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Cinespresso | March 25, 2019

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“Genius Loci Caput Mundi”: La grande bellezza romana

“Genius Loci Caput Mundi”: La grande bellezza romana
Lorenzo Colapietro

L’artista Fernando Alfonso Mangone al Margutta RistorArte per mostrarci una Roma  diversa, fatta di pennellate vibranti, di vita e tratti impressionistici

Il Margutta RistorArte, ormai punto di riferimento dell’arte capitolina, inaugura una nuova mostra presso i suoi spazi espositivi: quella personale di Alfonso Mangone “Genius Loci Caput Mundi”. Con questa il ristorante vegetariano punta a celebrare la “grande bellezza” romana: la mostra, organizzata da Tina Vannini e curata da Francesca Barbi Marinetti, proseguirà per tutta l’estate, sino al 12 settembre, e conta venticinque opere dell’artista Fernando Alfonso Mangone:

“Roma si presta bene ad essere raccontata: i suoi luoghi rappresentano la cultura e la magia d’Italia. Roma è tutto. E ho deciso di rappresentarla seguendo le linee dell’espressionismo, ispirandomi ai grandi maestri francesi, e non solo”.

Un incredibile viaggio onirico ed emozionale, fatto di colori e pennellate, di angolazioni e di primi piani, per scoprire Roma come non l’avete mai vista, per rappresentare la città in tutta la sua storia e cultura. Si parte con Piazza di Spagna e Trinità dei Monti, Piazza Navona e Campo de Fiori, Trastevere e Largo Argentina, proseguendo alla scoperta delle piazze storiche, le strade, gli scorci carichi di antichità e arte che l’hanno resa la Città Eterna e l’hanno incoronata come una delle più belle del mondo.

Ad esaltare la forza di queste opere ci pensa anche la curatrice Francesca Barbi Marinetti:

“Roma si presta a questa narrazione con le sue piazze incastonate tra curve vorticose, le sue strade gremite di folla, i suoi resti monumentali che silenziosamente si stagliano nel presente di cieli carichi di tinte infuocate. Pennellate vibranti di vita restituiscono un tipo di contemplazione dal ritmo veloce. Non c’è spazio per l’attesa, anche l’eredità del passato è irretita dal tempo di divenire, dalla contemporaneità frenetica. È il gesto pittorico di chi affida la propria permanenza all’essere in viaggio e al piacere di testimoniarlo”.

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