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Cinespresso | December 9, 2019

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Francis Lawrence e il cast raccontano “La ragazza di fuoco”

Francis Lawrence e il cast raccontano “La ragazza di fuoco”
Lorenzo Colapietro

Presentato in anteprima all’ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, il secondo capitolo di Hunger Games segue le vicende di Katniss e Peeta successivamente alla vittoria conquistata all’interno dell’arena. Ma qualcosa è cambiato a Panem e la “ghiandaia imitatrice” si trasforma in un simbolo di speranza

Quali sforzi e quali responsabilità produttive ha incontrato nel girare La Ragazza di Fuoco?

Nina Jacobson: «Per il secondo film sapevamo di essere più seguiti e con molto pubblico in più rispetto al primo, ma crediamo di non aver deluso i lettori dei libri e anzi, credo siamo anche riusciti ad attirare nuovi fan verso la saga. Volevamo essere molto fedeli al materiale della Collins e volevamo espandere l’universo di Hunger Games facendo vedere i distretti, la capitale, ecc. Sono stati inseriti nuovi attori a causa di tutti i nuovi personaggi del secondo capitolo. Sapevamo che le aspettative erano notevoli, ma bisogna sempre lavorare affinché la visione del regista possa realizzarsi».

Jennifer, è consapevole che lei ed il personaggio di Katniss siete diventati un modello per i giovani? Come è cambiate la sua vita dopo aver vinto un Oscar?

Jennifer Lawrence: «Quando ho letto questi libri avevo 19 anni e mi piace molto pensare che Katniss sia un modello da seguire. Sento di avere una grande responsabilità perché so che la gente mi segue e mi guarda. Sarò banale nel rispondere ma davvero la mia vita non è cambiata, Indubbiamente vincere un Oscar mi ha aiutato molto nella carriera ma a parte questo sono la ragazza di sempre».

Jennifer, lei è una delle protagoniste delle saghe più seguite dai giovani e presto al cinema la vedremo al fianco della nuova, e forse migliore, Hollywood. Avverte questa pressione?



JL: «Mi chiedono tutti la stessa cosa per cui comincio a credere di doverla sentire per forza, questa pressione. Amo profondamente il mio lavoro, magari è scontato quello che dico ma è così ed ho sempre accettato di lavorare in un film per interesse nei confronti del personaggio e della sceneggiatura. Non presto molta attenzione a questo quadro che lei dipinge e che anzi mi mette un po’ ansia. Vorrei essere un po’ più simile a Katniss nella realtà».

Jennifer, in quale personaggio tra quelli che ha interpretato si identifica di più?

JL: «Il personaggio con cui mi rispecchio maggiormente è Samantha di Like crazy (film del 2011 diretto da Drake Doremus). Di Tiffany de Il lato positivo (Silver Linings Playbook) ho apprezzato l’energia con cui cercava di vivere anche se non mi sentivo simile a lei nel modo di ragionare. Per quanto riguarda Katniss abbiamo in comune la fama, tutti la vedono diversa ma in fondo lei è rimasta la stessa ragazza di sempre ed è quello che succede a me continuamente».

Come ci si sente ad aver lavorato ad un film in cui il divismo cui sono soggetti gli interpreti rispecchia quello del film?


Francis Lawrence: «Riuscire a partecipare a questo progetto è stato straordinario. La Collins racconta una storia parlando ai teenager ma non trattandoli come teenager».

Josh Hutchinson: «È raro poter partecipare a qualcosa che ha tanto significato e peso sulle persone. Essere un attore è bello perché si possono raccontare belle storie. Questa storia è complessa e amplia il suo target di partenza usando tematiche come la famiglia, il combattere per i propri ideali, ecc.».

Sono ormai due anni che interpretate da questi personaggi, cosa si prova?

JL: «Crescere con un personaggio del genere è entusiasmante, una continua evoluzione interiore anche perché io sto crescendo con lei nonostante abbiamo un vissuto diverso».

Liam Emsworth: «Di Gale io condivido la passione, lui vuole combattere ma ha sempre dovuto trattenersi per salvaguardare le persone a cui vuole bene, ora non è più così. Come Katniss e Peeta si rifiuta di cedere anche a costo della sua vita, tutti e tre rifiutano di arrendersi».

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