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Cinespresso | November 14, 2019

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San Francesco. Il gusto dell’Umbria davanti alla Basilica

San Francesco. Il gusto dell’Umbria davanti alla Basilica
Francesco Di Brigida

Review Overview

Atmosfera
8.5
Cucina
8.5
Prezzo
6.5

Rating

Gli ingredienti del territorio qui sono di casa. Vi si possono trovare ricette medioevali riportate alla luce e ridimensionate caloricamente. Prezzi non altissimi ripagano con abbondanza e qualità.

Abbiamo visitato il Ristorante San Francesco, accogliente punto di ristoro per turisti e pellegrini  con vista sulla Basilica intitolata al Santo

Sacro e profano si sfiorano ad Assisi. Anzi si fronteggiano abbracciando il grande prato di fronte alla Basilica di San Francesco. Da una parte uno dei luoghi di culto più importanti d’Italia, e dall’altra il ristorante di Carlo Angeletti. Mi racconta che suo padre lo costruì nel 1945, ampliando il bar attiguo all’omonimo hotel diviso poi in proprietà tra gli altri fratelli. La caffetteria è racchiusa da antiche mura. Mattoni in pietra che caratterizzano tutta la città alta di Assisi. Dentro invece grandi banconi di piccola rosticceria, dolci da thè e cioccolatini made in Venchi posizionati ad angolo accolgono tavoli d’epoca con ripiani in marmo, e divanetti dalle imbottiture in velluto rosso.

Da un piccolo uscio si apre la sala ristorante. Calda e accogliente soprattutto in periodi invernali come quello natalizio. Tanta pietra nelle pareti, e lunghe credenze verniciate di verde e panna. Ogni mese Angeletti, ama variare la carta menù. La sua inventiva parte dalla cucina e arriva all’organizzazione di serate ed eventi che coltiva anche dal suo Piccolo Teatro degli Instabili. Per dicembre tra gli antipasti spicca il classico Antipasto d’Inverno. Corposo ensemble di fritti con carciofo, pomodoro, Pecorino di Fossa, fiore di zucca, arancino, e salvia in versione croccante, ma asciutti, con un generoso accompagnamento di mignon di torta al testo e polentina con tartufo.

Gli ingredienti del territorio qui sono di casa. Come la cipolla di Cannara, il sedano nero di Trevi, la patata rossa di Colfiorito. Così tra i primi si possono gustare gli Umbricelli al tartufo nero come le Lasagnette di grano saraceno con lenticchie e ricotta stagionata. Ma d’inverno regine della tavola, da queste parti diventano le castagne. Un primo fenomenale sono proprio i Tortelloni con castagne burro e salvia. Fedeli alla dolcezza del frutto secco sono da provare senza e con l’aggiunta di parmigiano, che ne rinforza l’aroma.

Anche i vini fanno la loro parte al San Francesco. C’è molta Umbria ma si spazia anche verso altri territori. Restando nella regione priva di mare ci sono il bianco Grechetto di Montefalco, morbido ma corposo, ma anche il Rosso di Montefalco della Cantina Antonelli. Più strutturato, profumatissimo e più adatto per le carni e i primi robusti. I secondi sono forse il motore della cucina umbra. Ricette medioevali riportate alla luce, ridimensionate caloricamente e proposte dal titolare in cene a tema per le quali confessa di avere una grande passione, condivisa dalla moglie, Antonietta Angeletti, suo alter ego nell’organizzazione e per la cura della sala.

Si possono provare il Bollito misto alla mostarda d’uva o il Cosciotto d’agnello farcito ai carciofi. O ancora l’ottimo Carrè di suino dorato al finocchio selvatico e arancia. Ma per parlare in termini cinematograficamente festivalieri, una menzione speciale la merita il Cinghiale stufato con bacche di ginepro. Tenerissimo e con una salsa vellutata che rivela la sorpresa gradita e preziosa di funghi porcini alternati all’asprezza boschiva delle bacche.

Coronata da foglie di alloro che riportano ad antiche tradizioni arriva anche la Parmigiana di cardi. Una ricca copertura di mozzarella, prosciutto, pomodoro e mollica serra un cardo forse un po’ troppo delicato per la ricetta, tanto da sacrificarsi nel riconoscimento tra gli altri sapori. Soprattutto per chi non ne conosce molto il gusto gentile, tenue per sua natura, tanto quanto dura e spinosa ne è in realtà la pianta.

In prossimità del Natale è impossibile evitare dolci legati alle Festività, pur destrutturandoli in dessert originali. Così la cucina di Angeletti propone dolcezze come lo Sformatino di panettone con cioccolato bianco alla crema e il Semifreddo di torrone con salsa di pistacchio. Ma è guardando ai muffin americani e agli internazionali marron glacé che invece colpisce, anche nella presentazione il Tortino di cioccolato in salsa di cachi. È raffinatissimo nella sua pasta friabile dal cuore di crema nera. Quasi bollente. Dolce quanto decisa, posata però su una colata zuccherina nell’arancione del frutto autunnale per eccellenza. Un piatto che sintetizza il carattere turistico del ristorante quanto la sua immersione gioiosa tra i sapori dell’Umbria.

Il San Francesco è un ristorante dove si può mangiare guardando da gandi vetrate la Basilica di San Francesco. Una vista che su altri monumenti è molto più sfruttata economicamente dai locali. Non è ovviamente a buon mercato. I prezzi però non sono altissimi, e ripagano con abbondanza e qualità.


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