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Cinespresso | April 9, 2020

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Il docu-amarcord “Vacanze al mare”

Il docu-amarcord “Vacanze al mare”
Francesco Di Brigida

Review Overview

Cast
7.5
Regia
8
Script
8

Rating

Mediometraggio acuto e prezioso che merita sia una distribuzione che i capitoli successivi dei quali Cavazzoni ha confessato aver accarezzato l’idea.

Anno: 2013 Durata: 60′ Distribuzione: Unknown Genere: Documentario, Commedia Nazionalità: Italia Produzione: Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia, Kinè, Pierrot e la Rosa Regia: Ermanno Cavazzoni Uscita: Unknown

Un documentario/blog che racconta le spiagge italiane tra video-documenti inediti, ricordi dell’immaginario e un irresistibile quanto totalmente imprevedibile commento del regista

Sorprendente, sarcastisco, incredibilmente divertente. Il lavoro di Ermanno Cavazzoni forse è stata la vera rivelazione, e probabilmente neanche considerando soltanto Prospettive Doc, la sezione nella quale era confinato per il Festival del Film di Roma, vista la vittoria finale di un altro documentario,Tir, presentato invece in Concorso.

Cavazzoni ha visionato centinaia di ore della Home Movies, un archivio che raccoglie migliaia di ore di filmati amatoriali e familiari che abbracciano tutto il novecento. Una miniera di Video8, VHS, Super8, 9,5mm e 8mm dai quali l’autore all’esordio registico, ha tratto materiale “da spiaggia” tra il 1920 e il 1980. Il risultato è una sciarada di amarcord. Immagini sgualcite ma ancora vivide nei colori e nei ricordi degli appartenenti al secolo scorso. La voce cadenzata dal tono indolente e accaldato ispeziona le usanze antropologiche che hanno portato l’uomo a frequentare luoghi caldissimi e scomodi dopo millenni di culture orientate verso la nobiltà della pelle chiara.

“E poi gelato per tutti. Ma il gelato a volte cade. Vabbè, siamo al mare”

Ermanno Cavazzoni è autore di diversi testi, tra i quali Il poema dei lunatici, dal quale è stato tratto La Voce della Luna, di Federico Fellini, sceneggiato insieme a Tullio Pinelli e allo stesso regista. Insegna Poetica e Retorica all’Università di Bologna, e per il suo primo lavoro dietro la macchina da presa – anzi, in questo caso più in sala di montaggio, vista l’origine di repertorio di tutte le immagini trattate – ha scelto un tema decisamente caldo, affrontandolo in maniera più che antropologica: zoologica. Così i bagnanti sono accostati a fenicotteri rosa in riproduzione, o tartarughe che insabbiano le proprie uova. La “deportazione” dei vacanzieri che accomuna le famigerate ferie alla Riviera di Acheronte, la rivelazione dell’Homo Litoralis e della figura mitica del Bagnino, la differenziazione poi tra maschi dominanti e maschi minori nell’ambito della conquista della Miss come esemplare selezionato della razza, sono solo alcuni dei concetti che la voce narrante del regista snocciola con una flemma spassosa, irriverente e illuminante.

E poi l’elegia del maschio da spiaggia fa spazio al dimenarsi della vita notturna in cerca di sollazzi e compagnia, e alla carnalità di certe mise succinte al cospetto del solleone quanto alle allegorie familiari dei bambini che scavano nella sabbia e poi giocano a tuffarsi. Sino a momenti di catartica riflessione estetica, come quello sulla bella ragazza col costume rosso. Le musiche hanno un ruolo di portato emozionale non indifferente.  Vincenzo Vasi e Giorgio Casadei hanno rieditato lo Stabat Mater di Giovabattista Pergolesi in versione liscio romagnolo, adattando i temi classici liturgici del Martirio, Passione e Crocifissione alla leggerezza litoranea delle canicole italiche. Metafora geniale per accostare la pelle bruciata dei vacanzieri al mistero antropologico che ha affascinato l’autore. Vacanze al mare è un mediometraggio acuto e prezioso che merita sia una distribuzione che i capitoli successivi dei quali Cavazzoni ha confessato aver accarezzato l’idea.

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