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Cinespresso | May 30, 2020

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Iacchetti ‘chiede scusa’ a Giorgio Gaber

Iacchetti ‘chiede scusa’ a Giorgio Gaber
Andrea Di Cosmo

Canzoni rivisitate con fantasiose contaminazioni e il ricordo del maestro

Lunedì 7 Aprile 2014, alle ore 18:30, si è tenuto un incontro con la stampa al Teatro Lo Spazio di Roma, in una speciale prova generale dello spettacolo: “Chiedo scusa al sig. Gaber” di Enzo Iacchetti, in prossimità della prima romana del suo omaggio al padre del Teatro-Canzone, in scena dall’8 al 27 aprile.

Da alcune esecuzioni di “Torpedo Blu”, “Barbera e Champagne”, “Trani a gogò”, come di “Il Riccardo” emergono curiose e fantasiose contaminazioni con altre canzoni tratte da: Jovanotti, Zucchero, la canzone “Personalità”, persino la colonna sonora de: “La famiglia Addams”.

«È uno spettacolo fatto stracciando gli spartiti di Gaber a cui i puristi inizialmente guardavano con sospetto» dice Iacchetti che spiega le sue ragioni artistiche: «Questo spettacolo ha l’impronta del cabaret ma anche Gaber è partito da quello, con Jannacci. Non è comunque facile fare queste contaminazioni. “L’orgia” ne ha nove e ti devi ricordare quando attaccare con le altre canzoni».

L’attore spende alcune parole sul teatro che lo ospita e sulla situazione dei piccoli teatri, in generale: «Il Teatro Lo Spazio è un luogo da salvare, invito i miei colleghi che snobbano spazi come questo a non farlo perché non esiste ministero o ente che sta salvando i teatri, i quali chiudono sempre più» aggiunge l’artista che spiega quanto tenga al progetto: «Se voglio il mio successo io guadagno quanto mi pare, in televisione ad esempio. Qui voglio una coda fino al mercato lì fuori al teatro, così la gente in attesa compra. Il mio sogno è quello di dare lavoro a tutti, se non riesce a farlo il governo». Si ride alle sue battute e si riflette sul loro sfondo satirico sui drammi che riguardano la situazione della cultura e del lavoro.

Poi aggiunge: «Mi piace riempire 1600 posti al Teatro Sistina ma un attore deve guardare oltre il suo giardino e poi il direttore artistico del Sistina, Massimo Romeo Piparo, verrà alla prima col cast della sua riedizione di Jesus Christ Superstar, compreso il protagonista del film originale che reinterpreterà Gesù in questa versione: Ted Neeley». Ride, ma non troppo, aggiungendo: «Voglio riempire il teatro per tre settimane, il Sistina dovrebbe temere che gli tolga il pubblico!».

Non manca un suo ricordo di Giorgio Gaber: «Era sempre gentile, chiedeva a tutti cosa pensava di una sua canzone, quando la eseguiva. Egli buttava la rabbia sul palco ma in privato era una persona normale».

Alla domanda su cosa Iacchetti chiederebbe oggi a Gaber, se fosse ancora vivo e cosa lo farebbe arrabbiare della società di oggi, risponde: «Se fosse vivo oggi gli chiederei di fumare di meno. Giorgio era anarchico, contro la destra e la sinistra ed era arrabbiato contro la condizione medievale in cui versava, e versa ancora secondo me, lo Stato italiano, come dice nella canzone “Se ci fosse un uomo” l’unica seria, tra le varie brillanti, che inserisco anche nel mio spettacolo. Si dice che dopo un Medioevo ci sia un Rinascimento, che stiamo aspettando ancora dodici anni dopo la morte di Giorgio Gaber».

Dalle anticipazioni si promette uno spettacolo spumeggiante con messaggi anche importanti da parte di Enzo Iacchetti, che rivela: «Festeggio i miei 35 anni di carriera in questo teatrino che è un “teatrone”».

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