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Cinespresso | February 25, 2020

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9° Saturno Film Festival, un’edizione tra cinema e cibo “familiare”

9° Saturno Film Festival, un’edizione tra cinema e cibo “familiare”
Ireneo Alessi

Si è svolta a Roma, presso lo spazio Ex-Gil, ad un passo dal Nuovo Sacher e a due da Trastevere, la conferenza stampa della 9ª edizione del Saturno Film Festival, la manifestazione dei Castelli che quest’anno approda a Velletri

Fondato dalla produttrice Mariella Li Sacchi nel 2005, in seguito all’esigenza di far convergere cinema, mito, storia e leggenda, il Saturno Film Festival, la cui direzione artistica è da sempre affidata al critico Ernesto G. Laura, giunge alla sua 9ª edizione sotto la presidenza di Giuliano Montaldo. Fra le novità del festival itinerante dei Castelli Romani vi è il cambio di scena, che quest’anno si svolgerà da lunedì 9 a sabato 14 dicembre nell’inedita cornice del comune di Velletri.

Come di consueto, il festival si propone di affidare al cinema la riflessione su un tema di attualità, in un susseguirsi di proiezioni, dibattiti e convegni con politici, sociologi, giornalisti, filosofi, docenti, autori e produttori nella convinzione che l’arte cinematografica sia per eccellenza luogo di testimonianza del cambiamento della società, dell’incontro dell’attuale con la storia. Dopo temi fondamentali affrontati nel corso degli anni come il terrorismo, la legalità e l’ambiente, il nucleo su cui verteranno le proiezioni e gli eventi di questa nuova edizione sarà la “famiglia”.

Tra i presenti, oltre allo stesso Montaldo, anche gli assessori Lidia Ravera ed Emanuela Treggiari, i direttori artistici Laura e Li Sacchi ed anche Luigi Cecinelli, regista di Niente può fermarci, del 2013, tra i film in programma al festival giovedì 12 dicembre.

A prendere la parola dallo ‘spazio’ Ex-Gil, significativa location nonché una delle opere architettoniche moderne di rilievo della capitale, è proprio “quel marziano genovese a Roma” vale a dire Giuliano Montaldo:

“Sono esattamente 64 anni che mi arrabatto in questo meraviglioso mestiere. Ho iniziato con Carlo Lizzani (Achtung! Banditi!), all’età di vent’anni. Ero rapito, trovavo bellissimo raccontare come eravamo per sapere chi siamo… anche se ogni volta siamo diversi”

A detta del presidente, il Saturno Film Festival rappresenta un progetto di senso oltre che un’importante dicotomia cinema-storia. Un tema pressoché sconosciuto ai giovanissimi, lontani dall’esperienza dei cineforum.

“Il cinema vive uno dei suoi tanti momenti difficili… mi auguro che possa ritrovare quella forza e quella grinta che avevamo allora, quando i film si facevano lo stesso anche se venivano bocciati i finanziamenti da parte del Ministero. Il nostro è stato un caso senza precedenti dove, attraverso una sottoscrizione popolare a Genova siamo riusciti a far nascere la cooperativa Spettatori Produttori Cinematografici e a raggirare l’ostacolo… quindi non è vero che i genovesi hanno le braccia corte”

Anche se il regista confessa che molto dipende dal contesto socio-culturali rappresentato nel film, l’impianto storico-critico ed iconografico può sollevare l’interesse e la partecipazione al film. In definitiva, se si ha la determinazione giusta i film si possono fare.

Velletri è una cittadina particolarmente cara a Montaldo perché fu l’ultimo rifugio dell’amico Gian Maria Volonté, un luogo dove “ha ritrovato una grande voglia di stare con la gente, cosa che aveva perso a Roma – continua lo stesso – Io sono presidente tra l’altro dell’associazione Gian Maria Volonté di Velletri e sono contento che il Saturno sia sbarcato proprio a Velletri perché è un modo per dire noi ci siamo, una naturale continuazione. Viva il cinema e l’amore per esso”.

Mariella Li Sacchi sottolinea, invece, come in un momento in cui tutto ciò che riguarda la cultura viene tagliato il festival al contrario continua ad andare avanti con determinazione perseguendo i propri obiettivi. Il Saturno, da sempre legato al territorio circostante e alla ciociaria, conferma la sua natura itinerante:

“Spero in futuro di costruire una rete culturale tra i comuni dei Castelli Romani al fine di unire tutte le risorse culturali”

Tuttavia, la vera vocazione del festival sono i giovani. Una delle missioni del festival, infatti, sin dalla sua nascita, è quella di sensibilizzare e avvicinare gli studenti delle scuole medie inferiori e superiori al cinema, quale luogo di conoscenza e di crescita imprescindibile. Ogni anno sono diverse le scuole coinvolte insieme agli insegnanti. Un impegno rimarcato dal tema della famiglia nel terzo millennio.

Degna di nota la campagna di quest’anno attraverso la quale i giovani possono raccontare le proprie famiglie nella vita quotidiana, riprendendo con mezzi alla loro portata, quali gli smartphone. Altra iniziativa rivolta ai giovani è  “Vieni, vedi e vota” mediante la quale si cercherà di renderli spettatori attivi chiedendo loro una riflessione sul film in programma “Tutti contro tutti” di Rolando Ravello.

Da non perdere, l’appuntamento del 10 dicembre alle ore 18:30 “Cibo locale e cinema” un connubio volto a celebrare il Terra Madre Day, la giornata in cui Slow Food festeggia ogni anno in tutto il mondo il cibo locale. L’evento sarà, inoltre, un’occasione per  presentare le guide Slow Wine e Osterie d’Italia insieme ai rispettivi curatori regionali, Fabio Turchetti e Paolo Battimelli.

Nel corso della serata interverranno la presidente di Slow Food Lazio Francesca Rocchi, l’autore di Hostaria Cinema Giancarlo Rolandi e numerosi produttori tra cui Cataldo Piccarreta de Le Rose, Matteo Ceracchi di Piana dei Castelli, Vincenzo Mancino di Dol, Alessandra Ripanti della Biscotteria Suljma, Piera Palma de Il Porcospino, Antonio Greco de L’Ulivarella. Un breve dibattito per parlare di vini, cucine, tradizioni, di uomini e di donne, delle loro passioni e di tutte le incursioni del cibo nella storia del cinema per concludere con un aperitivo servito direttamente dai produttori rappresentati.

Sempre a favore del dialogo sulla famiglia, mercoledì 11 vi sarà un importante convegno sul tema con la presenza di esperti del settore tra cui il vescovo di Velletri Mons. Vincenzo Apicella, il consigliere Caterina Cittadino, capo del dipartimento per le politiche della famiglia e Donata Francescato, psicologa di comunità.

Per Ernesto G. Laura fare un festival seppur piccolo, in Italia è un atto di coraggio. Destino comune a molte manifestazioni di questo tipo è, infatti, morire o protrarsi con spirito volontaristico perché il profitto non è contemplato. Sono pochissimi nel mondo i festival che parlano del rapporto tra il cinema e la storia. In Italia il Saturno è l’unico. Ma ciò cui si riferisce il direttore artistico non è l’attenzione al singolo genere o al colossal, inteso come ricostruzione di un grande conflitto del passato piuttosto il cinema come strumento di indagine sul passato e sull’evoluzione dei costumi.

Piero Melograni, storico ormai scomparso, ospite proprio della prima edizione del Saturno affermava: “Quando penso a Napoleone non riesco a dissociarlo da quello che l’immaginario cinematografico ha messo dentro di me” perché il cinema anche con tutte le sue falsificazioni storiche, propone delle immagini che ci rimangono dentro.

Agli occhi del direttore artistico: «guardare attraverso il cinema quel passato che confluisce nel nostro presente e ci prepara al futuro è l’ambizione del Saturno. Il nome del festival poi non è un caso perché è il nome che i Romani hanno dato al dio greco Kronos, cioè del tempo, della storia. Giunto dal Mediterraneo fino alle coste del Lazio,  dopo la cacciata dall’Olimpo, è divenuto in seguito, nell’ambito della religione romana, Saturno, protettore dell’agricoltura. A conferma di ciò che ha affermato la stessa Mariella Li Sacchi sul territorio».

Conclude Laura: «Il cinema è nato come fenomeno sociale non solo perché parlava della contemporaneità ma perché mette insieme, unisce nelle sale. E a proposito di sale, noi attraverso le proiezioni al Teatro Artemisio Gian Maria Volonté rendiamo omaggio a un grandissimo attore che particolarmente si è legato alla storia di ieri con Giordano Bruno di Montaldo e alla storia di oggi con il personaggio di Aldo Moro, rimanendo sempre un uomo della contemporaneità impegnato nelle lotte civili, politiche e culturali, sostenitore della memoria storica. Che questo spettacolo del cinema possa continuare a vivere anche aldilà dell’evoluzione dei costumi».

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