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Cinespresso | September 25, 2018

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Alla Capannina il Trasimeno è servito

Alla Capannina il Trasimeno è servito
Francesco Di Brigida

Review Overview

Atmosfera
7.5
Cucina
6.5
Prezzo
7.5

Rating

Una piccola oasi di pace distesa sul Lago Trasimeno. Contenuto nei prezzi, qui genuinità, tradizione, accoglienza e natura la fanno da padroni, senza tralasciare un pizzico d’imprevedibilità e ricercatezza dalle note semplici e familiari.

Sulla sponda di Castiglione del Lago un ristorante di specialità tipiche del Trasimeno. Antiche ricette e sapori d’acqua dolce

Accomodandosi sulle sedie verniciate di bianco del Ristorante La Capannina il panorama del Trasimeno non si perde, anzi. Tra antiche persiane che diventano quadri o portariviste e le barche in disuso per colorare il giardino, le decorazioni con il sughero dei tappi piuttosto che le tele in iuta come tendaggi densi di storie la sala è ampia, ma l’arredamento curato intorno al riciclo dei materiali la rende comunque intima e non dispersiva. Dai tavoli bianchi e raccolti lo sguardo riesce a volare fuori dalle grandi vetrate che abbracciano il locale verso il lago circondato di verde e i suoi kitesurfer.

Specialità del luogo, soprattutto nella sua preparazione, qui è il Brustico. Tradizione vuole che pesci come il luccio, il persico reale e la tinca (ma la ricetta si apre anche su altri pesci della zona) siano cotti su grandi griglie all’aperto tra le fiamme delle canne di lago. Strofinando via squame e pelle annerite dal fuoco la grigliata è pronta per essere condita da olio, limone, sale e pepe. È uno di quei grandi piatti essenziali che possono comporre un pasto quasi completo, ma qui lo si può provare anche in versione small, inserito in un bel misto d’antipasti insieme a Bruschette di tinca affumicata, Bruschette di uova di carpa regina, Tris di latterini – piccoli pesci serviti interi e da spizzicare come chips – alla scapece, fritti, o, stuzzicante accostamento, all’aceto d’arancio. Ma nello stesso piatto troverete anche il Bottone del pescatore, una polpetta di pesce dove tra gli altri svetta il carassio e una gustosa Marinata o Insalatina di persico trota. I pesci protagonisti sono luccio, scardola e cavedano. E dulcis in fundo, una Bruschetta di Fagiolina del Trasimeno, una qualità di piccolo fagiolo autoctono recentemente ricoltivato.

Tra i primi più interessanti sono i Pici alle uova di regina, una pasta acqua e farina stesa a mano avvolta dalle piccole uova di carpa, ma anche le succulente Tagliatelle alla tinca, in bianco e dall’invitante aroma fumé. Nella carta, generosa anche con le varietà di carne, ma più caratteristica e coinvolgente sulla cucina lacuale si trovano anche primi accompagnati da gamberi d’acqua dolce.

Sui secondi invece il Fritto di persico e gamberi della Louisiana è la sorpresa di un gustoso crostaceo che scopriamo essere il famigerato gambero killer. Proprio la specie da anni insediatasi in larga parte delle acque dolci italiane, pericolosa per gli equilibri di molti ecosistemi. «Un modo per renderlo utile e insieme di limitarne il numero, è quello di utilizzarlo in cucina». Ha raccontato Guido Materazzi, titolare della Capannina e profondo conoscitore del lago. «Sono crostacei di bella presenza e di buon sapore, non polposi come quelli di mare ma adatti anche a sughi e primi». Con la sua associazione per il ripristino e la catalogazione di antiche barche da pesca del Trasimeno, l’Arbit, Materazzi è molto attivo nella vita e salvaguardia della natura trasimena, e molto disponibile a raccontare ai propri ospiti il lago e i suoi percorsi più suggestivi.

Oltre un fritto croccante al punto giusto ma dal cuore candido e consistente, si possono scegliere la Trota ripiena della Val Nerina, pesce nobile dalle carni ottime ma un po’ carico nel ripieno, o altri pesci come l’anguilla e il pesce gatto in diverse e invitanti declinazioni di un’Umbria lacustre piena di belle realtà gastronomiche nascoste tra i borghi delle colline circostanti.

Se tra i pesci La Capannina non fa mancar nulla ai suoi commensali, anche la carta vini è piacevole e senza orpelli. Da segnalare tra i bianchi e i rosati del territorio il Grechetto della cantina Duca della Corgna del 2011, robusto in gradazione e bilanciato tra buona acidità e un aroma incisivo. E per chi preferisce le birre c’è la Lake, di produzione trasimena, bionda e fresca, adatta ad accostamenti meno impegnativi. Mentre per i dolci è da segnalare la Vinata di farro con ricotta. Abbondante nella porzione e fortissima nel sapore di mosto e cereali, l’antica ricetta è ben tagliata con la gentilezza del formaggio. Il ristorante sul lungolago di Castiglione del Lago è una piccola oasi di pace distesa sullo specchio d’acqua appenninico. Contenuto nei prezzi, qui genuinità, tradizione, accoglienza e natura la fanno da padroni, senza tralasciare un pizzico d’imprevedibilità e ricercatezza dalle note semplici e familiari.

Altre foto della Capannina sono sulla nostra pagina Facebook

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