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Cinespresso | November 21, 2019

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Shakescene: quando Romeo ha tradito Giulietta

Shakescene: quando Romeo ha tradito Giulietta
Valeria Brucoli

Review Overview

Cast
6
Regia
6
Drammaturgia
5.5

Rating

Shakescene rimescola alla rinfusa le coppie più famose del teatro shakespeariano, sgretolandole sulla scena nella speranza di salvarle dal loro tragico destino, ma non concede abbastanza tempo alle tragedie per mescolarsi in modo credibile.

Shakespeare sbarca al Roma Fringe Festival, il festival del teatro indipendente che dal 7 giugno al 13 luglio porterà quasi 100 spettacoli nella cornice dell’ottocentesca Villa Mercede nel quartiere di San Lorenzo a Roma

Il Roma Fringe Festival oltre ad essere una manifestazione internazionale unica nel suo genere è innanzitutto una grande festa del teatro, in cui 72 compagnie teatrali provenienti da Italia, Belgio, Inghilterra, Francia e Stati Uniti si incontrano su tre palchi diversi per celebrare il teatro nella sua essenza più pura, con pochi orpelli ma con un’incredibile ricchezza di stili diversi. Teatro canzone, commedia, dramma, teatro civile, danza e stand-up comedy si alternano e si sovrappongono come i personaggi di un unico grande spettacolo che prende vita sulla scenografia d’altri tempi di Villa Mercede.

In questa grande festa del teatro non poteva certo mancare Shakespeare, l’autore ad oggi più rappresentato sulle scene di tutto il mondo, e i suoi arcinoti personaggi, talmente vividi nella memoria personale di ogni spettatore, da essere riconoscibili da poche brevi battute, senza neanche il bisogno di essere definiti con un nome. Ma stavolta le loro storie cambiano corso, si mescolano e si scuotono irrimediabilmente sotto gli occhi del folletto dispettoso Puck, che fuggito di soppiatto da Sogno di una notte di mezza estate, si diverte a mescolare le coppie più famose del teatro shakespeariano per cambiare il loro tragico destino. Così Romeo apre il suo cuore ad una Ofelia celata dal velo della notte facendo ingelosire Giulietta, Otello fa cadere a suoi piedi Caterina, in fuga dalle vessazioni di Petruccio, accusato a sua volta di essere l’amante di Desdemona, e Amleto continua a inveire contro la sorte avversa e a bramare la morte in un mondo disordinato in cui regna l’infelicità.

Sembra che i fogli delle tragedie shakespeariani siano stati sparsi e raccolti alla rinfusa dai personaggi di Shakescene, che si rincorrono e si scontrano sul palcoscenico cercando di trovare una ragione alla negazione dell’amore e della felicità in un destino avverso di cui non sono gli artefici. Le coppie sono mescolate e gli amori non corrisposti ma, nonostante gli scherzi di Puck, che gioca ad accendere l’amore con il suo fiore magico negli occhi delle fanciulle sbagliate, le anime segnate dalle stelle a poco a poco trovano il loro corrispettivo e le storie il finale tragico a cui non possono sottrarsi.

Sperimentando un cross-over ardito tra i testi shakespeariani, Francesca Florio tenta di condensare l’opera del Bardo su un’unica scena in un’unità di tempo molto ristretta, ma benché l’idea di rimescolare i destini di Romeo e Giulietta, Otello e Desdemona, Amleto e Desdemona e Petruccio e Caterina per sottrarli al loro epilogo tragico sia ingegnosa, lo sviluppo drammatico non concede abbastanza spazio ai personaggi per conquistare una posizione credibile nelle storie che non gli appartengono e per scuotere l’intreccio originario fino a un reale punto di crisi. Così i personaggi finiscono per affollare una scena che fa fatica a contenerli tutti, declamando i monologhi che gli competono, come una lezione imparata a memoria, senza avere il tempo per conoscersi e per innamorarsi.

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