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Cinespresso | December 11, 2019

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“Tu chiedi chi erano i Beatles”… e Freda ti risponderà

“Tu chiedi chi erano i Beatles”… e Freda ti risponderà
Antonella Palladino

Review Overview

Cast
7
Regia
7
Script
7.5

Rating

30 minuti di conferenza, 86 di film-documentario, quanto basta per rispolverare dai cassetti della memoria la storia discretamente privata di chi ha vissuto a stretto contatto con il gruppo che ha cambiato la storia della musica.

Anno: 2013 Durata: 86’ Distribuzione: Nexo Digital Genere: Documentario Paese: Usa, Gran Bretagna Produzione: Tripod Media Regia: Ryan White Uscita: 27 Maggio 2014

Prima della versione restaurata di The hard day’s night prevista per il 9, 10 e 11 giugno, le sale cinematografiche festeggiano i cinquant’anni di storia dei Beatles con Freda Kelly, il cine-documentario sull’amata segretaria

Ogni ragazza degli anni ’60 avrebbe voluto fare quello che Freda Kelly ha vissuto per dieci anni. Ufficialmente la segretaria del gruppo più amato della storia, nei fatti la compagna d’avventure dei Fab Four, la diciassettenne con i codini che a casa Harrison o Starkey era una di famiglia. Ora Freda , 68 anni, si concede alle telecamere con viso timido e occhi vispi da buona liverpoollese. Lei che per tutto questo tempo non ha parlato a fondo di quel lavoro neanche in famiglia, e che continua a procurarsi da vivere come segretaria, finalmente lo fa per suo nipote, il piccolo Nail. Affinché possa raccontargli e fissare su pellicola una delle più belle storie di sempre. Così in occasione dei cinquant’anni del primo album Please Please me, ne nasce un film-documentario, Freda – La segretaria dei Beatles, per la regia di Ryan White. Quale evento unico al cinema, la proiezione del 27 maggio è stata preceduta da una conferenza da Milano a cura di Gino Castaldo, Franco Zanetti e Rolando Giambelli, i guru italiani sulla materia, a cui la protagonista stessa era presente.

Poi il via agli 86 minuti di lungometraggio, e davvero si ha l’impressione di parlare con la propria nonna, la quale davanti a una scatola di album impolverati inizia a riportare alla luce un passato che sai non potrai mai eguagliare. È esattamente ciò che accade sul maxi schermo, che sfoglia tante foto appiccicate con lo scotch della memoria (alcune forse troppe volte ripresentate) a ripercorrere quel decennio che li ha consacrati alla storia, periodo in cui la signorina Kelly era sempre con loro.

Eppure lo era fin dall’inizio. Ancora prima che Brian Epstein, il fautore della fortuna dei Beatles, investisse sul quartetto, lei era la fan numero uno. Capitata per caso o forse per destino durante la pausa da lavoro nel seminterrato del Cavern Club, Freda conosceva i Beatles da quando portavano le giacche di pelle e il batterista non era ancora Ringo Starr. Alla scrivania aveva attaccato una loro foto, sentiva sarebbero diventati famosi, ad ascoltarli tornerà ben 190 volte, ha confessato. Quando si trovò a dirigere il Fan Club e Mr. Happy (come era soprannominato Epstein) la scelse come segretaria, non ebbe dubbi. Aveva appena 17 anni.

Attraverso due piani narrativi, l’uno dalle foto in bianco e nero, l’altro del presente, la protagonista si muove in una Liverpool dalle case a schiera e dai cieli uggiosi, ripercorrendo le strade, bussando ai portoni, affacciandosi alle finestre, per ricordare. A dispetto di quanto ci si aspetterebbe, centrale infatti non è la musica che l’accoppiata Lennon, McCartney, Starr e Harrison ha rivoluzionato, bensì la vita privata, la sua che si intreccia con la loro in nome di un apprezzato rispetto. È il percorso di formazione di cinque ragazzi al suono di The hard day’s night o Love me do ma con evidente sproporzione sui primi anni, poiché dal ’67 in poi non ci sarà più la necessaria coesione. Tantomeno il film si propone di entrare in quell’alone di mistero che su di loro aleggia, o svelare retroscena da cassetto e buco della serratura. Il documentario pare allora indirizzato principalmente ai fans (che le sala gremite testimoniano tanti e vari), che di video musicali e aneddoti conoscono quasi tutto, ma risulta gradevole anche a chi è meno addentrato, perché presentato a mo’ di favola.

Forse quella stessa ragazza di un tempo che avrebbe svolto il ruolo di Freda anche gratis, che si è strappata i capelli alla vista dei suoi beniamini e ha pianto dietro un cordone di forze dell’ordine, andando al cinema l’altra sera sarà uscita fanciullescamente commossa, perché sicura che quell’autografo richiesto all’indirizzo di Freda Kelly è autentico, frutto del lavoro di una segretaria onesta ed eterna fan.

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