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Cinespresso | December 9, 2019

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This must be… Michael Brunnock

This must be… Michael Brunnock
Francesco Di Brigida

Ensamble rock in riva all’Adriatico. Dalla colonna sonora di “This must be the place” fino alla collaborazione tra Michael Brunnock e gli autori delle musiche di “Scialla”

Ieri sera al Multisala Arca di Spoltore, la stessa location che ha ospitato il Flaiano Film Festival, si è svolta una proiezione speciale di This must be the place. Il film di Paolo Sorrentino è stato preceduto da un’esibizione/incontro con il pubblico di Michael Brunnock, su un inedito parterre tra il grande schermo e la prima fila. Il musicista newyorkese di origini irlandesi è stato scelto da David Byrne per eseguire, nella colonna sonora le canzoni del gruppo fittizio The Pieces of Shit (quelli del ragazzotto sbruffone che irrompe a casa di Cheyenne/Sean Penn con il suo disco da produrre).

Ad accompagnarlo nel cinema abruzzese erano The Ceasars. La Ceasars Production è una crew di produzione musicale pescarese che l’anno scorso è stata candidata al David di Donatello e ai Nastri d’Argento per la colonna sonora di Scialla. Con i pezzi cantati da Amir.

La collaborazione tra i Ceasars e Brunnock ha già portato ad agosto i primi singoli su iTunes. «Siedevamo vicini al Quirinale e io gli chiesi: viene David? E lui mi ha spiegato in cosa era occupato». Ha raccontato al pubblico FRancesco Rigon, chitarrista del gruppo. «C’è una compagnia in India che stende tele, canvas giganti, sui quali un elefante, vero, con un pennello tenuto dalla proboscide dipinge la sua opera d’arte. E poi le vendono a ricchi eccentrici newyorkesi. David Byrne ne ha tre o quattro».

Il musicista abruzzese continuando il suo racconto: «Da questo aneddoto, e dal fatto che un po’ per il riverbero eccessivo della sala, un po’ per il Presidente che non ha una voce così squillante, e quindi non capendo molto da poter tradurre a Micheal, abbiamo fatto due chiacchiere. Ebbene sì! Siamo diventati amici per email. E quando era in Germania per un tour abbiamo deciso di incontrarci. Così è nato anche un nuovo progetto, segretissimo e che ci piace molto, al quale stiamo lavorando tuttora».

L’ensemble in formazione rock (voce, chitarra, basso, batteria e tre coristi) ha suonato Lay & Love e If It Falls It Falls, dei Pieces of Shit. «Con questa ci ha fatto a pezzi la nostra piccola Scialla al David di Donatello… Ma in fin dei conti siamo arrivati secondi!», ha scherzato Rigon con Brunnock.

La breve esibizione è entrata poi in un’atmosfera ancora più intima con i pezzi editi da Brunnock & The Ceasars. Con Red Line, che nelle parole del chitarrista «parla di guerra, di ansia e dell’incubo quotidiano che ognuno vive non riuscendo a oltrepassare la sua linea rossa immaginaria. Che è quella che ci divide dall’essere liberi». Per chiudere con Two, una ballade più morbida sul tema della famiglia.

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