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Cinespresso | May 23, 2019

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Il cinema israeliano in mostra al Kolno’a Festival

Il cinema israeliano in mostra al Kolno’a Festival
Francesco Di Brigida

Presentato ieri il programma del Pitigliani Kolno’a Festival, VIII edizione. Manifestazione romana a ingresso gratuito sulla cultura ebraica nel cinema israeliano

Dal 2 al 6 novembre torna a Roma il Pitigliani Kolno’a Festival. Unica rassegna cinematografica in Italia dedicata al cinema israeliano e di argomento ebraico, nelle sale del Centro Ebraico Italiano Il Pitigliani, la kermesse presenta tre Sezioni: Lungometraggi, Documentari e Cortometraggi. In programma ci sono un laboratorio e un incontro con registi e protagonisti della cinematografia contemporanea, ad accompagnare le proiezioni. Come il workshop intitolato Dal piccolo budget al grande schermo, con il regista Sahron Bar-Ziv, che, con il suo film d’esordio, Room 514, ha compresso i costi e i tempi di produzione arrivando a partecipare a 35 festival e una distribuzione internazionale. E poi l’incontro con il regista Ran Tal, per la proiezione del suo pluripremiato Children of the sun.

La conferenza di presentazione si è tenuta nella sede trasteverina del Pitignani, con la partecipazione di Livia Link, dall’Ambasciata d’Israele in Italia, Ronny Fellus, in rappresentanza del Centro Ebraico, Ariela Piattelli, direttrice artistica della manifestazione insieme a Dan Muggia, e Lidia Ravera, Assessore alla Cultura e allo Sport della Regione Lazio. «Siamo stati particolarmente selettivi perché abbiamo scelto per il festival soltanto 12 titoli, ma tutti di una qualità altissima, presentando 12 gioielli di cinema». Sono state le parole della direttrice artistica Piattelli. «Abbiamo lavorato per mettere in contatto realtà del cinema israeliano con quelle del cinema italiano. Ed è quello che spero accadrà nel workshop di Sahron Bar-Ziv sulla produzione low-budget». Il tema della memoria, il meccanismo di rimozione della Shoah, e l’evoluzione dei registi e della società nell’affrontare questi temi sono il fulcro del suo ragionamento, e il senso vero del percorso cinematografico che il PKF vuole marcare. «Non c’è che l’arte, capace di difenderci dall’intolleranza» ha aggiunto l’Assessore Ravera, continuando «dal razzismo più o meno maldestro, più o meno consapevole, da quella particolare forma di miopia che impedisce di vedere nell’altro, una persona diversa, ma uguale».

Per questa ottava edizione saranno in concorso tre titoli per la Sezione Lungometraggi: Room 514, di Sharon Bar-Ziv, Israele; The Ballad of the Weeping Spring, di Benny Torati; Six Acts, di Jonathan Gurfinkel. Tre saranno anche in quella Documentari: The Flat, di Arnon Goldfinger; Let’s Dance, di Gavriel Bibliovic; The Gatekeepers, di Dror Moreh. E ancora due titoli per i Cortometraggi, due proiezioni omaggio a Ran Tal, e due documentari d’interesse culturale per i Percorsi ebraici.

Di grande rilievo, nel progetto cinematografico e culturale del Centro Ebraico è anche la collaborazione con le scuole per la promozione della cultura del ricordo, e della tolleranza. Le proiezioni, tutte a ingresso gratuito fino a esaurimento posti, si svolgeranno nelle sale Kodak e Deluxe della Casa del Cinema, e presso il Pitigliani di Trastevere. Cliccando qui, tutte le informazioni.

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