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Cinespresso | November 19, 2019

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Ruffino: un progetto per raccontare il territorio attraverso la cultura

Ruffino: un progetto per raccontare il territorio attraverso la cultura
Roberto Guidarini

A Firenze, il 7 e l’8 dicembre, due serate all’insegna del teatro e del vino nella chiesa di Sant’Onofrio

A margine della rappresentazione di “Solo Anna”, un monologo di Lidia Vitale tratto dal testo teatrale di Franco D’Alessandro, Roman Nights, sulla vita di Anna Magnani, la prestigiosa cantina Ruffino ha offerto una degustazione di due dei suoi vini più rappresentativi: un Chianti docg e un Chianti Classico Riserva docg.

Ruffino nasce nel 1877 dalla passione e dall’amore per la propria terra di due cugini: Ilario e Leopoldo Ruffino. Ad oggi è una delle aziende vitivinicole italiane più conosciute e più apprezzate in tutto il mondo; punto di riferimento nel cammino evolutivo dell’intero settore vitivinicolo italiano attraverso il ventesimo secolo.

Durante l’evento abbiamo incontrato Anna Casodi; Marketing & Communication Coordinator di Ruffino; gli abbiamo fatto qualche domanda per saperne di più:

Da dove nasce l’idea di appoggiare questa manifestazione?

«L’idea nasce dalla volontà di sviluppare il progetto Accademia Ruffino; ovvero un cappello concettuale all’interno del quale Ruffino cerca di sostenere il vino tramite iniziative culturali come teatro, cinema e design. Cerchiamo quindi di raccontare il vino anche tramite altri settori e iniziative. In questo caso ci è piaciuto molto il format, in cui si esce dalla scenografia teatrale classica e si vive un’esperienza di teatro in un modo più intimo e raccolto, vivendo gli spazi in modo diverso».

Che vini avete proposto in degustazione?

«Abbiamo deciso di portare due dei vini che più ci rappresentano. Il nostro Chianti Classico Riserva Ducale, chiamato così perché dedicato al Duca d’Aosta che nel 1927 venne a Firenze, si innamorò di questo vino e cosi Ruffino diventò fornitore ufficiale della casa reale dei Savoia. L’altro è il Chianti Superiore, proposto in una nuova edizione dello storico fiasco che Ruffino ha portato nel mondo; fiasco che a breve sarà presente anche in un film in uscita nelle sale proprio in questi giorni».

Ci racconta qualcosa di più sul percorso evolutivo di Ruffino e su com’è strutturata oggi l’azienda?

«La nostra azienda nasce nel lontano 1877 dal sogno di due cugini, Ilario e Leopoldo, in un’epoca in cui il vino era considerato come un alimento facente parte del pasto piuttosto che come lo viviamo adesso ovvero come un elemento accessorio ad esso. A quel tempo il vino era pensato per essere consumato nel giro di un anno; la loro intenzione, invece, era quella di proporre un vino da uve più selezionate e pensato per essere invecchiato anche per lunghi periodi. Da questo sogno gli anni passano, l’azienda passa in altre mani, si sviluppa acquisendo tante tenute in Toscana e iniziando a produrre diverse tipologie di vino in aggiunta al Chianti. Arrivando ai giorni nostri, due anni fa l’azienda viene acquisita da una grande multinazionale americana che si occupa di vino in tutto il mondo, Constellation Brands (www.cbrands.com). Ruffino è l’unica azienda italiana controllata da questa multinazionale che, in realtà, invece di snaturarla, le dà un grande impulso con lo scopo di poter continuare a innovare e investire per svilupparsi e creare nuovi vini».

In quanti paesi del mondo sono presenti i vini di Ruffino?

«La nostra è un’azienda che punta molto, oltre al territorio nazionale, sui mercati esteri. Ad oggi esportiamo in ben 94 paesi del mondo e, in alcuni, siamo presenti da moltissimo tempo. Curioso è l’aneddoto per cui, nel periodo del proibizionismo, il vino Ruffino veniva venduto nelle farmacie degli Stati Uniti come “prodotto tranquillante”. Questo fa capire da quanto tempo siamo presenti in America e da quanto tempo portiamo il nostro fiasco nel mondo».

La tenuta di Poggio Casciano, alle porte di Firenze, accoglie ogni anno visitatori da tutto il mondo; ci racconta qualcosa in più?

«La tenute di Ruffino, ad oggi, sono sei e sono sparse in tutta la Toscana: Poggio Casciano, Montemasso, Santedame, La Solatia, Gretole e Greppone Mazzi. La tenuta di Poggio Casciano, dove viene affinato uno dei nostri migliori vini, il Modus, ha una bellissima villa rinascimentale: la Barricaia, che è il nostro biglietto da visita per chi ci vuole venire a trovarci. Ospitiamo tutto l’anno persone da ogni parte del mondo e gli facciamo conoscere il nostro territorio e i nostri vini. Inoltre questa tenuta è molto vicina e raggiungibile comodamente perché si trova a meno di 20 minuti dal centro di Firenze, alle porte del Chianti Classico».

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