puro e sincero, un affetto che una volta conquistato ha paura di perdere e del quale vorrebbe gioirne sempre di più. A farle paura è anche il tempo. Il tempo che passa e che resta, contro il quale si combatte per essere rallentato e per essere fermato. Per Piera Degli Esposti esiste un solo ed unico luogo dove il tempo sembra rallentare: il teatro, dove una scena viene ripetuta più volte e in più città.

Piera è molto attenta, l’ho vista anche preparare semplicemente una lettura, ed è capace di stare quattro giorni a fare giochi sulle parole. Ma più che giochi sono delle analisi precise sui ritmi e sulle parole. È una comunicazione non selvaggia, non casuale. È una comunicazione di un grande talento, che da una parte si esprime attraverso la simpatia, la conversazione, la gioia di raccontare, e dall’altra attraverso la disciplina del teatro. (Dacia Maraini)

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