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Cinespresso | October 16, 2019

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Fermi tutti: Spider-Man è tornato

Fermi tutti: Spider-Man è tornato
Francesco Di Brigida

Review Overview

Cast
8
Regia
9
Script
8

Rating

Dai siparietti con Rhino ed Electro alla tensione con l’ex amico Harry/Goblin si inizia a costruire anche la prossima tela dei Sinistri Sei. E i voli tra grattacieli e ragnatele sono sempre più spettacolari. Imperdibile.

Anno: 2014 Durata: 140’ Distribuzione: Sony Pictures Genere: Azione, Supereroi Paese: Usa Produzione: Marvel Entertainment, Columbia Pictures Regia: Mark Webb Uscita: 23 Aprile 2014

Peter Parker si diploma insieme all’amata Gwen. Ma per un supereroe i superproblemi sono sempre in agguato, e questa volta i villain saranno ben tre

A due anni dallo stupefacente nuovo esordio del fotografo a fumetti più famoso di sempre, Mark Webb torna nella New York di Spider-Man per portare di nuovo al cinema le sue avventure acrobatiche. Questa volta Peter (Andrew Garfield) scoprirà i lati misteriosi del suo passato e della fuga dei suoi genitori, che lo lasciarono, ancora bambino, con lo zio Ben (Martin Sheen) e l’amorevole zia May (Sally Field). Nel frattempo la vita si fa più dura tra una promessa difficile da mantenere e la possibile partenza di Gwen Stacy (Emma Stone).

I nemici poi saranno tre ossi duri, i primi tre dei Sinistri Sei dei quali ha parlato Webb su un possibile spin-off intorno ai cattivi più cattivi della Marvel. Sono il giovane miliardario dagli occhi di ghiacchio e vecchio amico di Peter, Harry Osborn (Dane DeHaan), che diventerà inevitabilmente Goblin, il distruttivo e tatuato criminale sovietico Aleksei Sytsevich (Paul Giamatti), in arte Rhino, ma soprattutto il super luminoso, iracondo e incompreso Electro (Jamie Foxx), al secolo Max Dillon, placido, geniale (ma non riconosciuto) ingegnere elettrico della Oscorp che nella sua psicosi per Spider-Man si regala torte di compleanno da solo, ma con il potere di mille anguille elettriche metterà a repentaglio tutta New York. Anche se Spidey lo chiama “Scintilla”.

“Cos’hai di bello per me oggi New York?”

I voli tra grattacieli e ragnatele sono sempre più spettacolari, restando pienamente al servizio di un impatto drammatico fortissimo su un film che abbraccia nel miglior modo il linguaggio dei fumetti: grandi colpi di scena; alternarsi dei picchi tensivi – da segnalare quello magistrale tra la prima sequenza in aereo e la seconda del Ragno che precipita al mattino verso la sua New York – pienamente degni di quell’Amazing che campeggia nel titolo; un 3D come dovrebbero essere tutte le applicazioni di questa tecnica; nemici contornati con pochi, essenziali ma incisivi (e soprattutto esaustivi) colpi di macchina da presa come di matita; e poi love story di capovolgimenti con un coinvolgimento molto realistico dei due ottimi protagonisti.

“Signor Criminale, sono Spider-Man. Può chiamarmi Ragno, Testa di Ragno… Ma non mi chiami per invitarmi a cena”

L’ironia resta a far da padrona in un Garfield/Uomo Ragno mai così simile a quello del fumetto. Posture non da eroe ma da teen-ager con un senso di protezione che supera quasi quello di aracnide. Dai siparietti con Rhino ed Electro alla tensione con l’ex amico Harry/Goblin si inizia a costruire anche la prossima tela dei Sinistri Sei. «Questo film suggella la Oscorp come la torre del male, le peggiori creazioni della scienza». Ha affermato il produttore di casa Marvel Avi Arad, poi aggiungendo: «I Sinistri Sei sono questa malvagia organizzazione. Possiamo solo immaginare cosa faranno per fermare Spider-Man e avere libero sfogo sulla città». Lasciando presagire al futuro villain-franchise, in un paio di momenti si scorgono dentro alcune celle della Oscorp l’armatura di Rhino, i tentacoli di Octopus e le ali di Avvoltoio. Per una volta di più la Marvel decide di farla sotto il naso agli spettatori e nasconde il classico spoiler finale in mezzo al film, lasciando tutti a mani vuote dopo i titoli di coda.

Orci e Kurtzman – autori anche degli script di Star Trek – Into Darkness e di due Transformers – firmano la dirompente sceneggiatura tutta action e sorprese di questo secondo capitolo, alla quale faranno seguito un terzo nel 2016 e un quarto fissato per il 2018. Ma restando al corrente anno la punta drammaturgica del comic The Amazing Spider-Man N. 121 è il punto sensibile e tutt’altro che debole al quale mira il film di Webb in uscita in Italia il 23 aprile e in America il 2 maggio, e attorno al quale andrà a virare la saga Marvel.

The Amazing Spider-Man 2 è un action straordinario, il migliore dei cinque finora girati dalla Marvel. Un’avventura cinematografica grandiosa, dal ritmo frenetico che trascina con sé lo spettatore saltando tra i muri o schivando le scariche di Electro. Il cast è in forma e si presta alle stilizzazioni narrative da fumetto in maniera generosa. Oltre ai protagonisti, Foxx e DeHaan sono due cattivi formidabili. Il primo estraniato e loser tra il Jerry Lewis del Doctor Jerryll e il Bruce Lee travestito da tecnico telefonico in Dalla Cina con furore, e poi esplosivo e dirompente nel nuovo impressionante look di Electro. Il secondo, esteticamente lato oscuro di DiCaprio, è un attore da character deviati e cupi con un’asimmetria affascinante e un’energia attoriale che lo porteranno molto lontano.

C’è molto anche nella colonna sonora, nelle scelte delle location e nelle costruzioni tecniche di ogni scena. Assolutamente imperdibile, ormai il nuovo franchise è entrato nel vivo, e sicuramente entrerà nei cuori dei fans e non dell’eroe in calzamaglia e ragnatela.

Altre foto da “The Amazing Spider-Man 2 – Il potere di Electro” sono sulla nostra pagina Facebook

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