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Cinespresso | July 20, 2019

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Yves Saint Laurent

Yves Saint Laurent
Francesco Di Brigida

Review Overview

Cast
8.5
Regia
8
Script
7.5

Rating

Non è semplicemente un film imperdibile. Niney e Galienne sono straordinari nel far rivivere la storia travagliata ma indissolubile dei due compagni Saint Laurent e Bergé. Evocazione, provocazione, una scheggia di estetica e di costume nella morbida regia di Lespert.

Anno: 2014 Durata: 100’ Distribuzione: Lucky Red Genere: Biografico Paese: Francia Produzione: WY Productions Regia: Jalil Lespert Uscita: 27 Marzo 2014

Il biopic sul grande stilista francese si preannuncia come uno dei più interessanti in uscita. Un lavoro affiancato dalla Fondazione Yves Saint Laurent e dal suo compagno di una vita Pierre Bergé

In una stagione dove i biopic sono tornati di gran moda – forse per un bisogno del nostro presente di creare nuovi punti di riferimento più attraverso la spettacolarizzazione di storia e ricordi del passato che con il sincero lavoro proiettato verso il futuro – ma soprattutto per la varietà di temi ed epoche toccati, l’imbarazzo della scelta al botteghino è diventato sempre più amletico. Basti pensare al dualismo da Oscar tra The Wolf of Wall Street e Dallas Buyers Club piuttosto che tra 12 anni schiavo e The Butler. O ancora Anita B. e Anna Arendt sulla Shoah. E poi ai film agli antipodi nonostante l’esser comunque tutti biopic della stessa stagione, come Lone Survivor e Saving Mr. Banks, o Diana e Captain Phillips. Tutti accomunati da sprint ai botteghini, corsa ai riconoscimenti della critica o testa a testa per prestigiosi premi. Da questo tamburino pieno di scelte per tutti i gusti degli spettatori esce fuori, come una stella, Yves Saint Laurent.

Con la direzione morbida e contemplativa di Jalil Lespert sul genio dello stilista francese e sui suoi luoghi, il 27 marzo arriva nelle sale italiane una biografia avvolgente e dalla valenza estetica, storica e culturale da lasciare senza fiato. Yves (Pierre Niney) è un giovane disegnatore cresciuto nella colonia algerina di Orano quando viene scelto da Christian Dior per lavorare a Parigi nella sua Maison. Succedutogli alla direzione creativa dopo la sua morte, Yves inizia la sua carriera da enfant prodige, incontra il compagno della sua vita Pierre Bergé (Guillaume Gallienne) e fonda con lui la Yves Saint Laurent che tutti conosciamo.

“Diffidate dei timidi. Sono loro a comandare il mondo”

Il ragazzo riservato, preciso e dal talento meraviglioso che ha cambiato la moda e l’immagine della donna, ha il volto sottile e vive dell’interpretazione da applauso di Niney. L’attore attraversa i decenni, le frenesie, i successi, gli squilibri e le avventure estreme dello stilista con classe e tensioni emotive stupefacenti. Incarna i registri di una personalità geniale quanto instabile in un lavoro magnifico, affiancato dall’altrettanto splendido Gallienne. Suo è un impeccabile Bergé, amante e mentore, mecenate e confidente, compagno e complice di centinaia di collezioni, che cura tutt’oggi il patrimonio della Fondazione Yves Saint Laurent.

Alla morte nel 2008 del genio ribelle della haute couture, molti dei beni privati, da alcune abitazioni allo studio di Parigi, dal Jardin Majorelle in Marocco ai modelli originali dai tessuti ormai introvabili perchè oggi inesistenti, e dai mobili d’antiquariato fino ai quadri originali, sono tutti gelosamente custoditi dalla Fondazione, e sotto il benestare di Pierre Bergé in persona hanno fatto parte del film. È così che i costumi usati per le silenziose sfilate sono, ebbene sì, quelli originali, e non riproduzioni. Lungo tutta la narrazione intessuta da Lespert si legge l’origine novecentesca del moderno. Collezioni di cinquant’anni fa che viste oggi sembrano soltanto di trenta. Il che fa di Saint Laurent uno che non guardava anni avanti, ma decenni. E non stupitevi se agli applausi per quelle sfilate dai suoni così irreali – soltanto i passi sobri delle modelle, lo sventolio leggero dei loro abiti, i bisbiglii nel backstage e la discreta presenza in un salotto di ordinati giornalisti – vi colpirà talmente nel contrasto con le immagini shock di quelle odierne che portiamo dentro – cosce straslucide, andature aggressive, bassi fin nelle ossa, pubblico stipato e luci d’effetto – che qualche vostro vicino di poltrona potrebbe commuoversi.

Niney e Galienne sono straordinari nel far rivivere la storia travagliata ma indissolubile dei due compagni. Dalle corse sulla riva della Senna ai litigi, passando per i loro incroci di mani intorno alla modella Victoire, tutto è reso con toccante eleganza. Gli incontri con il giovane Karl Lagarfeld (Nikolai Kinski) o con un Andy Warhol ridotto a comparsa su un divano durante un festino fanno da base di colore a due caratteri femminili affascinanti: la designer di gioelli Loulou de la Falaise (Laura Smet) e Victoire Doutreleau, la modella indomabile con le fattezze incantevoli e sferzanti di Charlotte Le Bon. L’unica biografia cinematografica di Saint Laurent accolta da Bergé è un piccolo viaggio nel tempo.

Non è semplicemente un film imperdibile con due attori della compagnia teatrale parigina Comédie Française, o dalle meravigliose ricostruzioni d’epoca. Film vellutato e a tratti crudo, dalla storia d’amore tra Pierre e Yves alla dissoluta omosessualità del genio tormentato, dalle sistemazioni, sulle indossatrici, dei drappi in vita alla svolta Mondrian, dalle eleganti cene bagnate da Chatoubriand alle retate sotto i ponti della Senna, ogni dettaglio si fa evocazione, provocazione, una scheggia di estetica, di costume, che ancora oggi respira, minuscola ma imponente, sulle pagine patinate o negli spot, dalle passerelle laccate agli sguardi penetranti delle modelle, e soprattutto dagli abiti ai mutamenti negli stili di vita. Nel bene e nel male. Nel bello che fu e in quello che rinasce, o si inietta per restare tale.

Altre foto da “Yves Saint Laurent” sono sulla nostra pagina Facebook

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