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Cinespresso | January 24, 2019

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Nasce il Museo della Poesia di Albino Pierro

Nasce il Museo della Poesia di Albino Pierro
Alina Laura De Luca

Presentato a Roma nella Sala del Primaticcio di Palazzo Firenze il “Museo della Poesia Pierriana”, dedicato all’opera del poeta lucano Albino Pierro (Tursi 1916 – Roma 1995), la cui inaugurazione è prevista per giovedì 31 ottobre.

Pierro è uno dei poeti dialettali più famosi del Novecento italiano, difensore appassionato del dialetto natio. «Quella di Tursi, il mio paese in provincia di Matera, era una delle tante parlate destinate a scomparire. Ho dovuto cercare il modo di fissare sulla carta i suoni della mia gente». Così Albino Pierro spiega la svolta dialettale della sua poesia per cui venne più volte candidato al Nobel per la Letteratura.

I versi di uno dei suoi componimenti, ’A terra d’u ricorde, recitati da Enzo Lapolla mentre Paolo Paoloni gli faceva eco in italiano, sono risuonati negli spazi della Società Dante Alighieri che ha ospitato la conferenza stampa di presentazione del nuovo polo museale. Proprio il Presidente della DA, l’ambasciatore Bruno Bottai, nel rivolgere i saluti ha sottolineato la peculiarità di Pierro, «poeta originale soprattutto per la sua lingua che va certamente tradotta per essere compresa da un udente di altre regioni».

Presenti alla conferenza, coordinata dal giornalista RAI Giuseppe Di Tommaso, anche il segretario generale della DA Alessandro Masi, il presidente dei Parchi Letterari Stanislao de Marsanich, il sindaco di Tursi Giuseppe Labriola, il presidente del Parco Letterario “Albino Pierro” Francesco Ottomano, il vice presidente Luigi De Lorenzo. In sala anche Rita Pierro, figlia del poeta lucano che si è detta particolarmente felice dell’iniziativa e speranzosa che possa essere utile a far conoscere e apprezzare sempre di più il poeta Pierro anche al di fuori dei confini lucani.

Il museo, infatti, nasce con l’obiettivo di «rendere reali i luoghi, gli attrezzi, gli usi e i costumi che il Maestro lucano racconta nelle sue poesie», ha sottolineato Francesco Ottomano, presidente del Parco Letterario “Albino Pierro”, una sorta di percorso culturale in cui i versi prendono forma, gli oggetti raccontati diventano tangibili così da poter essere conosciuti e riconosciuti anche da chi magari non li ha mai visti perché ormai passati in disuso, come ad esempio “u spurtone”, il cestone che si legava sui fianchi dell’asino per essere riempito di arnesi o cibo da trasportare, protagonista dell’omonimo componimento.

L’allestimento del primo piano della Casa-Museo, pertanto, prevede un’esposizione che affianca l’oggetto materiale richiamato nella poesia alla poesia in dialetto tursitano e alla rispettiva traduzione. Inoltre, «abbiamo affidato a vari artisti lucani una poesia di Pierro chiedendogli di realizzare un quadro che la rappresentasse – ha affermato ancora Ottomano. I dipinti saranno poi esposti accanto agli oggetti e ai versi di riferimento». Così concepito, lo spazio museale costituisce l’ultimo intervento nella struttura natale del poeta che vede i piani superiori adibiti a biblioteca, dove vengono custoditi molti libri appartenuti a Pierro e molte sue opere, oltre alle più recenti tesi di laurea a lui dedicate, e una pinacoteca che custodisce alcune opere realizzate in occasione del decennale della morte.

Istituito dal Centro Studi “Albino Pierro” Onlus, sorto a Tursi nel 2007, il museo si inserisce nel più vasto progetto di diffusione e promozione dell’opera e della vita del poeta, un progetto che nel 2010 ha visto la realizzazione del Parco Letterario e da lì tutta una serie di iniziative che si sono succedute negli anni, tra cui la pubblicazione, grazie agli eredi, di cinque opere con ristampa anastatica e un’opera omnia, che era un po’ il sogno di tutti i tursitani, e non solo.

Saranno inoltre presentate a novembre la ristampa anastatica di “Mia Madre Passava”, “Il Paese sincero” e “Il transito del vento” contestualmente a due opere di Carlo Levi, La paura della libertà e un inedito La paura: il contrario della libertà, che la casa editrice Einaudi non stampa più e da cui il Centro Studi ha acquistato i diritti. Il fitto calendario finalizzato a celebrare la memoria del poeta prevede nella giornata del 28 novembre, a Tursi, “Un giorno con Albino Pierro e il suo paese”, un’occasione per i partecipanti di visitare i luoghi descritti nelle poesie di Pierro, luoghi di ispirazione letteraria raccontati attraverso gli interventi di varie personalità lucane del mondo del cinema e dello spettacolo. La realizzazione del progetto è stata resa possibile grazie ai fondi Piot (pacchetti integrati di offerta turistica), come ha sottolineato il presidente del Parco Letterario, toccando così un tasto dolente e aprendo la strada a polemiche non celate, durante la conferenza, relativamente alle royalties del petrolio che, se opportunamente distribuite -ha precisato il sindaco di Tursi-, tanto più in una regione ricca e autonoma come la Basilicata, potrebbero dar vita ad altre iniziative di promozione culturale come quelle in nome di Pierro.

La letteratura, infatti, costituisce un mezzo ulteriore per tutelare il paesaggio inteso come luogo dell’ispirazione, un approccio innovativo che attraverso gli autori interpreta il territorio visto come un insieme, con le sue risorse ambientali, storiche, artistiche e con il bagaglio di tradizioni di civiltà antiche e contemporanee. È l’essenza, questa, dei Parchi Letterari, disseminati lungo una dorsale che attraversa la nostra penisola e che vanta, tra i più giovani, proprio quello dedicato al poeta lucano.

 

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