Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Cinespresso | December 16, 2019

Scroll to top

Top

No Comments

Storia di una ladra di libri

Storia di una ladra di libri
Valeria Brucoli

Review Overview

Cast
7.5
Regia
7
Script
7.5

Rating

Brian Percival adatta la Storia di una ladra di libri in uno script scorrevole che riflette le immagini atroci della guerra attraverso gli occhi di una ragazza con il desiderio irresistibile di capire il mondo attraverso la lettura.

Anno: 2014 Durata: 125′ Distribuzione: 20th Century Fox Genere: Drammatico Nazionalità: Usa, Germania Produzione: 20th Century Fox Regia: Brian Percival Uscita: 27 Marzo 2014

La lettura spalanca una porta segreta sulla verità dei crimini del nazismo

L’aria satura dei roghi di libri e delle vetrine frantumate a bastonate fa da sfondo alla storia di Liesel, una piccola testimone della violenza del nazismo alla vigilia della guerra. I libri e la conoscenza sono l’unica arma con cui la Germania oppressa può difendersi dal suo nemico intestino, distinguere il bene dal male e non farsi risucchiare dalle parate in grande stile e dai comizi persuasori, per questo devono essere tutti trasformati in cenere. Liesel è stata catapultata nel bel mezzo dell’ascesa nazista in un paese in cui la cultura è di pochi e il privilegio della lettura raro e prezioso, scambiato quasi per un atteggiamento sovversivo. Non sa leggere e per questo viene derisa ripetutamente dai suoi compagni di scuola, ma dentro di sé si nasconde una curiosità unica e un desiderio di imparare fuori dal comune. Grazie all’aiuto del suo padre adottivo, Liesel sviluppa il suo desiderio in modo esponenziale, tracciando tutti i suoi progressi sulle pareti umide della cantina in cui si rifugia , che poco a poco diventano un gigante abecedario.

Quel luogo segreto è il suo rifugio, il nascondiglio in cui i libri e le parole la accolgono e la proteggono dal mondo esterno, martoriato dalla paura dei bombardamenti quotidiani e dalla perdita di amici e persone care. Ma questo bene così prezioso acquisisce un valore superiore quando a condividerlo con lei arriva Max, un giovane ebreo che i genitori  di Liesel nascondono in cantina per salvarlo dalle retate dei nazisti. Max è stremato dalla fame ma la lettura di Liesel che lo accompagna giorno e notte lo porta di nuovo alla vita. Ogni giorno un libro nuovo, un mondo diverso, e uno spiraglio su una vita in cui è preclusa la luce del sole. Liesel porta i colori e le sensazioni del mondo esterno nella cantina buia, con la lettura e con i suoi straordinari racconti vividi e dettagliati e grazie a Max comprende che nel suo destino di lettrice la attende la creazione di qualcosa di nuovo e la necessità di raccontare la brutalità del suo tempo con il mezzo che più le si addice: la scrittura.

Tratto dall’omonimo romanzo di Markus Zusak, il film ripercorre le atrocità della Seconda Guerra Mondiale attraverso gli occhi di una bambina tedesca, che pur soggetta all’influenza del regime, non riesce a restare indifferenze alle ingiustizie verso gli ebrei e grazie alla lettura sviluppa una coscienza critica inusuale per il suo tempo e pericolosa in uno stato in cui l’unica parola ammessa è quella del Führer. Ma Liesel non è la narratrice della sua storia. C’è un’essenza superiore che osserva dall’alto i crimini di guerra e gli atti di eroismo di tanti piccoli uomini che si dibattono per la sopravvivenza. La Morte, testimone omniscente, ha scelto Liesel comes guardo privilegiato sul mondo per narrare una storia ben più vasta del paesino in cui lei vive con la sua famiglia, e omettendo l’orrore dei lager e della deportazione traccia con poche rapide immagini la drammaticità di una guerra che ha annientato interi popoli, culturalmente oltre che fisicamente.

Brian Percival ha rispettato le intenzioni del romanzo, ricostruendo le immagini frammentate in un continuum cronologicamente ordinato che accompagna la vita della protagonista dall’infanzia alla maturità, quando la Morte, stanca di assistere alla sua vita, la porta via, consapevole della sua eccezionalità e dell’apporto, se pur minimo all’apparenza, che ha dato alla sua comunità e al mondo intero trasformando in parole le atrocità che hanno visto i suoi occhi di bambina.

Submit a Comment

UA-40058008-1