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Cinespresso | December 9, 2019

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Aimer, boire et chanter di Alain Resnais

Aimer, boire et chanter di Alain Resnais
Valeria Brucoli

Review Overview

Cast
8
Regia
8
Script
8

Rating

Resnais porta il teatro nel cinema affidandosi esclusivamente alla presenza scenica degli attori.

Anno: 2014 Durata: 108’ Distribuzione: unknown Genere: Commedia Nazionalità: Francia Produzione: F Comme Film, France 2 Cinéma, Canal Plus Regia: Alain Resnais Uscita: unknown

Aimer, boire et chanter è una pièce teatrale messa in scena e filmata nell’hic et nunc della sua rappresentazione

Si apre il sipario e gli attori sono in scena. Nella cornice di uno spazio scenico di cartoncino e fiori di carta colorati, ognuno è al suo posto, con il suo copione in mano, e scandisce le battute che gli spettano quando arriva il suo turno. Ma gli attori sono allo stesso tempo attori del film, della pièce teatrale che interpretano, e di quella che stanno provando a mettere in scena. Così Aimer, boire et chanter si fa teatro nel teatro, oltre che teatro nel cinema e Alain Resnais gioca a fare il drammaturgo, inserendo i suoi personaggi in una realtà chiaramente finzionaria, priva di elementi realistici, quasi disegnata e applicata sullo sfondo come un libro a più dimensioni.

Non a caso  Aimer, boire et chanter nasce dalla penna del drammaturgo inglese Alan Ayckbourn, che con Life of Riley ha dato vita alle scaramucce delle due coppie di coniugi attempati intenti a mettere in scena una commedia, mentre cercano di gestire la tragica notizia della morte imminente dell’amico George. Senza mai comparire in scena, George è onnipresente negli affascinanti racconti di Tamara, Monica e Kathryn che l’hanno vissuto come amico e come amante in diverse fasi della loro vita. L’uomo dei sogni, attento, premuroso e passionale sta per svanire e nelle poche ore che lo separano dalla morte George scuote la vita matrimoniale delle donne della sua vita, le turba, le fa vacillare e mette davanti ai loro occhi i problemi di coppia che per anni hanno nascosto sotto il tappeto.

Amori, tradimenti, piccole manie e desideri inespressi innescano il meccanismo frenetico di questa commedia dal retrogusto amaro, in cui l’incombenza della morte spinge a rivalutare la vita e ad accenderla di nuovo con i colori accesi della primavera e della giovinezza perduta. Resnais riflette sul tempo che passa e sulla morte con una delicatezza d’altri tempi, disegnando insieme ai suoi personaggi il bozzetto di una scena vivace, composta di parole più che da immagini. La parola e la presenza scenica dei personaggi sono i veri protagonisti dell’intreccio, su un’azione e una scenografia minimali e ridotti all’osso. In un mondo volutamente onirico Aimer, boire et chanter si pone come l’essenza del teatro filmato e riesce a creare uno straordinario mondo finzionario basandosi esclusivamente sul potere della parola e dello scontro dialettico senza far sentire neanche per un momento la mancanza dell’orpello del set cinematografico.

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