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Cinespresso | October 16, 2019

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Woody Allen torna a casa: “Blue Jasmine”

Woody Allen torna a casa: “Blue Jasmine”
Francesco Di Brigida

Review Overview

Cast
8.5
Regia
8.5
Script
8

Rating

Il nuovo film di Woody Allen è un'altra bella tessera del grande mosaico che è la sua filmografia. Una pellicola sobria e davvero gustosa che mette in luce la protagonista in maniera incredibilmente incisiva per un character non simpatico, ma controverso.

Anno: 2013 Durata: 98′ Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia Genere: Commedia Nazionalità: Usa Produzione: Perdido Production Regia: Woody Allen Uscita: 5 dicembre 2013

Cate Blanchett interpreta Jasmine, una donna ricca e superficiale che scoprirà la sua fragilità insieme alla sorella Ginger. Il gradito ritorno del regista newyorkese per antonomasia

Ci sono voluti altri tre film in Europa dopo Basta che funzioni, per far tornare a Manhattan il maestro della commedia più raffinata e pungente d’America, e non solo. Era dal 2009 che Woody Allen non dirigeva un set nella sua New York, e per questo ritorno ha diviso le ambientazioni di Blue Jasmine tra la Grande Mela e San Francisco. Jasmine è intanto una grande Cate Blanchett. Donna snob che vive a Park Avenue con il ricco marito Hal, un sempre puntuale Alec Baldwin, esperto di grandi investimenti finanziari, dalla dubbia onestà e con la smodata passione per le belle donne che lo circondano. Come un congegno a orologeria tutto arriverà a un’acme per riazzerare la vita della donna facoltosa, ma non realmente talentuosa, verso la San Francisco più umile e morigerata della sorella Ginger. Donnina onesta e piena di sincero affetto e ammirazione per la sorella “più fortunata”, che ha il volto qui accogliente e fiducioso di Sally Hawkins.

“L’unico cocktail che mi aiuta davvero è il Vodka Martini”

È la serena ammissione della protagonista in un momento di pedante loquacità con una vicina di posto in aereo. Il racconto di Allen procede con una serie di flashback sulla vita di Jasmine tra saune, yoga, estenuanti organizzazioni di cene di beneficienza, il voltare le spalle sui presunti illeciti finanziari di Hal e la miope percezione delle sue relazioni di lavoro, in realtà fedifraghe, con altre donne. Il piano temporale della storia è diviso a metà. La prima comprende la vita agiata newyorkese fino al momento in cui sarà necessario tornare da Ginger. La seconda metà è ambientata nella nuova situazione a San Francisco. È questo il presente narrativo, mentre è la prima ad essere esposta dall’autore in forma di ricordo. Una divisione con cui è piacevole rincorrere la storia e ricomporre il passato dai pezzi che il regista offre man mano allo spettatore.

Allen per l’occasione mette insieme un altro piccolo pantheon di attori molto efficaci, variegati e dai character ottimamente scritti. Ci sono Bobby Cannavale, Andrew Dice Clay e Peter Sargaard. E poi Michael Stuhlbarg, protagonista di A serious man dei fratelli Cohen, lo stand up comedian Louis C.K. e Max Casella.

“Qui le vongole sono freschissime. Sono fresche, fresche. Se ne mangi una avariata… Mmh… è meglio non essere mai nati”

È proprio il buffo personaggio di quest’ultimo a invitare la protagonista all’assaggio di mitili della California, in un improbabile incontro. La commedia di quest’anno non porta soltanto linee di humor, ma il dramma esistenziale ai confini dell’esaurimento della protagonista. Fissata con Blue Moon, leitmotiv che segna il film nella colonna sonora, nel titolo e nel mood più profondo della Blanchett alleniana, la donna è fragile preda degli eventi. Su di lei l’attrice si è chiesta: «Jasmine è predisposta ad essere una fantasista, o sono le circostanze che la portano ad esserla? Esistono delle personalità più fragili, che non si sanno imporre nella vita reale. Jasmine è tra queste». Di lei sono meravigliosi gli sguardi taglienti su alcuni primi piani. Un buco della serratura che Allen offre allo spettatore per sbirciare nel vuoto costellato di acredine che le alberga nell’animo.

Il nuovo film di Woody Allen è un’altra bella tessera del grande mosaico che è la sua filmografia. La storia stavolta è realistica, tutta a stelle e strisce e mescola ad arte la commedia con il dramma esistenziale. Una pellicola sobria e davvero gustosa che mette in luce la protagonista in maniera incredibilmente incisiva per un character non simpatico, ma controverso. Difficile, ma circondato da tanti piccoli eroi positivi. Un’interpretazione quella della Blanchett, che guarda molto in alto.

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