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Cinespresso | April 25, 2018

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Nella Toscana del Vignola

Nella Toscana del Vignola
Francesco Di Brigida

Review Overview

Atmosfera
8.5
Cucina
9
Prezzo
7

Rating

Un ristorante accogliente ed elegante dove la tavola racconta ancora di più del suo ambiente raccolto e intimo. È adatto non solo a grandi occasioni o lumi di candela, ma rappresenta un punto di partenza irrinunciabile per un buon viaggio di sapori toscani dop.

Montepulciano custodisce tra le antiche contrade del suo borgo un ristorante di storia recente ma dalla grande cucina

Addentrandosi per le vie di una delle due piccole grandi patrie vinicole di Toscana, Montepulciano mostra, incastonato tra le mura medievali, Le Logge del Vignola. Un ristorante accogliente ed elegante dove la tavola, tra archi in mattoni a dividere le salette e grandi pareti armate in noce a custodire bottiglie, racconta ancora di più del suo ambiente raccolto e intimo. I legni di parquet e travi originali sul soffitto fanno da sfondo ai tavoli apparecchiati in uno stile ricercato ma lineare che guarda all’arte dei vernissage ospitati dal locale.

Massimo Stella ha aperto il ristorante nel 2001. Una storia recente che vanta importanti collaborazioni tra i cuochi delle Logge e importanti location estere di gemellaggi gastronomici, come in Svizzera a Zurigo, e sull’isola di Hokkaido in Giappone. Proprio di contaminazione nipponica si bagna il Brodo di palamita con patata e erba cipollina, accompagnato da un prosecco Ferrari, l’entrata di benvenuto del giorno. Sono sempre diverse e affiancate, sempre preparati dallo chef, da pani alla cipolla, al pomodoro o alla pancetta. Morbidi e appena sfornati accompagnano ogni pasto e degustazione.

È sugli antipasti che arriva la prima bella sorpresa. Si rivela un buon connubio l’Insalatina con pesce azzurro, schiuma di zafferano, melograno e profumo di miglio, tra la presentazione in una futuristica sfera trasparente e un mix di sapori di un agro gentile e divertente, abbinata a un fresco Bianco dalla Cantina Redi Riccio di Montepulciano. Ma il colpaccio arriva, senza troppi preavvisi, con il Patè di fegatini di pollo, in cassetta di pane al caffè con pera speziata e salsa di vino cotto. Un piatto incredibilmente appagante in qualità e quantità che racchiude tante caratteristiche salienti di un antipasto quante quelle di un dessert, in una piccola, meravigliosa sintesi di un intero pasto. Prova ne è che l’abbinamento scelto da Stella è un nettare usualmente adottato per il dolce, cioè un barricato bianco di Toscana dalla vendemmia tardiva di Cantina Canneto. Una splendida sfida al guanto ai prestigiosi fois gras d’oltralpe.

I primi della carta affondano le radici nella storia, ma nelle personalizzazioni dello chef prendono impennate di gusto generoso. Allora si potranno provare i classici Pici con ragù bianco di anatra al pecorino invecchiato in legno di botte di vinacce. Pietanza tradizionale impreziosita da ingredienti autoctoni e rigorosamente dop, buona e rinfrancante come una bella Ribollita. Poi da provare sono i Ravioli di fagiano su crema di zucca gialla e frutto del cappero alla liquirizia, sfiorati dal celebre Pecorino di Pienza. Qui l’aroma della radice in polvere va a speziare una pasta ripiena nobile e succosa, mentre i siciliani cucunci scuotono la dolcezza del tutto, insieme al formaggio. E da portare al palato con questi due primi i consigli del maître si chiamano: Busillis di TreRose, Toscano Bianco dei Tenimenti Angelini, e Rosso di Montepulciano Doc proveniente dalla cantina Croce di Febo.

“Da un paio d’anni per la nostra cantina di oltre 400 vini, provenienti non solo da tutta Italia, ma anche da diversi paesi del mondo, utilizziamo questo tablet. Una specifica applicazione permette di verificare la disponibilità, l’origine, i dati tecnici, accostamenti e collocazione geografica di ogni bottiglia”

Succede quando la tecnologia sposa il gusto. Così Stella ci ha mostrato sui 10 pollici di schermo le mappe regionali che caratterizzano con esaurienti didascalie ogni vino servito dalle Logge. E chissà se Jacopo Barozzi da Vignola, architetto cinquecentesco – e autore del palazzo proprio di fronte al ristorante che ne omaggia il nome – con tablet o meno, ne sarebbe stato un assiduo frequentatore. Sta di fatto che con i secondi si va a traghettare verso un piatto che alla presentazione ricorda una bella seppia cruda e pulita in bellavista. Invece quel velo candido e vellutato appartiene alla Tagliata al lardo con fagioli zolfini all’uccelletto. Una leccorniosa illusione che sfida ad armi pari La costoletta d’agnello con fricassè d’anatra e carciofi alla romana. Il tutto da bagnare con Vino Nobile di Montepulciano, della Conventino, un corposo  rosso segnalato da Tre Forchette del Gambero Rosso.

Se non bastasse, alle Logge del Vignola la dicono lunga anche sui dessert. Non solo per i pasticcini rigorosamente self-made da caffè o da amaro. Sul caffè, per gli intenditori più curiosi ed esterofili, si può consultare sulla carta un’interessante lista di miscele provenienti dai quattro angoli del globo. Nell’ampia scelta dolci spiccano invece il Cheesecake di ricotta, soprattutto se ordinato con un Rosso Lalicante, e la stuzzicante Schiacciatina Fiorentina alle spezie del Pan Pepato, magari ben affiancata con un Moscatello di Montalcino. Entrambi hanno un bel gioco di gelatine e frutta disidratata che regala qualche capriccio in più, oltre al colore.

Il ristorante dalla finestra che affaccia sul cuore di Montepulciano è un luogo raccolto e unico dove si respirano storia, arte e tradizione felicemente coniugate al moderno. Servizio impeccabile di Massimo Stella e del suo staff, è adatto non solo a grandi occasioni o lumi di candela, ma rappresenta un punto di partenza irrinunciabile per un buon viaggio di sapori toscani dop, senza smettere di stupire anche nello strizzar l’occhio ai continenti più inaspettati.

Altre foto dalle Logge del Vignola sono sulla nostra pagina Facebook

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