Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Cinespresso | January 24, 2019

Scroll to top

Top

No Comments

Incontro con il cast di “Una domenica notte”

Incontro con il cast di “Una domenica notte”
Francesco Di Brigida

Dal 20 febbraio al cinema nei circuiti Classico e Off della Distribuzione Indipendente. Il racconto della prima uscita del cast al completo

«Mi ha abbordato su Facebook Giuseppe Marco Albano. Io devo tutto ai giovani. Voi sapete che se sono qui è grazie a Matteo Garrone, che mi chiamò quando era ancora sconosciuto. Amo lavorare con i giovani perché hanno sempre qualcosa di nuovo da dire. Così alla proposta di Giuseppe mi sono chiesto “perché no?”». È stata la confessione di un soddisfatto Ernesto Mahieux per la sua partecipazione a Una domenica notte. Alla presentazione romana con la stampa della commedia tutta lucana erano presenti gli attori del cast, insieme al regista e al produttore Paolo Mariano Leone.

È la storia di una quotidiana lotta di un regista senza successo per realizzare il suo film di zombie. Nella commedia agrodolce, ma con sfumature splatter e grottesche, Francesca Faiella interpreta la compagna del protagonista. «Grazie a questo film ho scoperto anche la Basilicata, che non avevo mai visitato. Ho vissuto tutto il contesto del film». Ha affermato l’attrice, comunicando con un ampio sorriso quanto il set e tutte le pittoresche location siano state per lei una scoperta.

Lo sceneggiatore Antonio Angrisano è anche protagonista nel ruolo dello sfortunato regista Antonio Colucci. Così alla domanda sibillina sull’autobiografismo dello script, ha risposto non senza una frecciata polemica: «Non è un film autobiografico, ma sicuramente sincero. Di autobiografico c’è giusto la vita di provincia nella quale siamo immersi. In un momento in cui il nostro cinema è profondamente insincero, sia che si tratti di Sorrentino e Garrone, sia che si tratti di nuovi autori della commedia all’italiana, sono contento di aver lavorato al nostro film». Forse il suo riferimento sta nelle messe in scena, spesso troppo pilotate da sponsor e product placement. Sta di fatto che sulla costruzione fotografica e scenica del nuovo lavoro ha aggiunto: «Anche scenograficamente la nostra provincia si vede molto. Non abbiamo le case laccate romane, come siamo abituati a vedere nel cinema di oggi».

Il commento del produttore di Camarda Film sulla curiosità intorno al budget è stato sentito invece, quasi intimista. È raro che un producer mostri se stesso così umanamente. «La sceneggiatura era molto bella, per questo ci abbiamo scommesso». Ha affermato Leone. «Ma dopo le prime tre settimane il budget, già ben definito, si è quintuplicato. Abbiamo finito il film lo stesso, altrimenti saremmo rimasti con un mediometraggio senza neanche il finale». Puntualizzando poi: «Ma ne è valsa la pena».

A  stemperare in una battuta è stato invece l’autore/protagonista. «In realtà la sceneggiatura finiva con un’invasione di zombie… Ma per i costi non potevamo più permettercela». Ha scherzato Andrisano sotto un sorriso sornione che ha guadagnato la risata soddisfatta della sala. Poi Leone ha continuato il racconto della sua esperienza: «Onestamente, l’avevamo presa come una sfida, un gioco. Vivendo a Bernalda, il paese originario di Francis Ford Coppola, tutto sa un po’ di cinema. Così non avevamo considerato appieno i costi per le varie location del film». Chiosando in una freschezza e una trasparenza sorprendenti.

“Ormai tengo qualche 30 chili di più…Ma comunque…”

In questa piccola commedia surreale ci sono brevi intermezzi di provini in bianco e nero dalla comicità trascinante, un po’ alla Cinico TV, coniugata però al positivo. Intorno alla veridicità di quelle facce affamate di cinema Albano ha spiegato: «I provini sono presi anche dalla realtà. Siamo abituati a essere fermati quotidianamente per una parte. Sono situazioni reali. E molte le abbiamo girate proprio così». Ridendo poi insieme ai giornalisti su alcune scene come quella del figurante che dal suo repertorio improvvisa il verso di una gallina.

Un lavoro attoriale interessante permea tutta la pellicola. Un fioccare di caratteri, personaggi irriverenti, folli o meschini che popola il piccolo circo lucano di questo esordio del giovane regista già vincitore di un Nastro d’Argento per il suo cortometraggio, Stand by me, nel 2012. Proprio in questa dimensione l’improvvisazione è stata un elemento interessante. Infatti per Francesca Faiella: «L’improvvisazione c’è stata, ed è stato proprio quello il bello». E continuando: «In questo, Giuseppe ci ha dato man forte, ed è stato assai divertente». «Per esempio, la scena in cui facciamo l’amore non c’era sul copione!». L’ha incalzata lo sceneggiatore. «Però io ho deciso di dargli un bacio, invece di trattarlo sempre in maniera isterica». Ha concluso lei divertita dal battibecco.

Mahieux invece ha spiegato uno di quei dettagli che rendono un personaggio secondario un character importante. «Qualche battuta è mia. E poi gli schiaffetti che do ad Alfio sono una mia invenzione. Mi piaceva creare una vittima nella scena. Comunque è stato un piacere lavorare co’ stu guaglione!». Ha concluso allegramente, con la napoletanità che lo distingue dentro e fuori dal set.

Dal 20 febbraio Una domenica notte è nei cinema. C’è tanta Basilicata, anche se poco mare e si ride molto per una comicità graffiante. Non ci saranno Gassman, Papaleo nè il simpatico mutismo di Max Gazzè, ma il film è genuino e merita la sua chance.

Cliccando qui, potete vedere tutte le foto del cast di Una domenica notte

Submit a Comment

UA-40058008-1